Un ricordo di Maria Bellonci, studiosa, saggista, romanziera e del suo best-seller. E un breve racconto di come nacque il premio letterario che ricorda il liquore Strega di Benevento
Sabato, 21/02/2026 - Quest’anno ricorrono gli ottant’anni dalla nascita del Premio Strega. Ma ricorrono anche i quarant’anni dalla scomparsa della sua fondatrice, Maria Bellonci, spentasi nel 1986 in una clinica romana.
Il suo “Lucrezia Borgia, la sua vita, i suoi tempi”, pubblicato una prima volta nel 1939, divenne un successo planetario quando il regista Vittorio Sermonti le suggerì di eliminare il sottotitolo troppo accademico e di intitolare il suo libro semplicemente “Lucrezia Borgia”.
Per l’organizzazione complessiva del romanzo, l’espediente delle lettere tra Isabella e don Robert de la Pole, personaggio di mera fantasia, è perfettamente funzionale a quell’incastro tra pubblico e privato che emerge da queste pagine e le permette di rendere verosimili i fatti storici, in quanto le corrispondenze che Isabella intrattenne realmente in vita con personaggi del suo tempo furono sterminate. Tra queste, vi furono lettere scambiate con il cardinale e arcivescovo cattolico Reginald Pole, che fu colui il quale tentò inutilmente di restaurare il cattolicesimo nell’Inghilterra anglicana. Il nome di Pole diventò “de la Pole” nella finzione letteraria.
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