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Il Cammino del Salento, non solo trekking. La testimonianza di Tiziana Paiocchi

Il Cammino del Salento, non solo trekking. La testimonianza di Tiziana Paiocchi

Da un incontro casuale lungo il percorso, il racconto di un'esperienza al femminile

Mercoledi, 17/06/2026

“Ci si vuole mettere alla prova, oppure è un cambiamento di vita, come nel mio caso,,”. Con queste parole Tiziana Paiocchi condivide con NOIDONNE le ragioni che l’hanno spinta ad intraprendere il Cammino del Salento. “È il mio primo cammino, che ho deciso di affrontare in solitaria e con lo zaino in spalla”.
La prova non è da sottovalutare: circa 125 km da percorrere è la distanza che separa Lecce a San Maria di Leuca camminando una media di 20/25 km al giorno, una notevole fatica attenuata dalla straordinaria bellezza delle coste e delle imponenti scogliere che si tuffano in un mare smagliante e cristallino. Il Cammino del Salento è stato ‘inventato’ da un gruppo di giovani e, in particolare da due ragazze – Federica Miglietta e Mariarita Scarpino – che hanno iniziato a tracciarlo con cartelli e frecce arancioni. Un percorso già molto apprezzato dal pubblico appassionato di trekking, nonostante abbia bisogno di essere valorizzato e potenziato.
“Ho notato che è un Cammino percorso da tantissime donne,  la maggioranza delle persone che ho incontrato, è questa è una cosa che mi ha molto colpita” continua Tiziana, sottolineando anche alcune criticità organizzative su cui rileva la necessità di intervenire da parte delle istituzioni.
Tornando sulla sua scelta di fare il Cammino, raggiungendo il tacco della penisola da Milano, spiega che ”l’idea è nata dalla necessità di dare un nuovo inizio alla mia vita a 60 anni, dopo essere andata in pensione. È come se si fosse chiuso un capitolo e se ne fosse aperto un altro, tutto da riscrivere e sicuramente diverso dalle mie precedenti abitudini e responsabilità. Tappa dopo tappa è stato come compiere un viaggio in me stessa. Questa sorta di rinascita è una situazione tutta nuova che mi sto godendo giorno per giorno e che mi consente di cercare una mia serenità”.
Capita spesso che i Cammini siano anche simbolicamente passaggi introspettivi in determinate fasi delle esistenze e, probabilmente, non è un caso che li percorrano tante donne, sole o in gruppi più o meno numerosi.
La terra salentina, con le sue origini arcaiche di cui le rovine dei Messapi sono autorevoli testimonianza, si presta ad accogliere anche questi sentimenti cullandoli con il vento che spazza promontori solitari affacciati sul mare e lunghi tratti in campagne disegnate da muri a secco e abitate da ulivi ripiantati dopo il flagello della xylella.
“Quando sono arrivata davanti al Santuario di Santa Maria de Finibus Terrae, a Leuca, mi sono congratulata con me stessa perché, nonostante tutte le difficoltà, sono arrivata alla meta. Soprattutto, ho avuto il piacere di unirmi a due camminatrici conosciute lungo il percorso e di constatare che ho saputo cambiare quello che avevo programmato, ottenendo anche un risultato migliore. Per me vedere che è bello vivere le cose man mano che si presentano è stata una vera scoperta!”.
Anche per NOIDONNE è stato una bell’incontro quello con Tiziana Paiocchi (raccontato da NOIDONNE attraverso facebook e Instagram), la quale conclude questa testimonianza con espressioni sintetiche ed efficaci “volendo definire ciò che ho sentito in questo cammino dico: stupore per i luoghi, consapevolezza, fatica e condivisione!”. Parole da sottoscrivere.
 

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