"Tessere, per me, significa riconoscere che non esiste una storia completamente individuale. Siamo dentro una trama di relazioni, di presenze e anche di compresenze..."
Domenica, 13/09/2026
Nel libro scrivi della necessità di “rovesciare un fare e un sapere patriarcali e violenti”. È forse questa la domanda politica centrale di "Tessiture": come si rovescia un sistema senza riprodurne le stesse logiche di dominio?
Nel libro la parola “cura” ritorna con forza. Ma la cura è stata per secoli attribuita alle donne e spesso trasformata in un loro dovere. Come possiamo distinguere una politica della cura dalla semplice riproposizione del ruolo femminile di cura?
Nel tuo progetto la pace non sembra essere semplicemente l'assenza di guerra, ma una pratica quotidiana fatta di relazioni, ascolto e responsabilità. Possiamo parlare di una “politica della pace” a partire dalle relazioni?