In questo libro del 1988 la relazione tra il maschile e il femminile, con le sue luci e le sue ombre, è osservata dalla Lessing in modo realistico anche se, nella coppia genitoriale della scrittrice, c'è un rapporto di forze che seduce e turba.
Mercoledi, 21/01/2026 - Un libro piccolo, dalla copertina color giallo intenso, edito dalla Bollati & Boringhieri nel 1988. L'autrice del testo è Doris Lessing e il romanzo è "Mia madre", un racconto autobiografico e commovente che si dipana tra l'Inghilterra e la Persia, giungendo infine in Africa: in questi luoghi, in rapida sequenza, si svolse infatti l'infanzia e la prima giovinezza della scrittrice, che unì, nella sua persona, la tenacia materna e lo sguardo disilluso del padre. Con grande capacità psicanalitica, la Lessing analizza i legami familiari, il suo 'primo mondo', le fughe in avanti e le sue ribellioni agli schemi familiari. Ma la lucidità che conserva le consente di perdonare e di perdonarsi. La relazione tra il maschile e il femminile, con le sue luci e le sue ombre, è osservata in modo realistico: nella coppia genitoriale di Doris c'è infatti un rapporto di forze che seduce e turba. Questa madre intelligente, forte, ma costretta comunque in un ruolo asfittico; e il padre, sognatore e idealista, piegato dalla vita nel corpo e nello spirito. "Tanto non serve" sembra essere la cifra di lettura che l'uomo applica ad ogni cosa: dietro questa frase si cela comunque un'accettazione della realtà più ostinata delle ribellioni della moglie, che non sa rassegnarsi e che, per questo, è destinata a una disillusione maggiore.
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