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Mi presento: sono Lobina e faccio la cantautrice

Mi presento: sono Lobina e faccio la cantautrice

Incontri di letteratura, musica e arte per raccontare la creatività delle donne

Giovedi, 09/04/2026 - Incontriamo Lobina, una giovane cantautrice che nasce, anche artisticamente, a Genova: è infatti in quella città che, ancora adolescente, Lobina trova nella musica il suo spazio espressivo. La formazione accanto a Emanuele Dabbono e le prime esperienze nei locali della città le permettono di costruire una sua cifra stilistica.
Il 2017 pubblica 'Aliante', seguito nel 2018 da 'Distanze' e poi dell’ep 'Clorofilla'. Negli anni successivi il percorso si arricchisce con 'Salici', 'Flash', 'Gin' e con l’ep 'Abitarsi', che consolida la sua presenza nel panorama cantautorale italiano. 'Non finirà' è il suo ultimo singolo prodotto da Zibba, col quale ha iniziato il suo nuovo progetto.

Ciao Lobina, grazie per aver accettato di farti intervistare. Parlaci un po’ di te: sei nata a Genova ma sei profondamente legata alla Sardegna e forse ancora di più alla natura. Descriviti: chi è Lobina?
Ciao Daniela, grazie a te per questa rubrica preziosa che dà spazio alle donne.
Lobina è una bambina cresciuta un po’ troppo in fretta, ma che non ha mai mollato anche nelle situazioni più difficili della vita. È anche una donna che ha imparato a rialzarsi molte volte, che ha smesso di pensare di essere stata “sfortunata”, che ha capito che la vita è un ciclo, dipende tutto da come accogli quello che accade e dal tuo sguardo.
Lobina è se stessa completamente quando scrive canzoni, quando sta nel suo orto e coi suoi animali, quando sta con chi la ama per ciò che è, quando atterra in Sardegna e sente il profumo dell’aria e piange, ogni volta, da innumerevoli anni, perché sono lì le sue radici. E fino a pochi mesi fa anche mia Nonna Anna a cui, se posso Daniela, mando un pensiero qui, perché è stata una donna incredibile che negli ultimi anni mi ha insegnato molto e che mi ha saputa confortare in un modo che non scorderò mai.

Il tuo grande amore per la musica nasce a dodici anni. Ci racconti questo incontro?
A dodici anni inizio a scrivere più sotto forma di canzone, ma l’amore per la musica nasce con me, perché fin da piccola cantavo continuamente, mia madre mi racconta che guardavo Sanremo e analizzavo i testi, le chiedevo di aiutarmi a capire.
Quando ho iniziato a suonare un po’ meglio la chitarra ho cominciato a comporre quindi le mie prime canzoni; era il mio rifugio, il mio posto sicuro. Mi sentivo libera, come se potessi esprimere me stessa completamente.

Sei prima di tutto una cantautrice che si racconta, parli nei tuoi testi delle tue esperienze e delle cicatrici della vita. Quali sono temi che più ricorrono nelle tue canzoni?
Sicuramente la mia parte malinconica è quella che spesso prende più spazio, ma anche l’ironia e un po’ di sana rabbia.
Tra i temi più ricorrenti troviamo le dinamiche relazionali di qualsiasi tipo, anche tossiche, il rapporto coi genitori, il rapporto con la nostra parte bambina, ma anche i ricordi. Sono comunque sempre le emozioni che vivo, o che vivo di riflesso ad altre storie, a spingermi a scrivere.

Come scrivi le canzoni? Hai un metodo? Parti dalla musica o dal testo?
No, non seguo un metodo preciso, dipende dall’input che ho e da lì vado a sviluppare. Mi capita di canticchiare una melodia e quindi partire da quella oppure di scrivere e individuare un’idea che poi vado a trasformare in musica.
Per me scrivere canzoni rimane un atto liberatorio e che arriva da un’urgenza interiore di comunicare qualcosa.

Quali sono le difficoltà che incontra una cantautrice per far conoscere la sua musica? Sono le stesse che incontra un uomo?
Le difficoltà sono varie, per troppo tempo non siamo state considerate credibili, non ci è stata data fiducia, la donna poteva giusto cantare, ma comunque sempre e solo se aveva un certo tipo di immagine, quindi alla fine veniva sminuita e percepita dall’esterno in questo modo.
Le cose stanno cambiando, a rilento, ma io che porto le mie canzoni in giro dall’età di 20 anni (quindi parliamo di 15 anni fa), ho visto che finalmente le cantautrici si stanno facendo spazio e cominciamo ad essere tantissime e ci sono anche delle produttrici.
Lavoro da fare però ce n’è ancora tanto, soprattutto a livello socio-culturale, perché poi si riflette su tutti gli ambienti.
Restano fattori come l’età ad esempio, una donna dopo i 30 anni è già percepita un po’ “vecchia”, mentre per gli uomini non è così.
In generale dobbiamo comunque fare più sforzi, per essere credibili, per dimostrare che abbiamo delle capacità, che possiamo essere contemporaneamente anche musiciste, produttrici, tutte mansioni un tempo attribuite prevalentemente agli uomini.

Qual è la canzone che preferisci fra quelle che hai scritto e perché?
Questa è difficile… diciamo una a cui sono profondamente legata al momento è 'Flash', perché è stata il frutto di un lavoro davvero intenso che ho fatto su me stessa e che mi ha messo in pace con la me bambina.

Quali sono i tuoi riferimenti musicali? C’è nel cantautorato qualcuno o qualcuna che ti ispira in particolare, che ammiri o che è un punto di riferimento per te?
Sicuramente riferimenti come Joni Mitchell, Bruce Springsteen, Alanis Morissette e in Italia Lucio Dalla, Niccolò Fabi, Cristina Donà, Carmen Consoli.
Ammiro moltissimo Carmen Consoli, per il suo percorso artistico e per il suo modo di scrivere, e Niccolò Fabi perché mi risuona sempre molto quello che scrive, mi tocca proprio le corde dell’anima.

Che progetti hai per il futuro?
Sicuramente un disco, sto lavorando con Zibba che mi ha capita dal primo momento e lavorare con lui è un onore ed è veramente stimolante, è infatti un momento di grande creatività.
Poi continuare a portare le mie canzoni alla gente, perché quello che provo nel poter condividere e avere quel tipo di scambio mi fa sentire viva, al posto giusto, al sicuro, come è sempre stato fin da piccola.

Ci citi una frase di una tua canzone che ti rappresenta particolarmente?
“Siamo stati solo genitori di noi stessi, ereditando anche le scorie” – è tratta dal mio ultimo singolo 'Non finirà'.

Grazie di cuore, Lobina.
Grazie a te, Daniela.

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