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In memoria di Giuseppina Luongo Bartolini

In memoria di Giuseppina Luongo Bartolini

A luglio Giuseppina Luongo Bartolini avrebbe compiuto cento anni. I suoi versi hanno proposto un’immagine emancipata della donna, lontana dagli stereotipi e libera.

Martedi, 16/06/2026

A luglio avrebbe compiuto cento anni: Giuseppina Luongo Bartolini, poeta e saggista, nata nel 1926 ad Altavilla Irpina (Av), ci ha lasciati tre anni fa.
Era mia madre.
Prima di cinque figli, si laureò in Letteratura italiana e fu docente e poi Preside di Scuola Media; ha portato avanti numerose battaglie per il riconoscimento dei diritti delle donne, sia in campo culturale che politico, ambito nel quale ricoprì la carica di Assessora alla Pubblica Istruzione, al Traffico, ai Trasporti e alla Polizia Urbana. Operò in un contesto ancora molto maschilista, nel quale la componente femminile era tenuta a margini e non si parlava di quote rosa. Pubblicò numerose raccolte poetiche e testi teatrali, nonché diversi saggi (“Questione donna”, 1986, “Da via della Giudecca al Serralium alla Shoah – Ebrei in Benevento, 2000, ma anche “Guida di Benevento e della sua provincia, 1980/2010).
Nel 1983 venne insignita del Premio della cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Di lei e della sua poetica scrissero autori del calibro di Giorgio Barberi Squarotti e Giuseppe Tedeschi. E’ stata tradotta in più lingue e, nel 2024, le è stata intitolata la Biblioteca Comunale di Benevento.
I suoi versi sono capaci di proporre un’immagine emancipata della donna, lontana dagli stereotipi e libera. Si tratta di una testimonianza preziosa, che merita di essere ricordata.

“Risolta in immagini la pena
pura forma della mia vita in
bianco e nero coagulato il colore
dentro le torme scure del mio
alfabeto quel sole che fu sole
ora luce soltanto mi rimane
nella requie che occulta la
tempesta e il ruggito del temporale”.


E, ancora:

“Attrice protagonista nei costumi di scena
entrai nell’affresco di Raffaello
lo sposalizio della madonna la cerimonia
dell’anello scolpito in un cerchio di rose
smarrito nei gusci d’uova d’un pranzo di
famiglia la musica di Gounod
ricordo solo mio padre che mi teneva al
suo braccio dall’ingresso all’altare
lenta la mappa rossa della passatoia”.

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