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Il teorema di Zhou, il libro di Marta Ajò

Il teorema di Zhou, il libro di Marta Ajò

Zhou è una cinese cresciuta in Italia con la mamma e il suo rapporto con il lavoro di venditrice di straordinarie pezze di stoffa cinese in quell'emporio che è il centro della sua vita e dei suoi incontri

Lunedi, 15/06/2026

Il romanzo di Marta Ajò "Il teorema di Zhou" (Graphofeel, 2026) regala una storia, la cui lettura fa compagnia, a cui ci si appassiona pagina dopo pagina, seguendo le vicende di una realtà di donne e uomini, probabilmente rintracciabili anche nelle nostre città e nei nostri quartieri. Presenze umane visibili e invisibili al tempo stesso, perché non ci si è soffermati quasi mai a capire chi fossero e da quale luogo venissero. Una storia che diviene in questo senso anche l’invito ad attivare una curiosità che vada oltre l’indifferenza e che possa rivelare quale sia la ricchezza umana che ci circonda in questi nostri tempi, e storie che dovrebbero andare oltre ogni distinzione di razze e frontiere, guardando le persone come abitanti delle nostre città.
L’edificio, la casa, dove al primo piano Zhou nasce e dove evolve la sua vita ai tempi del racconto, rappresenta in verità, a ben riflettere, un ”paese” o magari una famiglia allargata, costruita da qualcuno che si chiamò Giovanni e che per dimostrare a se stesso di poter lasciare un segno delle sue capacità gettò, senza saperlo, il seme di una comunità. E quella comunità andò crescendo nel tempo, quando dalla costruzione di un piano, vicino alla marana quei piani poi divennero tre, e ancora, quando, sposata Anna, formò una famiglia. Quella moglie che poi, quando fu suo il momento di decidere, ha guardato il mondo con gratitudine e generosità, tanto da dare un destino insolito a quell’edificio. Ed è proprio Zhou la testimone, ma anche il testimonial di questa storia. lei che lì è nata e lì e cresciuta, e ha sviluppato la sua attività iniziata con sua mamma, con quell’emporio di stoffe cinesi che sanno fare innamorare, al punto da regalarle la decisiva e unica amicizia della sua vita e che alla sua vita darà un senso.
Un’amicizia così unica e fondamentale che non ci sarà mai bisogno di sapere il nome di quella donna, perché lei è non altro che “La Signora“. Lei, la persona che considera gioielli quelle pezze di stoffa che diverranno poi i fantastici cuscini del suo locale, "il Mondo”.
Ma la Signora è anche la persona che evoca il sogno di viaggiare, un giorno, per conoscere la Cina, il paese dei suoi sogni. Sogni che significheranno la magica casualità piena d’amore di un marito “cinese”, ma incredibilmente italiano, e che proprio come Zhou, che di Cina oltre le stoffe non sa nulla, non sogna neanche di viaggiare verso quelle terre lontane, a differenza della sua Signora.
La nostra Zhou che, come le disse un giorno sua madre, non si rende conto di essere vera cittadina del mondo, come lo sono Ivona ed altri protagonisti di un racconto, dei quali non vogliamo togliere la magia della scoperta.
Anche se di Zhou c’è qualcosa che mi piace ricordare e che colpisce , qualcosa che semmai la incontrassi, mi piacerebbe dirle.
Lei che non si sente nessuno, eppure insegna come sia sempre pronta a fare, modellando i suoi comportamenti alla situazione, garantendo ad ogni azione che la coinvolge una reazione. Lei sceglie sempre il reagire e la risposta ogni volta risulta adeguata al momento.
Però con la modestia di chi non si sente nessuno, non lo sottolinea mai, neanche a se stessa e il mondo non se ne accorge, pur godendone per i frutti che ne derivano.
Così, come, quando il suo cortile, decidendo d’investirci e lavorarci, diverrà un salotto di fiori e di verde in cui un giorno inviterà Teresa a Ivona a prendere il thè, versato con una magnifica teiera azzurra, ovviamente cinese, per raccontarsi e contemporaneamente, come sempre. ascoltare. Tanto c’è da dire di più, ma per non rovinare il piacere della storia di cui convintamente suggerisco la lettura qui mi fermo; ribadendo che il libro mi ha dato idee, mi ha lasciato interrogativi su cui continuare a riflettere anche sul Teorema, ovvero la conclusione “logica”, scelta da Zhou.


Marta Aiò
Il teorema di Zhou
Graphofeel
https://www.ibs.it/libri/editori/graphofeel

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