'Dialoghi di bioetica e di biodiritto: analisi e prospettive delle relazioni interspecifiche' è il titolo del ciclo di webinar organizzati all'Istituto Italiano di Bioetica che si conclude a maggio 2026
Lunedi, 26/01/2026 - L'Istituto Italiano di Bioetica organizza un ciclo di webinar dal titolo "Dialoghi di bioetica e di biodiritto: analisi e prospettive delle relazioni interspecifiche" che prevede 9 incontri iniziati il 14 gennaio 2026 e che termineranno a maggio. È un programma molto denso e di grande interesse. Il filo conduttore dei dialoghi, affidati di volta in volta ad una relazione introduttiva di uno/una esperto/a, è la relazione tra gli esseri viventi esaminata in una specifica prospettiva: dalla filosofia alla sociologia, dall'etica ai diritti. Alla professoressa Luisella Battaglia, presidente dell'Istituto Italiano di Bioetica, chiediamo informazioni sull'iniziativa.
L'IIB è sempre stato sensibile al rispetto degli animali; lo dimostra, per esempio, il fatto di aver sempre riservato loro un panel in tutte le edizioni del Festival di Bioetica. Dunque le chiediamo da quali considerazioni nasce l'idea di aggiungere anche questo articolato percorso di approfondimenti?
È possibile difendere gli animali con un’etica nuova? Quali sono gli argomenti intellettuali a nostra disposizione per operare un cambiamento significativo? La questione della nostra responsabilità nei confronti del mondo animale – un tema cui l’Istituto Italiano di Bioetica ha dedicato una costante attenzione - è al centro del webinar “Dialoghi di bioetica e biodiritto”. Oggi sappiamo molto più della vita degli animali rispetto a 50 anni fa grazie a scienze, come l'etologia cognitiva e la neurofisiologia comparata, che hanno mostrato la loro capacità non solo di sentire il piacere e il dolore ma anche di provare sentimenti e emozioni complesse simili alle nostre. Questo dovrebbe indurci a evadere dalle scappatoie etiche usate nel passato: non possiamo più tracciare la consueta linea di demarcazione tra la nostra specie e le altre né continuare a discriminare tra gruppi di animali che riconosciamo come simili a noi per ragioni genetiche - le scimmie antropomorfe--o che ci sono particolarmente vicini per ragioni sentimentali—gli animali familiari- e altri che consideriamo privi di intelligenza. Nel mondo reale 1’intelligenza assume forme molteplici e affascinanti. Gli uccelli, che si sono evoluti seguendo un percorso diverso da quello degli esseri umani, hanno sviluppato capacità affini alle nostre; un invertebrato come il polpo rivela sorprendenti capacità di percezione e di soluzione di problemi complessi. I riferimenti ai più importanti studi scientifici relativi alle diverse specie costituiscono un punto riferimento fondamentale per avviare il progetto di una società in cui le esigenze, gli interessi e la dignità degli animali siano riconosciuti e presi in considerazione dalla legge. Ma, al di là dell’apporto del pensiero scientifico, emozioni morali come la meraviglia, la compassione, lo sdegno potrebbero guidarci facendoci aprire gli occhi dell'anima e condurci alla scoperta di un mondo di soggetti non previsti dall’etica e dal diritto vigenti. La meraviglia ci colpisce nel profondo, cattura la nostra attenzione nella scoperta del valore di ciò che vediamo e ascoltiamo; la compassione ci porta al di fuori di noi stessi, ci avverte della sofferenza altrui e del suo significato; l’indignazione motiva la reazione di fronte a ciò che non dovrebbe succedere inducendoci a compiere azioni di riparazione del torto.
A quale pensiero filosofico è ispirato il ciclo di conversazioni on line?
Esaminare approfonditamente le principali teorie della filosofia animalista e ricostruirne il dibattito - come si propone il webinar - è una vera e propria sfida all'etica e al diritto vigenti. Dal momento che stiamo danneggiando l’esistenza di forme di vita intelligenti, senzienti, complesse, non possiamo perseverare nei vecchi schemi trattando gli animali alla stregua dì oggetti negando loro la possibilità di realizzare le capacità proprie della specie cui appartengono, piegandoli sistematicamente ai nostri disegni e ostacolando i loro sforzi. È quanto chiede l’approccio delle capacità - elaborato dalla filosofa Martha Nussbaum - nella sua estensione ai non umani. La sua tesi di fondo è che la vita di tutti gli esseri senzienti abbia un valore e una dignità intrinseca che nulla può eliminare, a condizione che abbiano una serie di opportunità reali dì "fioritura" in relazione alle loro principali capacità. Da molto tempo grava su di noi un debito etico che oggi è in continuo aumento e viene da motivazioni nuove. Cosa ricavarne? Dovremmo maturare la consapevolezza di vivere tutti, umani e non umani, su un pianeta fragile da cui dipendiamo per tutto ciò che conta. Non abbiamo scelto di essere qui: ci siamo trovati qui. Perché allora pensiamo dì avere in esclusiva il diritto di usare il pianeta negandolo agli animali? Anche loro si sono trovati qui e devono cercare di vivere come meglio possono. A che titolo dunque neghiamo loro il diritto di utilizzare il pianeta per vivere, mentre lo rivendichiamo per noi stessi? A ben riflettere, ogni motivazione a sostegno della nostra pretesa di usare il pianeta per sopravvivere e fiorire dovrebbe implicare lo stesso diritto agli animali.
Con quali intenti è stato costruito il ciclo? E quali sono le vostre aspettative?
Se antica è la crudeltà umana nei confronti degli animali dobbiamo constatare che negli ultimi due secoli la nostra dominazione è aumentata in maniera esponenziale a partire dall'industria della carne che alleva gli animali in condizioni orribili come macchine produttrici di cibo, come se fossero già e soltanto carne. L'entità del nostro coinvolgimento, sia pure come consumatori, in pratiche che nuocciono agli animali dovrebbe indurre ogni persona dotata di coscienza a valutare che cosa noi tutti possiamo fare per cambiare questa situazione. Se l’umanità nel suo insieme ha il dovere collettivo di affrontare e risolvere questi problemi, in particolare il diritto e la teoria politica, due dei migliori strumenti dì progresso dell'umanità, sono chiamati in causa. "Noi esseri umani"- scrive Nussbaum - "possiamo e dobbiamo fare di meglio. La legge può e deve fare di meglio. Credo sia giunta l'ora di un grande risveglio collettivo: l'ora di acquisire la consapevolezza che ci lega a un mondo di creature intelligenti e straordinarie e dì assumerci responsabilità reali per il trattamento che riserviamo loro". Da qui l'esigenza di definire un orizzonte normativo alla luce del quale elaborare un severo codice di doveri nei confronti degli animali e definirne i fondamentali diritti strettamente legati alle capacità di cui sono portatori. Oggi a tale esigenza, dinanzi alle dimensioni senza precedenti dello sfruttamento e della crudeltà organizzata, sembra sempre più difficile sottrarsi, non fosse che per l’immagine sempre meno tollerabile che l’attuale trattamento degli animali rinvia all'uomo di sé stesso. Segnali premonitori che la violenza industriale, scientifica, tecnica esercitata sugli animali non potrà non avere ripercussioni, consce o inconsce, sulla nostra stessa idea di umanità? Se l’uomo è collocato dalle teorie evoluzionistiche nella continuità del vivente è la stessa specificità umana a essere interrogata. In tal senso la questione animale può diventare una parte importante di questo percorso che richiede una comprensione rinnovata dell'etica, della politica e del diritto, nell’ambito di una bioetica davvero globale.
Intervista realizzata a cura di Tiziana Bartolini
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