A 95 anni dalla nascita, il pensiero radicale di Carla Lonzi torna a interrogare arte, politica e femminismo, svelando i legami tra patriarcato, capitalismo e colonialismo.
Giovedi, 05/03/2026 - Due parole su Carla Lonzi vanno dette, a 95 anni dalla sua nascita, avvenuta il 6 marzo del 1931, sia perché stiamo assistendo a un vero e proprio ritorno in auge del suo pensiero, quello di una femminista radicale, sia perché forse solo oggi si apprezzano appieno alcuni aspetti (oseremmo dire profetici) della sua teoria.
Il problema, per Carla Lonzi, era che della donna finivano per dimenticarsi anche le ideologie sedicenti rivoluzionarie: lo stesso Lenin aveva rintuzzato e rimesso al suo posto Clara Zetkin (ovvero, rimesso a tacere!), quando ella aveva avuto l’ardire di pretendere che la donna avesse il suo spazio nel socialismo – e Lonzi riporta per esteso delle lettere che fanno oggi l’effetto di pugni nello stomaco, specialmente in quelle lettrici che del leninismo avrebbero qualcosa da salvare.
e di capitalismo che si esercita sia in senso geografico sui luoghi, sulle regioni del mondo (e qui, abbiamo il colonialismo in senso stretto), sia sui corpi delle donne. Già gli ominidi della preistoria, scrive Carla Lonzi, avevano una certa abitudine alla «predazione sessuale».
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