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'Anche i cani a volte volano' di Dacia Maraini. Conversazione con l'autrice

'Anche i cani a volte volano' di Dacia Maraini. Conversazione con l'autrice

'Verrà un giorno in cui l’uccisione di un animale verrà giudicata al pari di quella di un uomo' (Leonardo da Vinci)

Mercoledi, 08/04/2026 - “C’è un silenzio che ci accompagna da sempre, ma che abbiamo imparato a ignorare. E’ il silenzio degli animali. Un silenzio che non è assenza di voce, ma una lingua diversa, fatta di sguardi, di movimenti minimi, di respiri trattenuti. Gli animali parlano, ma non con le parole: lo fanno con la vita stessa, con il loro esserci nel mondo in modo discreto, umile, necessario” (da “Anche i cani a volte volano” – Solferino).
“Anche i cani a volte volano”, sottotitolo: "Storie di animali per tornare umani", è l’ultimo libro di Dacia Maraini. Non è la prima volta che la scrittrice racconta di animali, ha scritto storie, poesie e fiabe su di loro. E gli animali sono una costante nella sua vita: cani, gatti, cavalli tolti ai circhi, persino una lupa cucciola denutrita e smarrita in Abruzzo, che la scrittrice ha contribuito a salvare.

Sin da bambina hai sempre avuto un rapporto di gran rispetto per gli animali, quanto questo era dovuto all’educazione ricevuta, e quanto a una personale predisposizione ?
Credo a tutte e due le cose. Vengo da una famiglia che ha sempre rispettato gli animali considerandoli esseri viventi con sentimenti simili ai nostri. Ma il mio amore per gli animali non viene solo da una eredità famigliare, bensì da un sincero sentimento di affetto per quegli esseri spesso maltrattati che sono gli animali. A me dispiace anche uccidere le blatte casalinghe quando le trovo in cucina. Cerco di cacciarle, ma quando mi trovo costretta a sopprimerle perché sono troppe, mi sento in colpa.

Nel libro racconti episodi davvero toccanti, che hanno visto protagonisti gli animali nella tua vita. Hai dato tanto a loro in termini di cura e accoglienza, ma cosa senti di avere imparato da loro?
Prima di tutto gli animali domestici insegnano l’amore assoluto, ovvero ti amano per quello che sei e non per quello che vorrebbero che tu fossi come succede fra gli umani. Poi ti insegnano la naturalezza che spesso noi abbiamo perduto. Io credo di avere imparato molto dagli animali. Poi ci sono gli animali selvatici , quelli che nella storia sono stati considerati nemici da abbattere. Ma erano tempi arcaici in cui si pensava che l’animale fosse quasi un oggetto da sfruttare e da uccidere quando non era di utilità. Giorni fa ho letto una cronaca abruzzese dell’Ottocento in cui si descrivevano due uomini come degli eroi perché avevano ucciso ben quaranta orsi, comprese mamme con i cuccioli, in alcune battuta di caccia. Oggi abbiamo delle leggi che li proteggono proprio perché sono stati sterminati in passato, ma pare che non basti, e ogni scusa è buona per abbattere i selvatici ritenuti pericolosi. Ma non si considera che è l’uomo ad avere invaso il loro ambiente, ad averlo distrutto, ad aver affamato alcune specie creando uno squilibrio innaturale. Dovremmo imparare che la Terra appartiene a tutti gli esseri viventi e noi non siamo i padroni dell’Universo ma solo coinquilini che devono rispettare chi vive nel medesimo nostro pianeta.

La scienziata Margherita Hak sosteneva che se i macelli avessero le pareti trasparenti perché tutti possano vedere, nessuno mangerebbe più carne. Cosa ne pensi ?
Sono perfettamente d’accordo. Io condurrei le scolaresche a visitare almeno una volta un allevamento intensivo o un macello. Credo che capirebbero quanto dolore, quanto strazio, quanta crudeltà siamo capaci di procurare agli animali, che troppi identificano con le fettine o gli hamburger ben confezionati nella plastica, esposti nelle macellerie e nei supermercati, riducendo degli esseri senzienti a oggetti di consumo. Se invece li guardassero vivere, anche soffrire e avere paura, proprio come gli umani, sono certa che in molti si opporrebbero a certi eccessi, come la mattanza degli agnelli a Pasqua, una tradizione aberrante e superata. E riguardo a questo soprattutto le religioni monoteiste mantengono il punto, che nasce dall’assunto che l’uomo l’essere a immagine divina che domina il mondo, animale e vegetale, che è stato creato per servirlo. Niente di più falso. Noi siamo ospiti in questo mondo, esattamente come gli animali e le piante.

In Italia, come nel resto del mondo, animali domestici, da allevamento, selvatici, spesso sono oggetto di orrendi maltrattamenti da parte degli “umani”. Penso agli ultimi casi trattati dalla cronaca: il pitbull a cui il padrone ha dato fuoco a Palermo, Elettra la cucciola di gatto morta dopo giorni di agonia perché alcuni bambini l’hanno trattata come una palla da calcio. Gli adolescenti che lo scorso anno uccisero una capretta a calci, e risposero agli inquirenti che lo avevano fatto perché si annoiavano. E l’ultimo episodio venuto alla luce a Roma, dove nella periferia di Tor Tre Teste una gatta è stata addirittura stuprata, ed è tutt’ora ricoverata in prognosi riservata. In alcuni di questi casi, quelli con dei minori coinvolti, i genitori hanno persino minimizzato: “si trattava solo di un cane, di un gatto, di un uccello…”. Secondo te cosa si potrebbe fare perché questi episodi non vengano sottovalutati dal legislatore ma puniti con la giusta severità?
E’ sempre una questione culturale. Le azioni umane nascono dalla cultura, ovvero dalla narrazione che ci facciamo dei nostri rapporti col mondo. E questo appartiene sia alla religione che alle leggi, che all’arte. Bisognerebbe cominciare dalle scuole, insegnare il rispetto per la vita, che sia animale che sia umana. Ma di questi tempi si direbbe che stiamo andando all’indietro. Piu avanziamo nella tecnologia e più arretriamo nelle conquiste umane, più diminuisce la nostra capacità di empatia. Altro che Sapiens! Rispetto agli animali siamo la specie vivente più presuntuosa, arrogante e aggressiva purtroppo.

C’è poi il problema degli allevamenti intensivi. Per la grande quantità di carne richiesta - per esempio quella di agnello durante il periodo pasquale e natalizio - vengono importati agnelli e pecore soprattutto dall’Est Europa, che vengono fatti viaggiare in condizioni terribili, stipati come merci nei carri bestiame, spesso senza acqua, ammassati l’uno sull’altro. Cosa ne pensi ?
E’ quello che ho detto prima: siamo ancora immersi in una cultura antropocentrica. L’uomo è l’unico figlio di Dio, tutti gli altri esseri viventi sono al suo servizio, per il lavoro, per il piacere, per gli esperimenti e la vivisezione, come cibo. Una visione arcaica che la scienza oltre che l’etica ci confermano arretrata e condannabile. Oramai è ampiamente dimostrato che tutti gli animali sono esseri senzienti.

Andrebbe fatto qualcosa a livello europeo. Che ne pensi? Per empio per le corride, le gare di cavalli a morte, i cani da caccia Galgos che in Spagna vengono soppressi a ogni fine stagione, la mattanza - anche questa è un rito di tradizione medioevale delle balene nel mare della Danimarca, l’allevamento di animali da pelliccia, e molto altro.
Qualcosa è stato fatto per fortuna. I giovani, anche per le nuove conoscenze scientifiche, sono più attenti. Ma c’è ancora molto da fare. Le corride sono una cosa orrenda. Vi sono stata trascinata da amici una volta e ne sono rimasta disgustata. Molti non sanno a quali torture vengono sottoposti i poveri tori per farli inferocire. Confido nella umanità degli spagnoli per il futuro. Le balene stanno scomparendo anche per le nostre presuntuose e pericolose abitudini che hanno portato al riscaldamento climatico, oltre alla caccia insensata. Ripeto, siamo tutti, uomini e animali, parte di un grande sistema ecologico in cui ogni essere vivente, perfino le piante, servono all’equilibrio del pianeta.

Da un’ indagine letteraria risulta che i gatti siano gli animali più amati dagli scrittori e oggetto di ispirazione. Tra gli esempi:
Baudelaire, Sepùlveda, Edgar Allan Poe, Doris Lessing, Colette, T.S. Eliot, Hemingway, hanno dedicato loro poesie, racconti, persino musical (Cats, tratto da un libro di Eliot). E’ vero ? E se si, perché ?
Non lo so, azzardo una risposta. Forse perché gli scrittori sono casalinghi, stanno ore e ore seduti per scrivere e camminano poco. I gatti si possono tenere in casa, mentre i cani hanno un bisogno continuo di essere portati fuori, a camminare. Ma forse ci saranno ragioni più profonde che non ho indagato.

Tornando al tuo libro, come mai hai scelto un titolo come “Anche i cani a volte volano” ?
Quando ero bambina chiedevo a mia madre dove andassero i cani quando muoiono e mia madre per consolarmi mi rispondeva che vanno sulla luna a giocare, e io la sera mi mettevo alla finestra a fissare la luna e mi sembrava di vedere i tanti cani morti che giocavano felicemente.

Credi che un giorno, speriamo non troppo lontano, l’umanità sarà pienamente cosciente del fatto che anche gli animali come noi amano, soffrono, hanno paura della morte, e vanno rispettati, anche se comunicano con linguaggi diversi dal nostro ?
Lo spero davvero. Ma certo in questo momento mi sembra siamo ben lontani. Anzi direi che stiamo arretrando pericolosamente in tutti gli ambiti.

Una curiosità: hai una casa a ridosso del Parco Nazionale d’Abruzzo, a Pescasseroli, dove spesso ti rechi per scrivere in tranquillità. Da quelle parti circolano indisturbati gli orsi. Com’è il rapporto di convivenza con loro, è meno problematico di quello in Trentino ? E’ vero che ci sono orsi golosi che di notte a volte fanno razzia nelle pasticcerie e tra gli alveari ?
In realtà gli orsi hanno il terrore degli esseri umani, proprio perché sono stati sterminati. Di solito stanno alla larga. Qualche volta, proprio perché abbiamo limitato i loro spazi, ci siamo appropriati di boschi che erano le loro case, sconfinano in cerca di cibo nelle vicinanze di qualche villaggio, ma appena compare un uomo scappano via. Ma la gente ha paura e prende subito il fucile, come è successo per la povera orsa Amarena, ammazzata davanti ai suoi cuccioli perché si era avvicinata a un pollaio. In Abruzzo non esiste memoria di un orso che abbia assalito un essere umano. In situazioni normali gli orsi stanno lontani dagli esseri umani. Pesino i lupi hanno paura e fuggono l’uomo: ne conoscono la mano armata. A Pescasseroli dove mi ritiro per scrivere, vivono parecchi orsi. Qualche volta scendono verso il paese per trovare da mangiare, ma non hanno mai fatto danni, tranne rubare a volte il miele e qualche frutto. A volte si riesce a vedere le madri che corrono nel verde con i cuccioli. I turisti aspettano ore per poterli osservare. Ed è una gioia per gli occhi e per la mente, che viaggia nel tempo, e a cui sembra di afferrare un brandello di un passato lontanissimo, e mitologicamente sopravvissuto.


ANCHE I CANI A VOLTE VOLANO.
Storie di animali per tornare umani
di Dacia Maraini
Solferino Editore
186 pagine
Euro 16,50
 

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