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Una stanza per una donna afghana: la proposta concreta della cooperativa sociale Il Melograno

Una stanza per una donna afghana: la proposta concreta della cooperativa sociale Il Melograno

#Unastanzaperunadonnaafghana per sostenere le donne in fuga dal fondamentalismo: adesione di Casa di Betania e di una rete di cooperative

Domenica, 05/09/2021 - Riceviamo e pubblichiamo
#Unastanzaperunadonnaafghana. La propone la Cooperativa sociale Il Melograno, attiva dal 1999 nel mondo dei servizi alle persone e alle comunità (disabili, anziani, famiglie e minori, migranti richiedenti asilo). La cooperativa, che conta circa 700 lavoratori e 500 soci, si è già messa a disposizione delle autorità governative e del territorio, decidendo di attivarsi anche individuando da subito una rete di famiglie - tra i propri soci, e tra chi vorrà aderire all’iniziativa - che possano mettere a disposizione una stanza per una donna afghana in fuga dal fondamentalismo talebano.
La proposta è già stata raccolta da Casa di Betania e da una rete di coop sociali. La mail a cui scrivere per informazioni e disponibilità è afghanistan@ilmelogranonet.it
“Si tratta di mettere a disposizione - dichiara convintamente la Cooperativa - gratuitamente una stanza per un periodo transitorio (al massimo tre mesi), per accogliere una donna costretta a scappare dalla guerra e dalla furia misogina dei talebani. Lo dobbiamo alle persone che abbiamo illuso con il nostro tentativo di esportare democrazia, lasciandole poi in balia dei fondamentalisti. Non possiamo stare fermi o in silenzio: siamo sicuri che la sensibilità dei nostri soci aiuterà – come già successo in passato – anche in questo momento tanto tragico. Ci siamo stati, ci siamo e ci saremo per perseguire l’interesse generale della comunità coerenti con i valori
della cooperazione sociale”.
“In queste ore - spiegano dalla Cooperativa - stiamo ascoltando con sconcerto le testimonianze dei rifugiati afghani che già sono presenti nella rete SAI (ex SPRAR) e che stanno manifestando agli operatori la disperazione per chi è rimasto in Afghanistan. Riteniamo molto importante e condivisibile l’attivazione che l’associazionismo, il Comune di Milano e ANCI Lombardia stanno mettendo in campo per promuovere diverse risposte alla emergenza e riteniamo di metterci in rete con queste realtà per costruire risposte. Al governo chiediamo di allestire urgentemente corridoi umanitari protetti per permettere a chi fugge perché in pericolo di lasciare il paese in sicurezza”.
Il Melograno, cooperativa attiva in LegaCoop, insieme al sistema cooperativo cercherà di individuare le soluzioni migliori e più praticabili, per condividere una proposta progettuale comune. “Ma intanto occorre assicurare l'evacuazione dall'Afghanistan di uomini, donne
e bambini che rischiano la vita semplicemente per avere creduto nei valori della democrazia, della libertà di esprimersi e di studiare, accogliendoli attraverso l’ampliamento della rete SAI già presente nei territori, a cominciare dalle donne e dalle famiglie che rientrano nel
programma di protezione definito dal Governo del personale civile afghano collaboratore del contingente militare nazionale. Non vogliamo vicariare o peggio sostituirci a nessuno, ma vogliamo dare nell’immediato un segnale concreto di fattiva disponibilità”.


Caratteristiche_case.pdf

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