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Un incontro per ricordare Lia Lepri, il sindacato, la CGIL e la 'manifestazione delle mimose'

Un incontro per ricordare Lia Lepri, il sindacato, la CGIL e la 'manifestazione delle mimose'

Il memorabile corteo delle centomila lavoratrici tessili del 1982 e l'importanza delle sindacaliste nelle lotte per il lavoro e nei territoridurante: tutto questo e molto altro durante l'incontro del 19 febbraio a Roma

Domenica, 22/02/2026 - Senza farsi intimidire dalla tanta pioggia, molte sono state le compagne e le amiche che, il 19 febbraio, si sono riunite nella sede romana della CGIL di Roma e Lazio per ricordare Lia Lepri, dirigente sindacale recentemente scomparsa.
Il 19 febbraio è stato scelto non perché ricorresse il trigesimo della scomparsa di Lia ma perché è parsa la data migliore per ricordare una delle artefici della “manifestazione delle mimose”, quando, il 19 febbraio del 1982, davanti a tanti sindacalisti sbigottiti, sfilarono, per la prima volta, per le vie di Roma, centomila lavoratrici tessili. Rimase famosa la frase di Luciano Lama, allora segretario della CGIL: “Io, tante donne così non le avevo mai viste!”.
Alba Orti, nella sua introduzione, è partita da lì, da quel giorno così importante per la storia delle donne, del sindacato e dell’Italia, lasciando poi alle altre che sono intervenute ricordare Lia come importante figura di combattente e sindacalista. Francesca Santoro, ex segretaria confederale della CGIL, ha ricordato l’impegno di Lia nel sindacato, prima presso le Ferrovie dello Stato, poi con le lavoratrici tessili e, ancora, nella Camera del lavoro di Latina e poi come responsabile di SPIngiro del Lazio, per organizzare il tempo libero dei pensionati e iscritti al sindacato della CGIL. Diana Agostinello, segretaria CGIL di Roma e Lazio, ha poi coordinato gli altri interventi, in un incontro ricco di emozioni e di ricordi: Lia, donna gentile ma determinata che, “mai da sola” e “mai litigando”, come le piaceva ripetere, ha fatto e vinto tante battaglie per i diritti delle donne, dei lavoratori, delle persone più fragili. Molti altri interventi appassionati hanno messo in luce l’infaticabile esperienza umana, sindacale e politica di Lia e ricordato la Lia di questi ultimi anni, impegnata al Prenestino, il suo quartiere, con lo sportello “Spazio per te” dove, diventata addirittura “parrocchiana”, difendeva quelli che lei chiamava i “diritti inespressi”.
Ma anche in un pomeriggio così intenso di ricordi, non poteva mancare lo sguardo rivolto al futuro, alle tante cose ancora da fare. Questo è stato il compito di una giovane sindacalista capotreno che, fino a pochi giorni prima, non aveva mai sentito parlare di Lia e non sapeva che se era capotreno e non dattilografa precaria lo doveva a lei. Certo, ha detto, c’è ancora molto da fare visto che ancora oggi il personale viaggiante al femminile è solo il 20% ma, come avrebbe detto Lia, non bisogna scoraggiarsi perché “Le conquiste vanno conquistate e difese perché vengano applicate”.
L’incontro è stato chiuso da Natale di Cola, segretario di CGIL di Roma e Lazio, che ha messo in luce l’impegno della CGIL a recuperare i materiali di questa e di tante altre storie trascurate e per la sistemazione dell’archivio storico, sottolineando poi quanto sia importante non scordare le compagne e i compagni che “hanno fatto il sindacato”. Sia per un ringraziamento dovuto a loro e alle loro famiglie sia per imparare dalla loro esperienza come reagire in un momento così difficile come quello che il sindacato e il nostro paese stanno vivendo. 
Letizia Cesarini Sforza

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