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Prima  Pagina Donne (2-8 settembre 2013)

Prima Pagina Donne (2-8 settembre 2013)

Dal Ricordo di Anna Magnani, al premio a Elena Cotta al Festival di Venezia, alla Ministra Kyenge sempre impegnata contro il razzismo alle donne a Cernobbio... e molto altro

Domenica, 08/09/2013 - Prima Pagina Donne / 43 (2-8 settembre 2013)

La data dell’ 8 settembre richiama l’anno 1943, quando la guerra in Italia prese la drammatica svolta che conosciamo rendendo nemici gli alleati di prima. E’ per questo che come tanti giornali mi piace riportare alla memoria la memorabile scena di Anna Magnani nel film Roma Città Aperta quando viene uccisa dai nazisti che portano via il suo uomo. Anna Magnani che sarà sempre magnifica interprete da prima pagina nella storia del cinema e che con la struggente interpretazione di Roma Città aperta ha immortalato il dolore e l’amore per il proprio uomo e la ribellione alla violenza e alla guerra, tema di tragica attualità. Parlare di un'interprete d’eccezione, pur ad anni di distanza, riporta a questa domenica del 2013 che racconta, come premio alla miglior attrice, l’incredibile, perché inaspettata vittoria al festival di Venezia di una italiana, la protagonista di” Via Castellana Bandiera”, film che dicono molto bello e come già detto a grande protagonismo femminile. Elena Cotta, la vincitrice ha 82 anni e nella sua storia artistica ha recitato soprattutto in teatro. Il suo successo riempie di gioia, sapendo tra l’altro che un'altra grande attrice americana, Judi Dench, anche lei ultra ottantenne veniva data per vincitrice nei giorni scorsi col film Philomena. A Venezia al Festival, nei giorni scorsi, presente con le sue figlie e il marito anche la Ministra Kyenge che ancora una volta è costretta a parlare su un episodio inquietante rispetto al consolidarsi nel nostro paese di fenomeni di razzismo e ancor più del rifiuto dell’altro. Nel Bergamasco alcuni genitori hanno tolto da scuola i propri figli perché troppi gli stranieri iscritti. Ma come è possibile bisogna domandarsi tanta ottusità, ostracismo ad arricchirsi a confrontarsi a non capire che, in maggioranza, quei bambini, ragazzi sono Italiani a tutto tondo, e qualora non lo siano è lo stesso, portatori comunque di altre culture famigliari che non sono altro che una ricchezza. Penso in che questo paese si dovrebbe studiare di più la storia antica. La grandezza di Roma, che piaccia o non piaccia, è riconosciuta come una delle più significative della storia fu frutto anche di considerare la diversità delle genti una ricchezza ... ( vogliamo discuterne?). A proposito di straniere/i poi: quanti hanno letto della donna siriana arrivata in fin di vita a Siracusa con un barcone della speranza, insieme alla sua famiglia, che nel dolore ha accettato che suoi organi fossero trapiantati per dare la possibilità di vita a tre Italiani?

Allontanandoci di poco da Bergamo, è in provincia di Brescia che non è possibile ignorare l’evoluzione della terribile morte di Manilia la giovane brasiliana incinta e che pare quasi certo sia stata uccisa dal suo amante, padre del bambino che aveva in grembo e datore di lavoro, Claudio Grigoletto. Una storia terribilmente femminile dove accanto alla figura del presunto assassino, compaiono una moglie con due bambine , che pare sospettasse del tradimento del marito,ma traccheggiava pur denunciando un forte disagio su Facebook, ed una madre della vittima che venuta dal Brasile racconta la gioia che la figlia condivideva con lei al telefono per la sua gravidanza e che nel raccontarlo dichiara di non odiare l’uomo che le ha spezzata la vita. Storie ancora drammatiche e complesse che ci spingono a riflettere su di un tema il femminicidio dai contorni sempre più difficili da decifrare per affrontarlo e sgominarlo. Non a caso è difficile poter accettare che due giovani artiste, Sara e Michela, a Cagliari dopo aver dedicato tanto del loro lavoro ed energie a mettere in scena lo spettacolo sul femminicidio appunto: ”Donne a pezzi”; non avendo potuto mandarlo in scena la sera stabilita, per il maltempo si sono barricate in macchina e hanno organizzato il loro suicidio, su cui, dalle lettere lasciate pare avessero fatto da tempo mente locale. Sara è morta, Michela è in ospedale salvata da dei poliziotti. Speriamo abbia voglia di parlare quando si sarà ristabilita e ci spieghi il perché di tale terribile scelta. Vorremmo dirle che ci sarà di aiuto a capire e ad agire per il meglio nelle relazioni con altre donne in difficoltà. Rimanendo in Sardegna un pensiero affettuoso e riconoscente per Federica Cardia, una giovane donna con un cancro che non perdona ha vissuto il tempo della sua malattia gestendo il suo blog: ”Tanto vinco io”, attivo e relazionato a tanti giovani che le hanno fatto coraggio e compagnia come lei desiderava ed è così che andandosene ha però lasciata una scia di dolore ma anche di fiducia in ciò che rappresenta il rapporto con gli altri. Un rapporto con gli altri e più precisamente con la memoria di suo fratello Stefano che per Ilaria Cucchi non viene mai meno. Di fronte alla sentenza che ne ribadisce la morte per denutrizione lei ribatte: No furono le violenze e i maltrattamenti subiti a ucciderlo e conferma di voler continuare la strada per arrivare alla verità. Ilaria non patteggia a nessun costo mentre patteggia la pena, con un bel ammontare di soldi da restituire, Giulia Ligresti figlia di Salvatore che dopo diverse settimane di carcere per il caso Fonsai si dichiara sfinita e guardando le foto pubblicate è facile crederle. D'altronde dura, durissima deve essere stata la vita in carcere di chi del privilegio, dei soldi, della ricchezza, della soddisfazione di ogni desiderio ne ha fatto una legge da sempre, ritenendolo un diritto. La speranza è che oltre sfinita sia anche pentita e magari convinta di dover cambiare come persona oltre che come “imprenditrice”. Un potere quello che la Ligresti ha usato tanto male che le donne hanno in poche. Eppure a Cernobbio all’annuale workshop Ambrosetti sull’economia, le figure femminili di prestigio non sono mancate. A fianco del numero uno del fondo monetario internazionale Christine Lagarde, hanno dato il proprio contributo fra le altre l’Economista Beatrice Weder Di Mauro già consulente di Angela Merkel e Dambisa Moyo- economista- considerata dal “TIME” una delle donne più influenti del mondo. Per rispetto di cronaca dobbiamo ricordare che per il secondo anno a Cernobbio è intervenuta anche Barbara Berlusconi. Parlando di Economia e proprio per dare empowerment alle donne in India è nata una banca rivolta solo alle donne. L’Idea sembra essersi sviluppata come una delle risposte nate dopo lo stupro di mesi fa ad una studentessa che scosse tutta l’India, mostrando anche a chi non voleva vedere la difficile vita delle donne nel paese e ponendo l’esigenza di misure di sostegno e accompagnamento per loro e la loro vita civile, di lavoro e oltre. E in quel 'e oltre' c’è anche lo sport, che in questa settimana ha segnato a favore del femminile un episodio memorabile: la nuotatrice Americana Diana Nyad al suo quinto tentativo (il primo a 28 anni) è riuscita nel suo obiettivo di dimostrare come Cuba e gli USA siano vicini nonostante le diversità politiche. Ha percorso a 64 anni e senza alcuna protezione, come pinne o tute e vincendo meduse e correnti i 170 km che separano CUBA da Miami in Florida. Ha impiegato 53 ore, una sosta ogni 40 minuti. Arrivata allo stremo delle energie ha rilasciato una dichiarazione di tre punti che assumiamo questa settimana, come nostra . 1) Non bisogna mai arrendersi; 2) Non si è mai troppo vecchi per seguire i propri sogni; 3) sembra (il nuoto a distanza) uno sport solitario ma è un lavoro di squadra; ha detto Diana e non c’è dubbio quanto siano credibili le sue affermazioni. Affermazioni che accostiamo a quella fatta a Mantova al Festivaletteratura dalla scrittrice Taiye Selasi di genitori africani che presentando il suo libro :”La bellezza delle cose fragili” - che rievoca anche la storia della sua famiglia - ha detto: ”La divisione fra razze: una costruzione mentale!”

ortensipaola@tiscali.it

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