Notre Dame. Le icone contemporanee di Carolina Franza
Notre Dame. Le icone contemporanee di Carolina Franza: giovedì 12 febbraio 2026 alla Sala Comunale d’Arte di Trieste inaugurazione dell’antologica della pittrice triestina
Lunedi, 09/02/2026 - Notre Dame. Le icone contemporanee di Carolina Franza: giovedì 12 febbraio 2026 alla Sala Comunale d’Arte di Trieste inaugurazione dell’antologica della pittrice triestina
S’inaugura giovedì 12 febbraio alle 18 alla Sala Comunale d’Arte di Trieste (piazza Unità d'Italia 4), "Notre Dame. Le icone contemporanee di Carolina Franza", antologica dedicata all’artista triestina, che sarà introdotta sul piano critico da Marianna Accerboni: in mostra 45 opere e sei tavole che delineano le varie fasi di realizzazione di un’icona: dal supporto di legno, su cui viene posizionato il bisso di lino, all’alabastro e alla colla di latte, alla doratura, compresi il disegno e varie fasi pittoriche. La rassegna offre soprattutto un’interpretazione filologica ma essenziale e in un certo senso “libera”, delle icone, che, nel caso della Franza, Accerboni definisce “icone contemporanee”. La mostra esplora infatti la rifrazione della luce attraverso pigmenti antichi dalla morfologia irregolare – come il rosso cinabro autentico e il giallo di Napoli –, capaci di generare una vibrazione luminosa impossibile nei colori industriali moderni. Fino al 1 marzo (orario ogni giorno 10 - 13 e 17 – 20 / chiusa il pomeriggio del 13 e 17 febbraio / ingresso libero / info 040 363064).
La luce non si posa infatti sulla superficie, ma attraversa la materia, subisce micro rifrazioni e riemerge come spazio interiore. Il titolo "Notre Dame" richiama la Madre di Dio e la Sapienza, ma anche le Madonne delle vetrate delle grandi cattedrali francesi, e le Madonne nere, presenti in mostra con soluzioni originali che dialogano con le icone.
Tutte le opere sono realizzate secondo una tecnica antica cioè su abete preparato con bisso di lino, alabastro di Volterra, bolo rosso armeno, oro zecchino e sono dipinte a tempera all’uovo secondo una tecnica stratigrafica che favorisce la trasmissione e la rifrazione della luce attraverso i diversi livelli. E vengono infine completate da una vernice finale che ne esalta la vibrazione ottica, componendo un percorso in cui la tradizione diventa visione contemporanea e la materia pittorica si fa rivelazione, luogo di attraversamento e di presenza materiale e spirituale poichè la luce non è applicata ma generata dalla materia stessa. Le opere di Carolina Franza si collocano così in una linea che unisce tradizione, ricerca e visione contemporanea.
Carolina Franza, nata a Trieste, manifesta sin dall'infanzia una precoce inclinazione per la pittura. ottenendo fin da bambina importanti riconoscimenti. Successivamente segue a Firenze le lezioni della pittrice Luisa del Campana, apprendendo l'importanza di dominare ogni stile pittorico. Nel 1981 incontra l’insegnamento di Tommaso Palamidessi, autore di “L'ascesi artistica, i colori e la pittura”, e dell'artista Alessandro Benassai, presidente dell’Associazione Archeosofica. Il 1989 segna le sue prime esposizioni di icone a Firenze e Spoleto. Dal 1989 a oggi insegna arte dell'icona e pittura. Art Juliet Magazine, diretta da Roberto Vidali, la inserisce nell'arte contemporanea.
Ha al suo attivo oltre sessanta mostre personali e numerose collettive di rilievo. Tra quest’ultime, la partecipazione al Salon des Indépendents a Parigi, Salone d'Autunno a Pisa e, a Trieste, più presenze alla Biennale d'Arte Giuliana e Biennale d'Arte Sacra di Muggia. Tra le personali più importanti in Italia e all’estero: Icona Oggi a Firenze e Spoleto, Rocamadour, Francia; Lucca (Casermetta S. Donato); Manzano (Antico Foledor Boschetti della Torre); Udine (Galleria La Rinascita); Associazione Archeosofica Massa e Carrara; a Trieste espone ripetutamente alla Sala Comunale d’arte, Galleria Rettori Tribbio, Galleria Spazio Juliet e alla Fondazione Ellenica di Cultura, Associazione Archeosofica, al Castello di Duino e Tk Galerija. Nel 2024 partecipa a “Icone di Speranza”, progetto internazionale con la Scuola di Seriate e U.C.A.I. (con docenti dell’Unione Cattolici Italiani, Galleria Teret’jakov, Biblioteca Ambrosiana ecc.).
Sue icone sono presenti a Trieste in varie chiese, tra cui Zindis, Aquilinia, Santi Ermacora e Fortunato, Beatitudini, Chiesa di Santa Caterina, Chiesa di San Luca, Santi Andrea e Rita, e all’I.T.I.S. ma anche nella Chiesa di S. Francesco di Latina, al Centro di Studi Biblici di Montefano (Macerata) e in numerosi spazi pubblici e privati all’estero: America (Denver, New York), Alaska, Australia, Belgio, Croazia, Etiopia, Francia, Germania, Grecia, Emirati, Hong Kong, Inghilterra, Italia, Macedonia, Kenia, Russia, Singapore, Slovenia, Svizzera.
Ha pubblicato il volume trilingue “Icona, arte della Bellezza”, il libro “Sofia! Sapienza, Saggezza, Scienza, Intelligenza”. Di lei hanno scritto, tra gli altri, Marianna Accerboni, Antonio Cattaruzza, Daniele D’Anza, Matteo Gardonio, Claudio Grisancich, Roberta Gubitosi, Carla Guidoni, Sergio Molesi, Paolo Maurensig, Roberto Vidali. È inserita nel “Dizionario degli artisti di Trieste, dell'Isontino dell'Istria e della Dalmazia” di Claudio Martelli (Hammerle Editori).
DOVE: Sala Comunale d’Arte · piazza Unità d’Italia, 4 · 34121 Trieste
QUANDO: 13 febbraio · 1 marzo 2026
ORARIO: tutti i giorni ore 10 · 13 e 17 · 20 / chiusa il pomeriggio del 13 e 17 febbraio / ingresso libero
A CURA DI: Marianna Accerboni
CATALOGO: sì
INFO: 040 363064
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