Tra successi sportivi, polemiche politiche e violenze sessiste, le donne sono state protagoniste di queste settimane. Un ricordo di Rosellina Archinto, illuminata figura dell'editoria
Lo straordinario femminile agostano / Il femminile di giornata 105
Due settimane nel cuore d’agosto, segnate da storie femminili che riempiono la cronaca e fanno anche la Storia. Eccole, allora, le innumerevoli fantastiche giovani atlete italiane protagoniste di incredibili successi sportivi nel nuoto e nell’atletica in gare europee e mondiali.
Le loro storie e le loro medaglie, che si sono rincorse a valanga bruciando record e primati mondiali, raccontano vite normali divenute speciali e danno speranza, forza, energia a tante altre ragazze che vorranno misurarsi sapendo che ce la si può fare.
Come non ricordare, per esempio, in particolare Manuela Esposito che, con le sue medaglie d’oro e argento nella ginnastica artistica a Zagabria si è vista offendere per essere troppo grassa (body shaming), ha liquidato gli insulti degli stupidi con la forza e il fascino di atleta vincente.
Forza che però non cancella le storie di dolore di altre giovani, come quella di Abrar Jassar di soli 21, il cui suicido in carcere a Trento, forse per averle negato la speranza di futuro, avvenuto in primavera è stato raccontato nel silenzio d’agosto.
Quello stesso silenzio che ha accompagnato l’anniversario del ritorno, 5 anni fa, dei Talebani alla guida dell’Afghanistan dopo la fuga degli americani e del loro seguito, con il conseguente dramma per i diritti delle donne. Le abbiamo viste tornare ad un’oppressione tanto più insopportabile dopo aver conosciuto il sapore della libertà, i successi nel lavoro, il godere ed usufruire della cultura, dell’arte e tanto d’altro. Donne sospese dalla vita reale come tante altre nel mondo anche per le guerre che impazzano facendone spesso le prime vittime sacrificali. Donne che, a proposito di vittime abbiamo imparato, in questo nostro agosto, esserlo in troppe, di femminicidi terribili: sei fino ad oggi nel solo agosto. Femminicidi che troppo spesso raccontano come un maggiore ascolto delle denunce e attenzione al persecutore, da parte delle istituzioni dello Stato, avrebbero forse potuto evitare morti atroci affianco alla tragedia di chi rimane e che al femminicidio ha assistito fino a tentare d’opporsi come spesso capita a dei figli e figlie, orfani per tanta violenza.
E' proprio al concetto di opporsi con dignità, coraggio e determinazione che si collega nei giorni di ferragosto l’affermazione di Maria Falcone in difesa della memoria del fratello Giovanni, rivolta a un commento del direttore de' 'Il fatto quotidiano' Marco Travaglio il quale, in relazione alla vicenda Vitola/Ranucci, con leggerezza e superficialità inusitata aveva affermato che Falcone lavorasse con Andreotti. Durissima la risposta di Maria Falcone, precisando come Giovanni lavorasse per lo Stato italiano.
Protagonismi e storie femminili da non far passare mai inosservate per il valore che portano alla storia delle donne e al loro valore nella società. Un valore che volendo considerare il tema è sicuramente risultato evidente nel dibattitto e nelle ricerche importanti che il mese d’agosto ha visto su natalità e denatalità nel nostro paese. Un tema che, senza sottovalutare la paternità, ha ovviamente sottolineato nel dibattito il ruolo determinante delle donne e della loro scelta o non scelta di affrontare la maternità mettendo in evidenza tutti i temi a questo connessi, nella complessità crescente dell’epoca che viviamo.
Ancora soffermandoci nei fatti del solleone, abbiamo visto finire in carcere Jacques Moretti per violenze sulla moglie Jessica. L’uomo, accusato di essere responsabile del terribile incendio di Capodanno a Crans-Montana con i 41 morti e 115 feriti gravi e coimputato con la moglie, finora aveva evitato la carcerazione grazie a una cauzione di 200.00 franchi. E' stato arrestato per aver mandato la moglie in ospedale per le violenze esercitate durante un litigio a causa proprio delle diversità di impostazione della linea difensiva.
Andando oltre la misera di certe storie, preferiamo valorizzare le straordinarie vite femminili come quella di Rosellina Archinto, che si è spenta a 93 anni. Forse non molto nota, la ricordiamo per l'importanza del suo lavoro nell'editoria, settore in cui in tempi lontani ha iniziato a svecchiare l’editoria per ragazzi con la casa editrice Emme (1966), continuando a sviluppare esperienze e ricerche editoriali di grande interesse tra cui “Leggere “, rivista che divenne riferimento della comunità letteraria internazionale. A lei, con sua figlia Francesca (una dei 5 da lei avuti), si deve anche la Babalibri, altro marchio per ragazzi.
Attraverso lei ricordiamo le tante donne coraggiose e capaci che hanno lasciato - e lasciano - segni profondi nella società. E con questo volo su una parte del femminile agostano, come sempre oscillante tra luci e ombre, tra successi e sconfitte, ci ritroveremo prestissimo a valutare di avvenimento in avvenimento altre vicende, altri accadimenti con cui conviviamo.
Paola Ortensi