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Le uova di gallina tra leggenda e tradizioni diventano simbolo delle crisi del nostro tempo

Le uova di gallina tra leggenda e tradizioni diventano simbolo delle crisi del nostro tempo

Dopo gli abbattimenti di milioni di galline per l'influenza aviaria, in America aumenta il prezzo delle uova e cresce il malcontento. Alcune riflessioni geopolitiche a partire dalla quotidianità delle popolazioni

Martedi, 25/03/2025 - Il femminile di giornata. cinquantuno / Le uova di gallina tra leggenda e tradizioni diventano simbolo delle crisi del nostro tempo
Mancano le uova, il prezzo è quadruplicato, l’acquisto è contingentato! Queste le notizie, urlate, che arrivano dall’America in modo allarmante. Gli USA chiedono persino all’Europa , che per Trump sembra diventato il nemico, se c’è del surplus di uova da esportare. Un grido d’allarme che con realismo appare più che mai convincente, pensando a quell’aggravante, nell’uso e quantità, rappresentato dalla Pasqua che si avvicina. Le uova della gallina, ancor prima di quelle di cioccolata che della Pasqua sono simboli e dono soprattutto per i bambini, sono importanti per tradizione, dopo averle fatte sode, in gran numero, colorate disegnate per l’allegria delle tavolate sin dalla colazione. E buon ultimo, per non dire più importante che mai, per le feste, ingredienti indispensabili in menù dolci e salati che rallegrano la festa e dintorni oramai in piena esplosione di primavera.
Come non sottolineare che ne servono davvero tante!
Ma se questi, seppur in estrema sintesi sono considerazioni possibili, certo è necessario ripercorrere quel che è successo e sta succedendo per capire meglio il perché di tanto allarme. Quasi tutto il mondo, e con più violenza che mai l’America, negli ultimi tre anni ha visto diffondersi un'epidemia dell'influenza aviaria, ovvero un virus che attacca i volatili tutti e che si può trasmettere agli umani. Nel merito, rispetto a quel di cui parliamo, quando si diffonde negli allevamenti (nello specifico di galline ovaiole) ne obbliga l’abbattimento.
A fasi alterne tale l’America ha subito già dal 2022  il terribile attacco, tanto che si calcola abbia dovuto eliminare ben 166 milioni di volatili, di cui 30 milioni solo dall’inizio del 2025. Informazioni minime ed essenziali ma su di una realtà, che non sembri incredibile, ha avuto un peso interessante persino nella campagna elettorale. Trump non si faceva scrupoli di accusare il Presidente Biden del caro uova, in quel momento in un picco negli allevamenti con la conseguenza dei prezzi alle stelle. Ma come spesso capita ora, dopo un periodo di tregua, i prezzi sono nuovamente saliti eccessivamente e le uova scarseggiano persino, come leggiamo, nei mercatini dei contadini a km 0, storici insediamenti domenicali (farmers market) per esempio a New York e in tante grandi città. Situazione che “disturba“ non poco il Presidente Trump per le conseguenze che può avere sul consenso. Come raccontano i giornali, i prezzi, enormemente cresciuti, possono arrivare ai 9 dollari a dozzina e, appunto, nei mercati contadini anche a un dollaro a uovo. Per aggiungere ancora qualche informazione che possa aiutare a conoscere un problema che ha avuto episodi anche da noi, è bene riflettere che le galline non è che una volta eliminate si possano riprodurre con la bacchetta magica. Sono necessari pulcini sani e circa sei mesi per arrivare a galline capaci di regalare nuove uova commerciabili, senza poi neanche escludere truffe e speculazioni sempre possibili. Ed è proprio parlando di un problema come l’aviaria e le uova che appare più che mai chiaro, una volta in più, quale sia l’interconnessione la globalizzazione che la natura in primis ci insegna (come peraltro abbiamo messo ben a fuoco col covid). Realtà che per estensione richiederebbero ben altro atteggiamento solidale e non solo concorrenziale dei popoli. Proprio tornando alle uova e alla caccia che ne sta facendo l’America nel mondo, forse varrebbe la pena di pensare che più che i dazi potrebbe essere il libero mercato a fargliele reperire e ottenerle, il che aiuterebbe di più gli interessi reciproci nel mondo.
Ma con tanto parlare di uova proprio nell'avvicinarsi della Pasqua - che come già detto le considera un cibo ed anche un simbolo davvero significativo - è interessante provare a saperne di più.
E' divertente partire dalla grammatica sottolineando come l’uovo, quando è uno, risulta maschile ma quando aumentano di numero onorano il femminile. Questa regola grammaticale pare possa esser causata della discendenza latina della parola. Infatti in latino le parole neutre presentavano desinenze maschili al singolare e invece femminili al plurale. Giocando ancora con linguaggio e feste pasquali, osserviamo che quando si parla di ovetti di cioccolata tornano al maschile anche al plurale.
Per la loro forma e per il loro contenuto nascosto, le uova hanno suggerito nel tempo leggende e significati interessanti. Non a caso nell’arte sono divenuti anche oggetti riprodotti in varie modalità dalle più semplici, alle più preziose. E ancora, come non citare, quella gallina dalle uova d’oro che tende ad evocare la nota di magia e mistero che le ha accompagnate a lungo nel tempo! 
Anche l’uovo di Colombo, nel sottolineare una soluzione incredibilmente facile, deriva da una leggenda che riguarda proprio lui, Cristoforo Colombo.
Contiuando questa passeggiata si arriva alle uova come regine del cibo. Da sole e in compagnia le mangiamo, da protagoniste, in un'infinità di modi: crude, sbattute, strapazzate, sode, ripiene, alla coque, in camicia, al tegamino, all’occhio di bue, a frittata. Per non parlare della sfoglia (o pasta all’uovo), della crema o della maionese, arrivando poi agli infiniti piatti che senza uovo non avrebbero storia, e di quelli dove non le riconosci ma ci sono.
Si potrebbe andare avanti a lungo a raccontar dell’uovo, magari interrogandoci anche noi, come da secoli avviene, se sia nato prima l’uovo o la gallina.
Ma quello su cui vale certamente la pena di tornare a riflettere è come l’uovo sia testimonianza di un bene ad uso così ampio, diffuso e considerato indispensabile, al punto di diventare protagonista (e vittima) planetario a causa dell’evoluzione delle calamità ambientali. Solo una vera capacità di solidarietà e collaborazione fra i popoli e d’interscambio commerciale, non basato sull’affermazione di superiorità del potere, può aiutare a risolvere questo come tanti altri casi analoghi, apparentemente minori e in realtà vera turbativa per le popolazioni colpite nella loro “normalità scontata” con vantaggi reciproci.
Paola Ortensi

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