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La violenza sulle donne: una ferita sulla salute che il mondo ignora

La violenza sulle donne: una ferita sulla salute che il mondo ignora

Le conseguenze della violenza di genere non si esauriscono nel momento in cui questa viene subita o immediatamente dopo: incidono sulla salute delle vittime in modo profondo, sia nel breve che nel lungo termine. Eppure, il legame tra violenza di genere

Venerdi, 07/03/2025 - La violenza sulle donne: una ferita sulla salute che il mondo ignora
Le conseguenze della violenza di genere non si esauriscono nel momento in cui questa viene subita o immediatamente dopo: incidono sulla salute delle vittime in modo profondo, sia nel breve che nel lungo termine. Eppure, il legame tra violenza di genere e salute è spesso minimizzato, ignorato o sottovalutato, lasciando molte donne senza il supporto adeguato, nonostante se ne parli già da un po’ solo negli ultimi anni, si è iniziato a ragionare sulla questione come una vera emergenza sanitaria pubblica.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, “la violenza contro le donne rappresenta un problema di salute enorme … A livello mondiale, si stima che la violenza sia una causa di morte o disabilità per le donne in età riproduttiva altrettanto grave del cancro e una causa di cattiva salute più importante degli effetti degli incidenti stradali e della malaria combinati insieme” .

Le donne vittime di violenza possono subire lesioni fisiche immediate come contusioni, fratture, lacerazioni, traumi cranici, ma il danno non si ferma qui. La violenza ha effetti prolungati sul corpo: dolore cronico, problemi gastrointestinali, ipertensione, disturbi cardiaci, malattie croniche e diabete di tipo 2, una maggiore incidenza di tumore al collo dell’utero, di fibromi, e malattie ginecologiche, sono condizioni frequenti tra le sopravvissute. La violenza sessuale aumenta il rischio di infezioni sessualmente trasmissibili, gravidanze indesiderate e complicanze ostetriche. Studi dell’OMS dimostrano che le donne che hanno subito violenza dal partner hanno una probabilità significativamente maggiore di riportare problemi di salute fisica rispetto a chi non ha vissuto esperienze simili. Tuttavia il focus sulla relazione tra violenza domestica ed abusi e l’incidenza di particolari malattie è stato approfondito solo negli ultimi anni (https://www.bmj.com/content/375/bmj-2021-069311).
Alle conseguenze fisiche si sommano il più delle volte conseguenze psicologiche più o meno gravi, dagli stati depressivi, ansiogeni, a condizioni come il disturbo da stress post-traumatico (PTSD), PSTD complesso, disturbi alimentari e ideazione suicidaria, molto più diffuse di quanto si pensi. Uno studio dell’OMS ha rilevato che le donne che subiscono violenza hanno il triplo delle probabilità di sviluppare disturbi mentali rispetto alle altre (https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/violence-against-women). Inoltre, la violenza ha un impatto sulla capacità di lavorare, studiare, costruire relazioni sane e persino accedere alle cure di cui si ha bisogno, perché si creano delle vere e proprie spirali dove le difficoltà psichiche si riversano sul benessere fisico, sull’autonomia e sull’autosufficienza della persona stessa.
Nonostante la gravità delle conseguenze, è un problema che non viene visto nella sua interezza e nell’ottica del lungo periodo. Molte vittime non ricevono diagnosi adeguate perché i sintomi legati alla violenza vengono scambiati per semplici disturbi d’ansia o depressione, senza indagarne l’origine. Per quanto esista un sistema d’intervento in emergenza, il problema resta una presa in cura a lungo termine, valutando i rischi di sviluppare possibili disturbi sia fisici che psichici, ragionando alla luce delle pubblicazioni più recenti, che stanno indagando sempre di più sulla correlazione tra il trauma dell’abuso e quello psico-fisico, a distanza di tempo. I pregiudizi di genere, ancora esistenti nei sistemi sanitari, portano a sottovalutare la questione: troppe volte il dolore delle donne viene etichettato come un’esagerazione dovuta all’emotività, all’instabilità, agli squilibri ormonali.

Affrontare la violenza sulle donne come un problema di salute pubblica significa investire nella formazione del personale sanitario, garantire un accesso facilitato ai servizi di supporto psicologico e medico, e combattere la cultura della minimizzazione. Significa anche riconoscere che la violenza ha un costo umano inaccettabile, che si traduce in malattie, sofferenza e vite spezzate, perché non recuperare il proprio stato di benessere significa non avere una piena autonomia, lavorativa, economica, culturale e sociale.

Non possiamo più permetterci di ignorare questa realtà. La Giornata Internazionale della Donna deve essere l’occasione per ricordare che dietro ogni numero c’è una vita, un dolore, una storia che merita di essere ascoltata e una persona, che ha bisogno di cure.

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