Con la regia di Marco Isidori, che ha curato anche la riscrittura, la tragedia rimane in scena al Teatro Vascello di Roma fino al 10 maggio per poi proseguire la sua tournée
Giovedi, 07/05/2026 - La compagnia Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa, a circa 40 anni dal suo esordio, porta in scena un testo difficile, per molti enigmatico, della classicità, 'Le Baccanti' di Euripide, ma lo fa con il suo approccio, cioè rielaborandolo in maniera profonda e originale. Difatti, come recita il comunicato stampa, queste Baccanti “’precipitano’ a contatto col reagente Marcido”. La definizione è calzante: la riscrittura di Marco Isidori, che cura anche la regia, propone difatti un adattamento (o un sovvertimento?) radicale. La compagnia non è nuova agli allestimenti dei classici greci, ma certamente 'Le Baccanti' è una scelta fuori campo rispetto alle precedenti.
Una storia cupa, insomma, di cui Marcido restituisce i toni scuri, macabri, ma che sapientemente miscela insieme al grottesco, all’ironia, addirittura alla comicità. L’allestimento è un susseguirsi di soluzioni strabilianti, nella tradizione degli allestimenti della compagnia: un teatro molto fisico, un “gioco” spericolato e senza soluzione di continuità, fatto con pochi essenziali oggetti scenici e materiali poveri che sanno incantare e sedurre con poeticità. Le scene e i costumi, di Daniela Del Cin, co-fondatrice della compagnia insieme a Marco Isidori, sono un capolavoro in perpetua trasformazione, la cui inventiva davvero stupefacente non cessa di sorprendere il pubblico per tutta la durata dello spettacolo. La regia di Marco Isidori insiste da un lato sull’aspetto ludico che il testo originale non sembra avere e, così facendo, indaga su nuovi spunti di lettura e scopre altri strati di significato; dall’altro mostra l’agghiacciante logica della trama che si sviluppa in maniera stringente e consequenziale. La trasposizione ai giorni nostri di questa storia pare voler sottolineare un collegamento con il furore vendicativo dei nuovi “dei”, al loro voler dimostrare ad ogni costo la loro superiorità, chiedendo cieca fiducia e archiviando ogni tentativo di comprensione razionale del loro operato.
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