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La poesia del mare

La poesia del mare

Floriana Porta - Versi ricchi di immagini e sensualità dei paesaggi marini, dei tramonti, delle albe, delle distese oceaniche

Benassi Luca Venerdi, 27/06/2014 - Articolo pubblicato nel mensile NoiDonne di Agosto 2014

 Si potrebbe fare una storia della poesia attraverso il mare e una storia del mare attraverso la scrittura, da grande divinità, ferina e indomabile, capace di disporre del destino e della storia degli uomini, distruggendo spedizioni e affondando flotte, fino ad abisso da esplorare e infine dominare. Il mare ha esercitato un fascino e una suggestione peculiari sui poeti fin da Omero, perché i suoi flutti nascondono il mistero delle origini, non solo quelle darwiniane della specie, ma quelle delle nostre civiltà che nel crogiolo del Mediterraneo e successivamente nelle grandi rotte oceaniche hanno trovato genesi e possibilità di sviluppo. Il mare è le sue acque, dunque, sono simboli della vita e della morte, dalle onde dalle quali nacque Venere, dea dell’amore e della fecondità, alla grande balena bianca di Melville, portatrice di devastazione e sciagura, in una lotta infinita fra forze della natura e ed essere umano che vede quest’ultimo soccombente. Il tema delle origini, intese non come fatto storico, ma come luogo dell’immaginazione e dello spirito nel quale si concentrano le forze cosmiche capaci di influenzare e creare l’esistenza, è l’oggetto principale di indagine della scrittrice e fotografa torinese Floriana Porta. Non stupisce quindi che la sua ultima raccolta di poesie e haiku “Quando sorride il mare”, pubblicato dalla Book publishing, sia interamente dedicata al mare, alle sue creature, al silenzio degli abissi, al continuo fluire delle onde. Si tratta di una poesia che indaga i simboli e le metafore del mare, con una concentrazione del senso che non esclude l’elegia, ma accoglie immagini e sensualità dei paesaggi marini, dei tramonti, delle albe, delle distese oceaniche, che ricordano le nebbie dei quadri di Turner, le acide solitudini del “Battello Ebbro” di Rimbaud, o certe fulminanti descrizioni de “i lavoratori del mare” di Hugo. Il dettato è ampio, a tratti eccessivo nell’uso degli aggettivi, ma sempre controllato e dai risultati comunque validi. Gli esiti migliori sono forse da trovare nella serie di haiku, una forma poetica di origine giapponese che Porta mostra di conoscere e utilizzare con destrezza, che cristallizzano nelle poche sillabe concesse l’impeto e la forza dell’oceano. Floriana Porta è nata a Torino nel 1975, ha pubblicato le sillogi di poesia: “Il respiro delle ombre”, “Verso altri cieli” e “Quando sorride il mare”, dalla quale sono tratti i testi qui pubblicati.







Un mare di enigmi



Sfioro girotondi di eclissi da percorrere.

Così, come i respiri e gli sguardi

in fila, a uno a uno.

Continuo a sognare distese oceaniche

che chiedono riposo nell’instancabile essenza

di un mare di enigmi

che galleggia,

anela… attende





Ti aspetto là




Ti aspetto là, oltre te, dove spira l’orizzonte,

su acque trasparenti che mi abbagliano,

dove danzano, al mattino, le tue labbra,

aperte all’infinito.

Ti aspetto là, nella fulgente aurora,

verso i confini dei miei pensieri,

sulla stessa rotta degli albatri.





Perduta



Perduta

Nell’ellisse

ascolto un mare

senza radici.

Nemmeno un addio

fa ritorno.





In mari senza un nome



Brividi spettrali

s’abbeverano

in mari senza un nome,

tra le braccia di amori perduti…

si dileguano

tra gli strappi e le crepe

di coralli argentati…

lasciano scie che sul mare

sembrano orme.

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