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La morte che esalta la vita

La morte che esalta la vita

Giovedì 19 febbraio a Siena un incontro tra arte, memoria e sguardo femminile

Giovedi, 12/02/2026 - Giovedì 19 febbraio 2026, nella Sala Italo Calvino del Complesso Museale Santa Maria della Scala, si terrà , alle ore 16,30, uno degli appuntamenti centrali del progetto culturale promosso dalla So.CREM Senese per il biennio 2025–2026. L’iniziativa, dal titolo “La morte che esalta la vita”, propone un pomeriggio di arte, parola e movimento dedicato al rapporto tra fine della vita, libertà di scelta e dignità umana, con un’attenzione particolare allo sguardo femminile, da sempre legato ai temi della cura, della memoria e della trasformazione.
In una società che tende a rimuovere la morte dal discorso pubblico, fermarsi a riflettere sul suo significato diventa un gesto di consapevolezza. Non per indulgere nel dolore, ma per restituire profondità alla vita e valore alle scelte individuali. L’appuntamento del 19 febbraio nasce proprio da questa esigenza: creare uno spazio di ascolto e confronto, in cui linguaggi diversi possano dialogare e offrire nuove chiavi di lettura.
Il cuore dell’incontro è affidato alla “Ballata delle donne” di Edoardo Sanguineti, una poesia intensa e fuori dagli schemi, capace di raccontare il femminile nella sua pluralità. La lettura e il commento della poetessa e medico Cinzia Francioni, accompagnata dalla voce e dalla musica di Michela Cotugno, costruiscono un intreccio delicato tra parola e suono, dando voce a un immaginario femminile complesso e lontano dagli stereotipi.
Accanto alla parola, trova spazio il linguaggio del corpo con la performance della compagnia di danza MOTUS, fondata nel 1991 da Simona Cieri. La coreografia “Carne di terra che non vuole guerra” traduce in movimento una riflessione sulla perdita, sul cambiamento e sulla possibilità di rinascita, offrendo uno sguardo sensibile e profondamente umano.
Un momento significativo del pomeriggio è dedicato alla premiazione degli elaborati delle studentesse e degli studenti delle scuole superiori, coinvolti in un percorso di riflessione sul tema della morte e del senso della vita. I loro contributi testimoniano quanto sia importante aprire spazi di dialogo tra generazioni, capaci di accogliere domande, dubbi e visioni diverse.
L’evento del 19 febbraio si inserisce nel più ampio progetto “Da Accabadora… ai social: la morte che esalta la vita”, un percorso culturale che attraversa il 2025 e il 2026, mettendo in relazione tradizioni antiche e linguaggi contemporanei. La figura dell’accabadora, evocata nel titolo, richiama una memoria femminile legata ai momenti di passaggio della vita, mentre il riferimento ai social rimanda alle nuove forme di elaborazione e condivisione del ricordo.
Il progetto prende avvio nell’autunno 2025 e entra nel vivo il 30 ottobre 2025 con il convegno pubblico “Da Accabadora… ai social”, per concludersi il 27 marzo 2026 con la conferenza dello storico Duccio Balestracci, dal titolo “Non è la materia che genera il pensiero, è il pensiero che genera la materia”( Giordano Bruno), una riflessione sul valore della memoria e del pensiero come elementi fondanti della vita collettiva.
Attraverso questo percorso, la So.CREM Senese invita la cittadinanza a interrogarsi sul fine vita come parte integrante dell’esperienza umana. Perché parlare di morte, con rispetto e apertura, può diventare un modo per vivere con maggiore consapevolezza, responsabilità e attenzione all’altro.
Tutti gli eventi sono a ingresso libero fino a esaurimento posti.

Marianna Semeraro
 

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