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ISAAC Italy sulla CAA: il diritto alla comunicazione non può essere sospeso. Il caso Crans-Montana

ISAAC Italy sulla CAA: il diritto alla comunicazione non può essere sospeso. Il caso Crans-Montana

L'esperienza nella presa in carico dei ragazzi ustionati coinvolti tragedia in svizzera dimostra l'importanza dell’impiego tempestivo e competente della Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA) nei percorsi di cura

Mercoledi, 28/01/2026 - Riceviamo e pubblichiamo
ISAAC Italy: “Il diritto alla comunicazione non può essere sospeso. La CAA deve essere garantita sempre, a tutti.”
L’esperienza maturata presso l’Ospedale Niguarda di Milano nella presa in carico dei ragazzi ustionati coinvolti nella tragedia di Crans-Montana dimostra in modo inequivocabile quanto l’impiego tempestivo e competente della Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA) sia determinante nei percorsi di cura. La possibilità di comunicare ha inciso positivamente sulla relazione con i professionisti sanitari e sulla partecipazione attiva dei pazienti alle decisioni che li riguardano.
ISAAC Italy – International Society for Augmentative and Alternative Communication, sezione italiana – richiama con fermezza l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni su un principio non rinviabile: il diritto alla comunicazione è un diritto umano fondamentale e non può essere negato, limitato o subordinato ad altre priorità cliniche.
Il diritto alla comunicazione deve essere garantito a tutti, sia alle persone con bisogni comunicativi temporanei, come nei casi di trauma grave, sia a coloro che vivono con bisogni comunicativi complessi permanenti. La Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA) non è un supporto accessorio né un intervento opzionale, non si improvvisa, richiede competenze specifiche, un’applicazione personalizzata e rispettosa della persona.
La CAA è una strategia essenziale e non negoziabile per garantire dignità, capacità di esprimere le proprie volontà e per assicurare la partecipazione.
Il progetto attuato con successo presso l’Ospedale Niguarda dimostra che, in situazioni di trauma, dolore o compromissione temporanea o permanente delle capacità comunicative, la comunicazione non può essere sospesa. Privare una persona della possibilità di esprimersi significa aumentare la sua vulnerabilità e compromettere il rispetto dei suoi diritti fondamentali.
La CAA consente alle persone che non possono utilizzare le modalità comunicative tradizionali di esprimere bisogni, emozioni, preferenze e scelte. Attraverso strategie e strumenti personalizzati, valorizza le risorse individuali e il potenziale comunicativo di ciascuna persona, contrastando isolamento e invisibilità.
Accogliamo con favore il fatto che un sistema di strategie comunicative, nato per le persone che vivono una condizione di disabilità, sia stato adottato anche in situazioni di trauma temporaneo, confermandone il valore universale e la piena trasferibilità in contesti diversi: un segnale chiaro che la comunicazione è un diritto trasversale, non una soluzione di emergenza.
ISAAC Italy sottolinea che la Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA) deve essere parte integrante e strutturale di tutti i contesti di vita: dai percorsi di cura ospedalieri ai contesti scolastici ed educativi, dai servizi socio-sanitari alla vita quotidiana, familiare e comunitaria.
L’auspicio è che esperienze virtuose come quella dell’Ospedale Niguarda non restino casi isolati, ma diventino pratica ordinaria, sostenuta da scelte politiche, organizzative e formative chiare e responsabili.
Il diritto di comunicare non può essere sospeso.
Deve essere garantito sempre. Deve essere garantito a tutti.
ISAAC Italy
International Society for Augmentative and Alternative Communication – Sezione Italiana info@isaacitaly.it
presidente@isaacitaly.it
e-mail: presidente@isaacitaly.it / / / / /   segreteria@isaacitaly.it
 

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