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I genitori del bosco “periziati”

I genitori del bosco “periziati”

Le operazioni peritali sui coniugi Trevallion: prove di forza o opportunità conoscitive?

Domenica, 01/02/2026 - Quando lo Stato si arroga il diritto di interferire nelle scelte genitoriali, la famiglia cerca di difendersi, soprattutto di difendere il diritto dei figli di crescere in santa pace, accanto ai quei genitori che credono ancora in alcune libertà consentite dalla Costituzione, tra le quali l’educazione parentale. La motivazione del Tribunale per i Minorenni afferma che l’allontanamento dalla famiglia si motivi soprattutto: "sul pericolo di lesione del diritto alla vita di relazione". Paradossale considerare l’immersione nella natura con le indispensabili figure affettive di riferimento -padre, madre e fratelli-, nonché gli amici animali, non venga considerata vita di relazione! Essendo il bambino piccolo un organo di senso, la sua identità si sviluppa attraverso tutti i suoi sensi. Fondamentali sono i cosiddetti sensi di base: tatto, vita, movimento, equilibrio. Essi si metamorfosano nei sensi definiti superiori o sociali: nella percezione dell’Io altrui; del pensiero dell’altro; nel comprendere il senso delle parole dell’altro; di sentire il senso dell’esistenza e dell’altro essere umano in uno spazio comune. Nella vita del bambino piccolo la conoscenza non avviene imponendo dei concetti astratti, ma il suo sviluppo si svolge soprattutto attraverso un’educazione sensoriale. La convivenza con i genitori è fondamentale per l’autostima del bambino. L’allontanamento dai genitori ha suscitato, soprattutto in questo caso, molto sconcerto in chi conosce il corretto sviluppo infantile.
Molte testimonianze di Palmoli descrivono i bambini come socievoli e amici di altri coetanei del posto. Considerare poi lo studio basato soltanto sotto l’attività rappresentativa penalizza tutte le altre forme conoscitive basate sulla fantasia, sul gioco con l’attività corporea e simbolica, sui ritmi, sulle attività artistiche, indispensabili per un sano sviluppo psico-fisico del bambino. Molte malattie dell’infanzia possono derivare da insegnamenti particolarmente teorici. Inoltre, quali qualità morali può accogliere un bambino da un ambiente esterno che offre uno spazio vuoto lontano dai suoi riferimenti affettivi? Cosa dovrebbe imitare un bambino allontanato dai suoi modelli di riferimento? L’allontanamento dal padre comporterà una “signatura” nella vita del figlio, un vuoto inspiegabile e incolmabile; una sorta di rottura antropologica serpeggiante da anni nella nostra società, frutto di una pedagogia utilitaristica che bypassa la funzione psicologica correttiva e volitiva della figura paterna. Scomparso il padre educatore e iniziatore, si ritorna all’archetipo materno, fonte di piacere capace di soddisfare i bisogni infantili. Nel sistema sociale si propongono nelle diverse professioni d’aiuto, prevalentemente figure femminili atte a sostituire il modello paterno. Anche in questo caso dei tre bambini del bosco, sembrerebbe che senza alcuna comprensione del danno pedagogico inferto, alcune donne intendano non solo sostituirsi al padre ma ad entrambi i genitori. Nel caso dei bambini del bosco la prima figura genitoriale eliminata è proprio il padre! A seguire la madre. Ci si chiede: con chi stanno ora questi bambini allontanati dai loro modelli e dal calore della famiglia? La loro educazione scolastica tanto decantata arriva dopo due mesi d’isolamento…e la perizia ritarda per la mancanza di un interprete. Le argomentazioni sono sopraffatte dalle azioni che non sembrerebbero destare fiducia verso le scelte istituzionali, non sempre coerenti e concretamente fonte di dolore, come in questo caso, soprattutto per i bambini.
Quando la forza s’impone sul buon senso e sulla dialettica non siamo più in tempi di Pace, infatti si sta combattendo una guerra, con tutti quei prevedibili ritardi burocratici che passano sulla salute di tre sfortunati bambini. Una guerra che ognuno combatte come può. I genitori difendono i diritti dei figli, denunciando l’attuale curatrice per un “atteggiamento pregiudizievole nei confronti della famiglia”. Sembrerebbe che l’assistente sociale avesse rilasciato numerose interviste atte a minare la neutralità richiesta dal ruolo ricoperto dalla stessa. L’accusa più grave sarebbe la mancata imparzialità della curatrice, che emergerebbe dalla “limitatezza dei contatti” con la famiglia Trevallion, che comporterebbe una raccolta dei dati meno obiettiva rispetto a una maggiore conoscenza dei coniugi. Un’autentica conoscenza non può che avvenire osservando i bambini insieme ai loro genitori nell’ambiente di provenienza. Si sceglie invece di osservarli in un ambiente estraneo alle loro abitudini, dopo il trauma di una separazione (mal sopportata perfino in bambini vittime di gravi violenze) inspiegabile per bambini felici e sereni nella loro famiglia. Costretti improvvisamente a trasferirsi in una casa vuota, lontano dall’amore dei loro genitori, dall’ambiente armonico che caratterizzava le loro vite in mezzo alla natura, i bambini sviluppano dei sintomi mai avuti prima, soprattutto i fratellini più piccoli. Eppure la curatrice li definisce “sereni”! L’opinione di professionisti del settore in alcune interviste TV è opposta: “Impensabile definirli sereni”.
Il sindaco di Palmoli chiarisce che l’assistente sociale fa capo a un’organizzazione sovracomunale, all’Ente d’Ambito Sociale, che gestisce i servizi sociali sul territorio. Al Comune la permanenza di questi bambini costerebbe 244 euro al giorno, una spesa che ormai non si potrebbe più sostenere ma l’iter burocratico deve fare il suo corso a prescindere da tutto. Separati improvvisamente dai loro genitori e dalla loro vita fino a quel momento spensierata, dove tutto il mondo appariva ed era ancora buono, oltre che bello -come dovrebbe essere-, quel mondo di fantasia si paralizza insieme al senso di beatitudine. I traumi restano per tutta la vita causando anche gravi squilibri, a prescindere dalle razionalizzazioni degli adulti ignari delle prevedibili conseguenze.

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