Una performance artistica pubblica, svoltasi qualche giorno fa a Sala Consilina (Sa), ha attraversato la memoria doverosa dell’Olocausto fino a pervenire all’attuale genocidio del popolo palestinese, per dimostrarsi consapevoli responsabili del presen
Martedi, 29/09/2026
L’ultima frase del componimento poetico “Se dovessi morire” di Refaat Alereer, un poeta palestinese che nel 2023 perse la vita insieme a suo fratello, sua sorella e i suoi tre figli in un attacco aereo dell’IDF nel nord di Gaza, recita “Se dovessi morire, fa che porti speranza fa che sia un racconto”. La consapevolezza di costruire il racconto ha conseguentemente mosso i partecipanti al flash mob a raccogliere il suo invito, per dare voce a chi non l’ha più. E, come nel passato personalmente mi sono sempre mossa contro l’Olocausto del popolo ebraico, così lo scorso 19 settembre mi sono messa in gioco nel rappresentare anche la tragedia del popolo palestinese. Perché è pur vero che la memoria dell’Olocausto sia un dovere, ma altrettanto è dimostrarsi responsabili nel presente.