Tante ospiti, attrici e registe di grande spessore, impegno sociale con le detenute di Rebibbia, film e documentari sulla condizione femminile e sul contrasto alla violenza di genere
Martedi, 06/11/2018
Per quanto riguarda gli Incontri Ravvicinati, quest’anno numerose sono state le presenze femminili, sia di attrici quali Cate Blanchett, Isabelle Huppert, che ha ricevuto il premio alla carriera per i suoi ruoli anticonformisti e di grande complessità e profondità, e Sigourney Weaver, una delle interpreti più versatili del cinema contemporaneo, nota per la saga di Alien, Gorilla nella nebbia e per i tanti ruoli e generi diversi affrontati, sia di artiste come Shirin Neshat, fotografa, videoartista e regista iraniana vincitrice, nel 2009, del Leone d’Argento alla Mostra del Cinema di Venezia con il suo primo lungometraggio ‘Donne senza uomini’, sempre con uno sguardo particolare al ruolo della donna nella cultura islamica ed alla condizione femminile fra tradizioni e religione. Dopo l’incontro con Esmeralda Calabria (insieme a Gigiò Franchini), autorevole montatrice e regista italiana che ha lavorato con Nanni Moretti, Francesca Archibugi e Giuseppe Piccioni, vincitrice di un David di Donatello e di un Nastro d’Argento per Romanzo criminale di Michele Placido, la Festa ha concluso in bellezza con le sorelle Alba e Alice Rohrwacher che hanno conquistato il pubblico raccontando esperienze e aneddoti della loro sorellanza e delle rispettive vite da attrice e regista.
Un’altra pellicola che valorizza i talenti della donna è “Womanity”, di Barbara Cupisti, un documentario che racconta, a partire da quattro storie di donne resilienti nel mondo, la “forza positiva” delle donne nella società, in ambito familiare, nella comunità, nei luoghi di lavoro e in politica, un’azione in grado di incidere nonostante le numerose difficoltà che le donne, ancor oggi, si trovano a dover affrontare, per motivi religiosi, politici o culturali.
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