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Considerazioni intorno al documento 'Un invito alla mascolinità moderna'

Considerazioni intorno al documento 'Un invito alla mascolinità moderna'

Avvio di una raccolta di firme a sostegno delle osservazioni tese a trovare "soluzioni praticabili di dialettica dei sessi"

Mercoledi, 22/07/2026

Considerazioni intorno al documento “Un invito alla mascolinità moderna”
Nella piattaforma Julian Joswig MdB - Per la Renania-Palatinato nel Bundestag, il 3 luglio è stato pubblicato il manifesto “Gli uomini forti si assumono le proprie responsabilità: un invito alla mascolinità moderna”. Si tratta di un documento firmato da nove uomini e quattro donne del partito dei verdi tedeschi, fra cui Franziska Brantner, presidente della formazione.
Il testo ripercorre gli stereotipi della mascolinità ed evidenzia la mancata capacità di indicare alternative, che infatti non sono state offerte ai giovani dagli uomini critici del modello dominante e impegnati nella decostruzione della identità maschile. Si argomenta che occorre riempire il vuoto che i cambiamenti sociali hanno provocato e che sia necessario proporre e suggerire ai giovani una risposta convincente.
In un vuoto di indicazioni credibili, si sono intensificati siti e aggregazioni on line di orientamento machista (per lo più nell’area della cosiddetta “manosfera”) che “promettono ai giovani guida, forza e significato, …. forniscono loro un manuale per l'auto-schiavitù e, soprattutto, per la schiavitù degli altri; manuali di asservimento delle donne e degli altri”.
In alternativa, il testo proposto dai/lle tredici firmatari/e vuole suggerire una forma di mascolinità moderna e inclusiva. Non solo si mette in luce che per loro l’essere uomini si manifesta anche “nel padre che dedica tempo ai propri figli, che cambia i pannolini e asciuga le lacrime - perché la cura non è una questione di genere. Si manifesta nel partner che si impegna in una conversazione invece di evitare il conflitto, [l’essere uomini si manifesta nel] permettere alle emozioni di emergere invece di reprimerle”.
Avevamo ascoltato, letto o sentito altri testi scritti da uomini che mettevano in discussione il modello tradizionale che ha dominato la mascolinità. È un modello che si è rivelato tossico per gli stessi uomini perché ha impedito loro di fare i conti con quella parte definita femminile, con la propria vulnerabilità, sminuendo le attitudini per l’attenzione e la cura, e inibendo la capacità di chiedere aiuto, di manifestare emozioni e sottrarsi alla competitività. Lo scrivono in modo assai efficace gli/le autori/autrici del documento:“Un uomo era forte se prendeva ciò che voleva, anche contro ogni resistenza. Aveva successo se sottometteva gli altri. Era rispettato se non mostrava debolezza. Questa immagine di mascolinità ha causato sofferenze incommensurabili”.
Questi concetti, come abbiamo detto, erano già emersi in occasione di pronunciamenti di “uomini consapevoli”. Ma ciò che nel manifesto sorprende è qualcosa di nuovo: ovvero l’attenzione alla categoria di “forza”, assunta in una nuova luce e quindi risignificata, valorizzandone le potenzialità, tra cui la responsabilità nei confronti degli altri, delle compagne, della società. “La mascolinità moderna non è un rifiuto della forza- essi/e scrivono- Al contrario! È un rifiuto di una concezione ristretta e limitata di forza che riconosce solo la durezza e denigra la vulnerabilità come debolezza. La mascolinità moderna significa la libertà di essere l'uomo che si desidera essere, con la responsabilità verso gli altri”. “E allo stesso tempo – ed è fondamentale – la mascolinità moderna significa comprendere che la vera forza non sta nello sminuire gli altri, ma nel crescere insieme. Che proteggere e assumersi la responsabilità significa trattare tutti allo stesso modo e che porta benefici a tutti”.
Tale risignificazione è molto interessante. Vogliamo qui ricordare alcune considerazioni a riguardo che Luisa Muraro espresse nel testo “Dio è Violent”, dove si può trovare una riflessione proprio sul tema della forza. Si ragiona su come, nella rinuncia delle donne ad una forza che potrebbe tradursi in violenza, ci sia una rinuncia a qualcosa di vitale. Va distinta la forza distruttiva e prevaricatrice da una energia che dobbiamo imparare a conoscere e ospitare dandole spazio, rifiutando al tempo stesso la forza prevaricatrice e sopraffattrice.
Significativa è anche la riflessione della psicanalista Michela Morgana che riconosce il valore della conversione dell’aggressività in energia vitale che (ne “La cerimonia del Caffè, riflessioni semplici sul vivere e morire”) scrive : “Se l’aggressività è intesa come energia al servizio della vita (aggredire in primis significa andare verso) essa non è negativa, è la sua degenerazione che diventa violenza”.
Il manifesto ha un altro merito: valorizza quelle che possono apparire, all'interno della identità maschile, forme dissonanti, e si spinge a operare una conciliazione di attitudini che spesso vengono interpretate come contraddittorie: si può essere teneri e assertivi, poetici e sportivi, ma anche accoglienti e promotori di libertà, e sottolinea più volte come sia sleale spacciare la denigrazione del femminismo e delle donne come un espediente per un recupero della virilità, perché è una operazione che imprigiona gli uomini due volte, mascherando la debolezza e creando conflittualità con le donne.
La rivendicazione del separatismo femminista ha permesso alle donne l'emersione delle condizioni comuni di vita e delle istanze personali, traducendole in una prospettiva politica. Si è così aperta la possibilità di prendere coscienza dell'ordine sociale misogino con le sue concezioni ed istituzioni, frutto di una visione parziale del mondo, modellata su corpi e menti e vissuti maschili.
Un’esperienza questa che – fortunatamente - è stata riconosciuta e condivisa da uomini coscienti della propria parzialità e dell’egemonia della cultura androcentrica.
Oggi, da parte di persone giovani, emerge il bisogno di sottrarsi alle gabbie delle identità precostituite, ed è probabile che questo sia quanto ci stanno dicendo tante persone che si dichiarano non binary, fluid gender e agender.
È importante riconoscere l’immiserimento prodotto dal sistema patriarcale, perché le società si possano orientare verso soluzioni praticabili di dialettica dei sessi. Riconoscere e restituire i guadagni del femminismo alle persone giovani di entrambi i sessi può aiutarle a riconoscersi come donne e uomini nuovi, senza doversi necessariamente incasellare nella parcellizzazione degli stereotipi dominanti. Il manifesto va in questa direzione.
18 luglio 2026
Link al manifesto
https://joswig.eu/2026/07/03/moderne-maennlichkeit/?fbclid=IwT01FWATAfsxleHRuA2FlbQIxMABzcnRjBmFwcF9pZAwzNTA2ODU1MzE3MjgAAR73FfAht2- XCv4tR9iAbzwcjq2keOo1fYksm_KcAxKVC7v8jKbtQMx7Y1GkQQ_aem_VZE-KuSlHhbeuutwlQZYYw

Firme
Maria Aprile - Osservatorio Interreligioso sulle Violenze contro le Donne
Bianca Paola Cavallari-Osservatorio Interreligioso sulle Violenze contro le Donne
Paola Morini - Osservatorio Interreligioso sulle Violenze contro le Donne
Lorenzo Detassis - Osservatorio Interreligioso sulle Violenze contro le Donne
Gabriella Rustici - Osservatorio Interreligioso sulle Violenze contro le Donne
Floriana Coppola - Osservatorio Interreligioso sulle Violenze contro le Donne
Doranna Lupi - Osservatorio Interreligioso sulle Violenze contro le Donne
Marcella Orru`- Osservatorio Interreligioso sulle Violenze contro le Donne
Raffaela Periotto - Osservatorio Interreligioso sulle Violenze contro le Donne
Maria Lazzeri- Osservatorio Interreligioso sulle Violenze contro le Donne
Rosa Giovanna Olivini- Osservatorio Interreligioso sulle Violenze contro le Donne
Paola Lazzarini- Osservatorio Interreligioso sulle Violenze contro le Donne.

Per aggiungere firme
scrivere a osservatorioivdonne@gmail.com aggiungendo se si vuole la propria associazione; oppure, per socie e soci, aggiungere la propria firma nella chat: Comunicazioni OIVD.
 

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