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'Con te con tutto', anticipazioni sul Padiglione Italia alla Biennale d’Arte di Venezia 2026

'Con te con tutto', anticipazioni sul Padiglione Italia alla Biennale d’Arte di Venezia 2026

Incentrato sull’opera di Chiara Camoni e curato da Cecilia Canziani il Padiglione Italia svela un team curatoriale e artistico tutto al femminile

Giovedi, 12/03/2026 - Nel corso di un’affollata conferenza stampa, tenutasi a Roma il 10 marzo nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura, è stato presentato il progetto espositivo che animerà gli spazi del Padiglione Italia alla 61. Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia, dal 9 maggio al 22 novembre 2026.
Al centro della mostra, curata da Cecilia Canziani (Roma, 1976), intitolata “Con te con tutto”, vi sarà il lavoro di Chiara Camoni (Piacenza, 1974), tuttavia, durante la conferenza stampa, entrambe hanno insistito sulla dimensione non monografica, ma corale del progetto, che vede la collaborazione di altre figure professionali, in particolare della danzatrice e coreografa Annamaria Ajmone, della regista Alice Rohrwacher, e delle curatrici Fiammetta Griccioli e Lucia Aspesi, e che, nel periodo di apertura, vedrà anche il coinvolgimento del pubblico.
Come ha spiegato Chiara Camoni, già il titolo “Con te con tutto” scelto per la mostra “è una dichiarazione molto esplicita di apertura verso l’altro, inteso come essere umano, ma anche verso il mondo intero”. La dimensione corale, d’altronde, è tipica della pratica artistica di Chiara Camoni. I suoi lavori, infatti, sono spesso il frutto di collaborazioni con gruppi informali e spontanei, a partire dai figli, dagli amici e dai vicini di casa – l’artista vive e lavora in un piccolo borgo, Fabbiano (Seravezza) tra le montagne della Versilia – oppure di workshop con le scuole e altri seminari più istituzionali. In ogni caso, l’ambiente naturale che la circonda, dalle cave di marmo delle Alpi Apuane, ai fitti boschi, fino al mare, è parte integrante della sua operatività, che si esprime attraverso il disegno, la stampa vegetale, il video e soprattutto la scultura, in particolare la ceramica.
“Ho realizzato – racconta Camoni – che l’autorialità è qualcosa che si può aprire e può contenere anche altri e altro. C’è una parte di mondo, non così tanto raccontato, che vede e sente. Quello che faccio ha una grande capacità di trasformazione. Mentre stavamo lavorando, amiche e amici hanno iniziato a dirmi che stavano sognando le nostre opere come se la materia, nel momento in cui si stava facendo forma, fosse in grado di attivare un’emozione. Le opere per me sono dei soggetti a tutti gli effetti. Mi appaiono come degli interlocutori, perché continuamente mi dicono delle cose. Io agisco nel presente, ma ho chiara la mia provenienza culturale”.
Il lavoro di Camoni, infatti, ha la capacità di riattivare il dialogo con una tradizione profonda, millenaria, un sentire primordiale, una dimensione ancestrale, ctonia, radicata nella materia e nel territorio. Tanto che il Ministro della Cultura Alessandro Giuli, intervenuto in video, ha usato l’espressione “materialismo magico” per definire il suo lavoro, in grado di far dialogare Arte e Natura e “antichizzare il presente”.
Una visione spirituale e magica del mondo e della creazione che un tempo si sarebbe forse definita semplicemente animista, o panteistica, ma che oggi appare in sintonia con le correnti del pensiero femminista postumano, che ricercano una definizione maggiormente inclusiva del concetto di umanità, in un’ottica interspecie ed ecologista. Inoltre, come sottolinea Cecilia Canziani, in un momento storico in cui la relazione con il reale è sempre più mediata e virtuale, da parte di teoriche come Karen Barad, Laura Tripaldi, Jane Bennett, Donna Haraway e Chiara Zamboni, è in atto un ripensamento del rapporto con la materia, e del fare arte, attraverso la pratica della co-creazione, che sovverte la tradizionale distinzione tra arti maggiori e artigianato. Chiara Camoni, afferma Canziani, fa parte di una costellazione di pensatrici e artiste impegnate a “reincantare il mondo”.
Il Padiglione Italia, racconta Canziani, sarà la più grande installazione mai realizzata da Chiara Camoni. L’idea è di portare in un luogo istituzionale tutto ciò che fa parte del mondo creativo dell’artista, sovrapponendo l’immagine dello studio, dove vige una pratica collaborativa e si fanno cose insieme, al padiglione. La mostra sarà dunque composta da opere realizzate appositamente e lavori già esistenti. La prima tesa, cioè il primo vasto ambiente dei due di cui si compone il padiglione, sarà avvolta nella penombra e popolata da oltre venti statue in argilla, tutte diverse tra loro, poco più alte di un essere umano. Una foresta di figure minerali e vegetali, spiriti ancestrali arrivati da un passato molto lontano, convocati dall’artista per interrogare il nostro presente.
Dal tempo della scultura, si passa, nella seconda tesa, che sarà invece illuminata a giorno, all’architettura, un’architettura potenziale che, tra l’altro, accoglierà anche opere di altri artisti, tra cui Fausto Melotti, Arturo Martini, Lucio Fontana e Marisa Merz, e manufatti antichi, in dialogo con il lavoro di Camoni. Infine, il giardino è la materia vivente, che rientra a pieno titolo nel progetto.
Il Padiglione Italia appare, dunque, in perfetta sintonia con il tema “In Minor Keys” (“In chiave minore”), un’esortazione ad ascoltare le “tonalità minori”, di sintonizzarsi sotto voce sui sussurri e sulle frequenze più basse, che Koyo Kouoh, prima curatrice africana chiamata, nel dicembre 2024, a guidare la Biennale di Venezia, aveva scelto per questa sessantunesima edizione. Come è noto, purtroppo Koyo Kouoh è poi venuta improvvisamente a mancare nel maggio 2025, a soli 57 anni, e il lavoro svolto fino a quel momento è stato portato a termine dal suo team. L’assenza di artisti italiani alla Biennale di quest’anno, che nelle ultime settimane ha innescato infinite polemiche, si deve, ha chiarito in conferenza stampa Pietrangelo Buttafuoco, Presidente della Fondazione La Biennale di Venezia, semplicemente alla prematura scomparsa di Koyo Kouoh, la quale aveva in progetto di incontrare gli artisti italiani, ma la morte ha deciso altrimenti.
In conclusione, come osserva Angelo Piero Cappello, Commissario del Padiglione Italia e Direttore Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, il progetto di Chiara Camoni, curato da Cecilia Canziani: “rimette al centro il fare artistico come pratica condivisa, dove artigianalità, relazione e responsabilità si intrecciano in un linguaggio profondamente attuale. Per la prima volta affidato interamente a saperi e sensibilità femminili, il Padiglione propone un’idea di arte come spazio di attenzione e misura, offrendo al contesto internazionale un contributo coerente, consapevole e radicato nella nostra storia culturale”.
Per tutta la durata della mostra il Padiglione Italia sarà accompagnato da un programma di attività affidato a Angelika Burtscher e Daniele Lupo (Lungomare). Il catalogo sarà edito da NERO Editions con il progetto grafico di Lungomare.
Per ulteriori informazioni si rimanda ai siti web: www.creativitacontemporanea.cultura.gov.it e www.contecontutto.it

Photo credit Massimo Barsoum
 

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