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Caregiver e Ddl Locatelli: gli emendamenti approvati sono 'puramente cosmetici'

Caregiver e Ddl Locatelli: gli emendamenti approvati sono 'puramente cosmetici'

Il carico del lavoro di cura rimane sulle spalle dei conviventi, delle famiglie e soprattutto delle donne. CarER critica il testo approvato in Commissione Affari sociali della Camera e approva la legge del Veneto che ha accolto le voci del territorio

Giovedi, 24/09/2026

"Il pacchetto di emendamenti al Disegno di Legge Locatelli sui Caregiver, approvato dalla maggioranza in Commissione Affari sociali della Camera, viene presentato dal Governo come un importante risultato. In realtà, non cambia nulla di un impianto che continua a scaricare la cura sulle famiglie, a discriminare i caregiver non conviventi, a lasciare invariato il carico di cura sui conviventi. È un testo di legge che continua a dire alle famiglie: arrangiatevi e alle Regioni: date servizi ai caregiver, ma senza risorse trasferite dallo Stato.
Caregiver non conviventi: la discriminazione resta intatta". Loredana Ligabue (CarER) spiega perchè i cambiamenti non rispondono alle richieste delle famiglie e delle realtà territoriali.
"In Commissione Affari Sociali della Camera i Parlamentari della maggioranza di Governo hanno scelto di non toccare il cuore del problema: la cura continua a essere un fatto privato, totalmente a carico di caregiver conviventi che, ribadisce la Ministra Locatelli 'non vogliono essere sostituiti'. Rimane una impostazione in cui la cura deve essere totalizzante con rinuncia alla propria dimensione di vita, lavoro, relazione, al proprio benessere e salute! L’unica 'modifica' approvata in relazione al riconoscimento di caregiver familiari non conviventi è l’aumento del limite (da 25 a 40 km) di distanza tra la residenza di chi presta cura e di chi la riceve. Un limite che incredibilmente misura il valore e la capacità della cura in Km, che discrimina e lascia privi di tutela caregiver non conviventi che, con immensa fatica quotidiana, assistono genitori, fratelli, sorelle…cercando di conciliare la propria vita con quella della famiglia di origine e con il lavoro".
In sostanza per i caregiver conviventi il carico di cura resta invariato "perché nessun supporto concreto è finanziato tranne un mero riconoscimento economico (poco più di un euro all’ora) a fronte di almeno 91 ore alla settimana di assistenza al proprio caro".
Il DDL Locatelli, continua Ligabue "l di là delle parole, continua a ignorare:
• la solitudine dei caregiver;
• l’assenza di servizi domiciliari;
• la mancanza di sostegni psicologici, formativi e di sollievo...;
• il burnout crescente;
• l'impossibilità a reggere da soli l’impatto della cura per giorni, settimane, mesi anni".
Sotto il profilo economico CarER osserva che portare l’ISEE a 25.000 euro è "un trucco matematico, non un aiuto reale" e spiega perchè.
"È stato approvato l'aumento della soglia di ISEE familiare da 15.000 a 25.000 euro, fermo restando il reddito personale non superiore a 3.000 euro annui. Ma la matematica non mente: si allarga il numero dei potenziali beneficiari, ma al di sopra dei 15.000 euro il contributo si riduce a tal punto da diventare simbolico: con ISEE familiare di 24.000 euro il contributo è di soli 40 euro al mese. Quindi la platea si allarga solo sulla carta e la misura resta una micro-indennità anti-povertà, non un sostegno reale al carico di cura del caregiver".

Circa l’apertura al tema dei caregiver minorenni, CarER riconosce che "è un passo avanti culturale, ma privo di misure concrete, senza servizi, senza tutele, senza supporti psicologico, quindi si tratta di riconoscimento simbolico che di fatto si traduce meramente in crediti formativi e lascia sulle spalle di minorenni affaticamento, stress, difficoltà scolastiche, isolamento sociale, rischi di depressione e burn out emotivo".

In sostanza il testo approvato in Commissione "continua a fondarsi su un’idea per noi sbagliata e cioè che la cura è un affare della famiglia, non dello Stato; di conseguenza chi ha una persona cara che necessita di assistenza quotidiana deve dedicarsi alla cura, in primis le donne, anima e corpo, rinunciando al lavoro, al relativo reddito, al proprio progetto e relazioni di vita, alla possibilità di avere un futuro oltre la cura.
Il contributo economico diventa la giustificazione per non costruire servizi ed offrire opportunità, non riconoscendo nemmeno contributi figurativi e sicurezza sociale! in conclusione è una legge che non riconosce, non sostiene, non concilia. E' una legge che, ancor più dopo gli emendamenti approvati:
• non riduce il carico di cura;
• non elimina le discriminazioni;
• non costruisce servizi;
• non sostiene realmente i caregiver".

CarER lancia un grido di allerme. "I caregiver di questo Paese meritano una legge che liberi, non una che confermi la solitudine in cui vivono e la fatica assistenziale che affrontano ogni giorno supplendo di fatto all'assenza dello Stato. L'approvazione del testo di legge licenziato dalla Camera compromette principi costituzionali quali il diritto alla salute, al lavoro, allo sviluppo della persona, alle pari opportunità. È una legge che fotografa la sofferenza, ma non la affronta!"

Nel frattempo il Veneto approva all’unanimità una legge regionale bipartisan sul caregiver familiare "che riporta al centro l’importanza di una politica di servizi a sostegno di chi si prende cura, una norma che è frutto di un percorso durato 3 anni, serio, partecipato e che ha coinvolto caregiver, associazioni, enti locali, esperienze avanzate come quella di CARER, che già nel 2013 aveva indicato la strada: riconoscere diritti di cittadinanza a chi sostiene ogni giorno la fragilità - osserva CarER - . È una legge che nasce dal territorio, dalla realtà concreta delle famiglie, dalla consapevolezza che la cura non è un incidente della vita, ma una struttura portante del nostro welfare. E che proprio per questo richiede politiche pubbliche organiche, inclusive, non discriminatorie". In sostanza, osserva CarER, "il Veneto sceglie una definizione di caregiver ampia e non discriminatoria che prevede:
• niente obbligo di convivenza
• niente vincolo di parentela: può essere un amico, un vicino, una persona cara
• niente soglie di ore di cura per “meritare” sostegno
• riconoscimento del ruolo nel PAI e nel progetto di vita
• integrazione nel sistema dei servizi, non sostituzione dei servizi.
È una definizione che rispecchia la realtà: oggi la cura non è solo familiare, non è solo domestica, non è solo femminile. È una rete di relazioni che tiene insieme comunità sempre più fragili". (Vedi il cs di CarER)


 

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