‘Un giorno senza donne’: quando le donne fermarono il Paese
In arrivo il docufilm di Pamela Hogan che racconta la straordinaria storia vera del giorno che cambiò il destino delle donne in Islanda e nel mondo. Con un brano inedito di Björk, il primo realizzato dall’artista dopo 25 anni.
Di storie straordinarie di donne ce ne sono, ovviamente, in tutto il mondo: quella raccontata nel docufilm ‘Un giorno senza donne’, di Pamela Hogan, arriva dall’Islanda e l’opera sarà distribuita al cinema il 10 settembre da Trent Film.
Quel giorno il 90% delle donne islandesi smise di lavorare, cucinare e occuparsi dei figli e si assentò dal lavoro e dalle proprie case. Fabbriche, scuole, negozi e uffici furono costretti a fare i conti con una realtà fino ad allora rimasta invisibile: senza il lavoro delle donne, retribuito e non, un intero Paese poteva fermarsi. Il Paese fu paralizzato e l'Islanda divenne il "miglior posto al mondo per essere donna".
La regista mette in scena una rivoluzione pacifica attraverso le voci di chi l’ha vissuta, trasformando un fatto storico in una storia universale sulla solidarietà, sulla partecipazione e sulla capacità delle donne di cambiare il mondo quando scelgono di agire insieme.
Attraverso testimonianze, materiali d’archivio e i ricordi delle protagoniste di quella giornata, la regista ricostruisce l’organizzazione e l’impatto di una mobilitazione senza precedenti, capace di cambiare per sempre la società islandese. Con un tono positivo ed emozionante, Pamela Hogan porta sul grande schermo la storia mai raccontata di come una sola giornata contribuì a proiettare l’Islanda verso il ruolo di miglior Paese al mondo per la condizione femminile, portandola negli anni a conquistare ripetutamente il primo posto negli indici internazionali sulla parità di genere.
Al centro del documentario c’è la forza di un gesto collettivo capace di trasformarsi in un vero spartiacque sociale e politico: una mobilitazione nata dall’unione di donne molto diverse tra loro, ma accomunate dalla volontà di rendere finalmente visibile il valore del proprio contributo alla società.
Tra le voci del docufilm anche Vigdís Finnbogadóttir, che pochi anni dopo quella storica giornata sarebbe diventata la prima donna al mondo eletta democraticamente capo di Stato, assumendo nel 1980 la Presidenza dell’Islanda.
A rendere ancora più speciale il film è poi il sostegno di Björk, la superstar islandese che ha contribuito alla colonna sonora con un brano per i titoli di coda, il primo da 25 anni.
Acclamato dalla critica, ‘Un giorno senza donne’ è un film documentario capace di affrontare un tema politico e sociale fondamentale senza rinunciare all’ironia, raccontando come un cambiamento apparentemente impossibile possa nascere da un gesto semplice, quando migliaia di persone scelgono di compierlo insieme.
Quella raccontata da Pamela Hogan non è infatti soltanto una pagina di storia islandese. L’eredità di quella mobilitazione continua a risuonare nel presente e il modello dello sciopero delle donne ha ispirato, decenni più tardi, analoghe iniziative e mobilitazioni in Paesi come Spagna, Svizzera e Polonia, confermando la straordinaria attualità di un gesto nato dall'idea che l’unione possa trasformare concretamente la società.