‘Scalfire la Roccia’: in motocicletta verso l’emancipazione
Candidato all’Oscar 2026 come miglior documentario, il film dei registi Sara Khaki e Mohammadreza Eyni sarà nei cinema in anteprima dall’8 all’11 marzo con Wanted Cinema
Mercoledi, 11/02/2026 - Ancora una volta il cinema iraniano, sempre molto vitale anche in ambito di regia e temi al femminile, ci trasporta oltre i confini di un conflitto sanguinoso e dei tentativi del regime di mantenere lo status quo ad ogni costo, nonostante le lotte e le ribellioni del suo popolo e dei suoi coraggiosi artisti.
Diretto da Sara Khaki e Mohammadreza Eyni, infatti, arriva nei cinema italiani, come evento speciale, l’8, 9, 10 e 11 marzo con Wanted Cinema, una distribuzione sempre attenta alle istanze sociali ed alla condizione femminile, il documentario ‘Scalfire la Roccia - Cutting Through Rocks’, un’opera che trasporta lo spettatore in un villaggio nel nord-ovest dell’Iran profondamente conservatore, in cui Sara Shahverdi è la prima donna ad essere eletta consigliera. Girato in un lasso di tempo di oltre 7 anni, il docu-film racconta in modo potente e luminoso il coraggioso percorso di una donna determinata a ridefinire il proprio spazio in un contesto che la vorrebbe immobile.
Cresciuta in modo anticonvenzionale in una famiglia numerosa da un padre che si aspettava un maschio, divorziata, motociclista ed ex ostetrica, Sara non passa di certo inosservata: tenace e senza alcuna intenzione di lasciarsi scoraggiare, la donna è determinata a far progredire la sua comunità e a porre fine alle vane promesse e alla pigrizia perpetrate dai consiglieri locali nel corso degli anni. Il suo agire la espone ai giudizi delle famiglie più tradizionaliste, poiché mentre si adopera per il bene della collettività mira anche a interrompere tradizioni patriarcali radicate da lungo tempo e si interessa alla sorte delle ragazze del posto, ancora vittime di matrimoni precoci e programmi futuri senza alcuna libertà di scelta.
Ma è proprio come sostenitrice delle ragazze e delle donne del suo villaggio - insegnando alle ragazze adolescenti a guidare le motociclette e mettendo fine ai matrimoni infantili - che Sara incontra la maggiore opposizione, poiché il suo contrasto al patriarcato millenario è ovviamente malvisto e combattuto. Quando emergono voci e sorgono accuse che mettono in dubbio le vere intenzioni di Sara nella sua azione di emancipare le ragazze, la sua stessa identità verrà messa in discussione e dovrà sfoderare tutto il suo carisma per affermare i propri principi.
“L'ispirazione per realizzare Cutting Through Rocks - racconta la regista Sara Khaki - è venuta dalla mia profonda convinzione nel potere trasformativo della resilienza e dalla mia passione per la narrazione autentica. Avendo intrapreso un percorso che mi ha portato a conoscere diverse culture, sono sempre stata attratta dalla forza e determinazione di donne appartenenti a comunità sottorappresentate, in particolare nella mia terra natale. Ho scoperto Sara Shahverdi mentre svolgevo ricerche approfondite sulle imprenditrici in Iran. La storia di una donna imprenditrice che si candida per un seggio nel consiglio comunale di un remoto villaggio iraniano ha risuonato profondamente con la mia convinzione dell'importanza di catturare le lotte silenziose ma profonde e i trionfi di individui che sfidano le probabilità. Sono tornata in Iran, dopo 17 anni di assenza, per iniziare questa nuova avventura. Per me, ‘Cutting Through Rocks’ non è stato solo un film, ma una testimonianza dello spirito indomito di coloro che ispirano gli altri a sognare in grande”.
“Credo nel potere del cinema di raccontare storie che non solo affrontano le questioni in modo logico, ma risuonano anche emotivamente nel pubblico – aggiunge il regista Mohammadreza Eyni - Personaggi forti come Sara Shahverdi, che supera i limiti e si sforza di creare opportunità di crescita ed empowerment, mi affascinano molto. Il mio obiettivo era quello di catturare in modo intimo tutte le emozioni che ha provato nel corso del suo viaggio”.
Il docu-film ha intrapreso nell’ultimo anno un percorso costellato di premi e festival internazionali - tra cui Vision Du Reel 2025, Festival Internazionale del Cinema di San Francisco 2025, Festival internazionale del documentario canadese Hot Docs 2025 e ha ottenuto il Gran Premio della Giuria al Sundance Film Festival 2025 e come Miglior Documentario Gex Doc al Giffoni Film Festival 2025 - oltre a essere ora candidato all’Oscar 2026 per il migliore Documentario.
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