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Antifascismo: il lessico familiare. Eredità viva della Resistenza

Antifascismo: il lessico familiare. Eredità viva della Resistenza

A Teramo sabato 23 maggio incontro sul tema 'Frammenti di memoria quotidiana di parenti, compagne e compagni delle partigiane Giovanna, Lea, Margherita'

Venerdi, 22/05/2026

Nel contesto del ricordo delle partigiane Giovanna Di Filippo Mobili, Lea Arzilli Vetrini, Margherita Ammazzaloroso Focosi, il Centro di cultura delle donne Hannah Arendt in collaborazione con l’Anpi Comitato provinciale di Teramo organizza l’incontro dal titolo “Antifascismo: il lessico famigliare, eredità viva della Resistenza. Frammenti di memoria quotidiana di parenti, compagne e compagni delle partigiane Giovanna, Lea, Margherita”. L’evento si svolge Sabato 23 maggio 2026 alle ore 17.00, nello spazio Iat di Via Carducci con il patrocinio del Comune di Teramo, del Comune di Castelfiorentino, Provincia di Teramo, Fondazione NILDE IOTTI, ANPI- Castelfiorentino, Cgil – Teramo, Spi-Cgil Castelfiorentino, Noi Donne media partner, Smeraldo Cinema, Consorzio BIM, Prodeo.
Un incontro prezioso per non disperdere la memoria, i valori, le parole e gli ideali di una rete umana che fondeva solidarietà familiare e militanza politica. Una trama intessuta dalle stesse donne che portavano nel corpo la storia di libertà, uguaglianza e democrazia, che avevano contribuito a scrivere partecipando alla Resistenza. Giovanna, Lea e Margherita aderirono ai Gruppi di difesa della donna e combatterono per la liberazione dal nazifascismo e dal giogo patriarcale di un'ideologia gerarchica e autoritaria fondata sulla forza, sulla violenza, sul razzismo e sulla misoginia. Questa eredità viva consegnò, alle generazioni successive, l'antifascismo non come scelta politica momentanea, ma come lessico di una morale, di una forma mentis e di una pedagogia da trasmettere attraverso i principi fondamentali della Costituzione repubblicana.
Grazie al contributo delle partigiane, oggi l’antifascismo torna a parlare il linguaggio della pace e della responsabilità collettiva nelle piazze che si oppongono alla guerra, e nelle reti di solidarietà verso coloro che fuggono dai conflitti. Esso appartiene alla genealogia delle lotte e del pensiero femminista che fanno del rifiuto della cultura fascista e patriarcale la propria impalcatura contro ogni forma di violenza e corsa al riarmo, opponendosi alla logica del virilismo guerriero e della militarizzazione delle idee, quale terreno fertile per la crescita delle dinamiche autoritarie.
Nel marzo del 1950 con l'Appello di Stoccolma venne lanciata una grande raccolta di firme a livello internazionale. Il “Movimento dei Partigiani della Pace” fu il promotore di questa imponente mobilitazione globale che aveva l'obiettivo di esigere il bando totale delle armi nucleari, definendo "criminale di guerra" il primo Stato a utilizzarle. L'appello raccolse oltre 500 milioni di firme nel mondo. In Italia, promosso da PCI, PSI e UDI superò il numero di 16 milioni di adesioni. Manfredo Mobili, che aveva combattuto nella battaglia di Bosco Martese, aderì al Movimento pacifista nato a Parigi con il sostegno di intellettuali come Pablo Picasso, Albert Einstein, Jean-Paul Sartre. In Italia esso vide una straordinaria partecipazione di giovani e donne, guidato da intellettuali antifasciste come Ada Gobetti, Marisa Ombra, Teresa Mattei, Joyce Lussu, Lidia Menapace, Marisa Rodano, Nilde Iotti. Per punirlo di tale colpa, Manfredo venne trasferito dalla Prefettura di Teramo, dove lavorava, in Sardegna. Mori nell' isola poco dopo, aveva 23 anni. Il rientro della salma in città venne preceduto dal divieto di cortei e manifesti commemorativi, ma la partecipazione imponente delle cittadine e dei cittadini al funerale di Manfredo, al quale è intitolata la sezione teramana dell’Anpi, fu l’estremo saluto civile, democratico e solidale al giovane antifascista teramano, figlio di Giovanna Di Filippo partigiana gappista, vedova e madre di quattro figli. Giovanna, rischiando la vita dell’intera famiglia, nel ’43, aveva fatto della propria casa il nascondiglio delle armi e il punto di riferimento delle riunioni segrete dei partigiani di Teramo che organizzavano le azioni della Resistenza a Bosco Martese, cui partecipavano, insieme ai figli Glauco e lo stesso Manfredo, Giorgio Valente, l'Avvocato Vincenzo Massignani (organizzatore a Teramo del Gruppo di azione patriottica), i valorosi ed eroici Ercole Vincenzo Orsini, il dottor Mario Capuani e altri antifascisti.
Costruire una comunità antifascista di uomini e donne liberi, governata dall'uguaglianza, dall'affermazione della soggettività femminile, dalla Pace e dalla democrazia, fu il progetto politico, coniugato con le battaglie per il diritto al lavoro, che la partigiana gappista Lea Arzilli portò avanti con coerenza e determinazione nella Federazione comunista di Teramo, dove esercitò il ruolo di dirigente politica dal 1947 fino alla svolta della Bolognina. Lea, donna coraggiosa e leale, entrò nella Resistenza e combatté la dittatura fascista nella Città natale di Castelfiorentino – dove, dirigente dell’UDI e della sezione Comunista, partecipò alla ricostruzione e guidò la lotta per ottenere il suffragio universale e paritario. Qui, eletta nelle storiche amministrative del 1946, ricoprì la carica di consigliera comunale e assessora per un breve periodo.
L’antifascismo fu una scelta di libertà e autodeterminazione femminile come testimoniano le azioni di Margherita Ammazzalorso staffetta-porta ordini dei fratelli partigiani Armando e Aldo, la quale, incurante di ogni divieto e moralismo patriarcale, entrò nella città di Teramo liberata, sfilando, unica donna, a fianco dei partigiani uomini, indossando pantaloni, camicia di taglio maschile e un fazzoletto rosso al collo.
L'eredità del lessico antifascista ha plasmato il vocabolario politico contemporaneo, traducendosi in conquiste concrete. Parole come emancipazione e liberazione, parità e pari opportunità sono pilastri dei diritti delle donne in Italia.


Programma
Sabato 23 maggio 2026 alle ore 17.00, Spazio Iat, Via Carducci . Teramo
Saluti
Gianguido D’Alberto, Sindaco del Comune di Teramo; Antonio Franchi, Presidente ANPI provinciale Teramo; Giuseppe Casalena, Segretario Comitato provinciale ANPI Teramo
. Intervengono
Mara Stacchiotti, nuora della partigiana Lea Arzilli Vetrini; Beatrice Valente, nipote della partigiana Giovanna Di Filippo Mobili; Ilene Vetrini, nipote della partigiana Lea Arzilli Vetrini; Pasquale Limoncelli, compagno di partito e amico di famiglia.
Introduce e coordina
Guendalina Di Sabatino
Presidente Centro di cultura delle donne “H. Arendt”, curatrice dell’evento

Staffette della democrazia: Esposizione
Spazio IAT Via Carducci, 17, da Giovedì 30 aprile a 2 giugno 2026
Si ringrazia l’On. Livia Turco, Presidente della Fondazione NILDE IOTTI, per la gentile concessione dei filmati sulle Madri Costituenti Nilde Iotti, Tina Anselmi, Lina Melin.


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