Al Teatro Vascello la pièce ispirata al romanzo di Elsa Morante. Il regista Fausto Cabra "propone il corso delle piccole storie dalla “s” minuscola, fragili traiettorie di quella brulicante umanità che si agita ai piedi della Storia"
Mercoledi, 18/03/2026
Così come l’attore Francesco Sferrazza Papa, che veste dapprima i panni del tedesco violentatore e poi quelli di Useppe, il bambino frutto dello stupro, che riesce a rendersi credibile per la sua spontaneità e capacità di cambiare voce, sguardo e movenze, destreggiandosi fra determinazione di carnefice, vagiti e rincorse di cani e gatti immaginari, attacchi epilettici e slanci verso il fratello; altrettanto cangiante ed eclettico Alberto Onofrietti nel ruolo del vitalissimo Nino - il figlio maggiore di Ida che da subito ha accolto Useppe nella sua vita con entusiasmo, senza porre domande alla madre – il quale coinvolge e travolge il pubblico con la sua energica e romanesca voglia di vivere, prima rivolta al fascismo nascente (di cui non sa nulla), poi agli ideali di libertà dei partigiani e infine nell’ultima fuga dalla polizia.
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