‘Greta e le Favole Vere’: una fiaba ecologica tenera e sovversiva
Nelle sale distribuito da Vision Distribution, il film ispirato a Greta Thumberg ed alle sue battaglie, diretto da Berardo Carboni. Il regista ha donato 500 biglietti del film agli occupanti di Spin Time. Protagonista Sara Ciocca.
Nel corso di un’estate dalle temperature record, dove l’impatto del cambiamento climatico è sempre più evidente nel nostro vivere quotidiano, con conseguenze che sembra ormai sempre più difficile minimizzare, tornano a farsi strada film dedicati ai problemi ambientali e ambientalisti, rivolti in primis ai giovani.
Proprio a questi argomenti è dedicato ‘Greta e le favole vere’, il nuovo film di Berardo Carboni, scritto insieme a Valeria Giasi e Fabio Di Ranno - distribuito da Vision Distribution nelle sale italiane - un racconto pensato per i ragazzi ma capace di parlare a tutti, che recupera il linguaggio diretto e senza filtri della favola per affrontare uno dei temi più urgenti del nostro tempo: il rapporto tra l’uomo e la natura.
Già presentato anche alla 56ª edizione del Giffoni Film Festival, in anteprima Fuori Concorso, il film mette al centro della storia Greta, interpretata dalla talentuosa Sara Ciocca, una bambina di dieci anni che guarda il mondo con occhi limpidi e determinati. Come afferma infatti Greta Thumberg: “La nostra casa è in fiamme: nessuno è troppo piccolo per fare la differenza”.
Quando le viene raccontata la storia di Greta Thunberg, una ragazza che si chiama come lei e che è riuscita a portare al centro dell'attenzione di tutto il mondo i problemi ambientali, trascinando con la sua determinazione milioni di persone, la giovanissima protagonista Greta, ispirandosi alle battaglie ambientaliste della Thunberg, decide che non basta più osservare: bisogna agire.
Così, insieme all’amico Sauro (Mattia Garaci), un ragazzino in affidamento, la bambina libera un cucciolo di orso polare tenuto prigioniero da due bracconieri, e vuole protestare per il cambiamento climatico davanti al Parlamento: i suoi sono gesti istintivi, quasi ingenui, ma destinati a cambiare tutto. Scoperti e braccati, i due bambini scelgono di non tornare indietro e si lanciano in un’impresa impossibile: riportare l’animale al Polo Nord e organizzare una grande manifestazione per il clima.
Da quel momento prende forma un viaggio che unisce amicizia, coraggio e ribellione, che è insieme avventura e percorso di crescita, fatto di ostacoli, incontri e scelte che mettono continuamente alla prova la propria determinazione.
“Il film è una favola contemporanea su argomenti di massima urgenza e attualità - racconta il regista - con l’idea di offrire soprattutto ai più giovani uno sguardo sul mondo che possa contribuire alla formazione della loro coscienza. Oggi il compito del cinema non è solo mostrare la realtà, ma contribuire a inventarne una nuova, proporre ipotesi, non solo dubbi. Il rischio più grande oggi è restare a guardare e certe favole servono proprio a questo: a ricordare che si può ancora scegliere da che parte stare. Questa favola ecologica, tenera e sovversiva mescola stilemi da commedia avventurosa con riflessioni sulla realtà sociale, è raccontata con colori sgargianti fotografati con toni caldi, virati al blu solo nelle scene ambientate in Norvegia.”
Il film è inoltre caratterizzato da un uso diffuso dell’animazione: gli snodi dei tre atti sono segnati dall’intervento di brevi sequenze animate realizzate con una tecnica 2D tradizionale, che svolgono una funzione sia linguistica sia narrativa.
‘Greta e le favole vere’ è un racconto che va dritto al punto: senza cinismo né sovrastrutture, rimette al centro valori importanti che sembrano a volte controcorrente: amicizia, responsabilità, coraggio. E lo fa con la chiarezza delle storie di una volta, che non avevano paura di prendere posizione. In un’epoca in cui spesso prevale il relativismo e ogni visione forte viene guardata con sospetto, il film sceglie una strada chiara: provare a immaginare un’alternativa.
Proprio nei giorni scorsi il regista Berardo Carboni ha deciso inoltre di regalare un biglietto del cinema a ogni occupante di Spin Time, lo stabile occupato dove vivono numerose famiglie e tantissimi bambini. In totale sono stati distribuiti 500 biglietti, per chiunque abbia vissuto o viva a Spin Tim, presso il Cinema Giulio Cesare.
“Regalare un po’ di fresco, e spero un po’ di incanto, a queste famiglie è un atto che considero dovuto e necessario - spiega il regista - a Spin Time mi sono formato: lo spazio ha ospitato gratuitamente le prove del mio spettacolo ‘Constitutional Circus’ e numerose attività sociali realizzate con l’associazione Natura Comune, di cui sono tra i fondatori. È un luogo di grande ispirazione, oltre che di fondamentale importanza per affrontare i temi dell’accoglienza e dell’abitare”.
Carboni si è detto fiducioso che l’amministrazione comunale possa risolvere presto l’emergenza abitativa che riguarda lo stabile, ma è convinto che questo dono possa comunque regalare un pizzico di felicità alle famiglie coinvolte. L’idea è nata dopo che il Cinema Astoria di Ravenna ha realizzato un’iniziativa simile: un gesto che ha colpito profondamente il regista, al punto da diventare argomento di confronto con gli sceneggiatori del film. “Mi è tornata in mente una frase che pronuncia Riccardo Cucciolla nel mitico Sacco e Vanzetti di Giuliano Montaldo - ha aggiunto Carboni - ‘Ricordati, figlio: la felicità dei giochi non tenerla tutta per te.’ ”
Nel cast Donatella Finocchiaro, Sabrina Impacciatore, Raoul Bova, Darko Peric, Federico Cesari e Demetra Bellina, accanto ai giovani protagonisti Mattia Garaci e Sara Ciocca, affiancati da Giovanni Visentin, Federico Rosati, Alba Amira Ramadani e Roberta Palumbo.
Il film è prodotto da Pegasus con Rai Cinema, QMI e Vision Distribution, Ministero della Cultura Direzione Generale Cinema e Audiovisivo – Opera realizzata e distribuita con il contributo del fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo, in collaborazione con Sky.