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A Roma 'La passeggiata rumorosa' e l'invito a lasciare aperte le finestre

A Roma 'La passeggiata rumorosa' e l'invito a lasciare aperte le finestre

Dopo l'aggressione al Pigneto con lo slogan 'Lasciamo le finestre aperte' dal movimento Non Una di Meno e dalla Casa Internazionale delle Donne l'invito è puntare sulla solidarietà sulla partecipazione

Domenica, 28/06/2026

A Roma 'La passeggiata rumorosa' e l'invito a lasciare aperte le finestre / il femminile di giornata novantanove
E’ la notte tra il 22 e il 23 giugno quando un uomo aggredisce una donna. Siamo al Pigneto, un quartiere di Roma famoso per la movida e per la sua storia, un quartiere che però non ha mai perso la sua originaria radice popolare abituata a considerare il conoscersi e il partecipare tra le abitudini caratteristiche del vivere.
Accade che, mentre sta avvenendo l'aggressione, una donna apre la finestra che affaccia sulla strada, vede la scena e capisce subito ciò che sta accadendo. Non ha un attimo d’esitazione e urla più che può. L’uomo si sente scoperto e scappa, lasciando la sua vittima viva e salva, seppur con dolorose conseguenze della violenza subita.
L’avvenimento diventa cronaca, notizia diffusa dalla stampa. E le donne legate al movimento Non Una di Meno e alla Casa Internazionale delle Donne, alcune delle quali sono residenti nel quartiere, decidono di organizzare una risposta che immaginano possa essere capace di andare oltre una semplice protesta. L’ambizione è piuttosto quella di proporre qualcosa in più su cui far riflettere e suggerire un modo per non arrendersi e vper alorizzare ciò che si può o si potrebbe fare di più, proprio partendo da quanto accaduto al Pigneto. Una brutta storia di violenza analoga a tante altre che, però, non hanno potuto giovarsi di una solidarietà attiva capace di cambiare il finale dando alla vittima la consapevolezza di non essere sola come persona e di essersi salvata in nome di questa vicinanza.
Un bel gruppo di donne si dà appuntamento al Pigneto il venerdì seguente, insieme spiegano come la loro azione non vogliono sia considerata una manifestazione ma un camminare insieme finalizzato ad incontrare la gente del quartiere con una presenza fisica fra i cittadini, definita di solidarietà, perché coinvolga tante persone, mettendo al centro della riflessione comune un pensiero, una modalità di vita, che proprio al Pigneto è tornato a farsi notare a far parlare di sé. Infatti è stato chiaro, lampante che l’apertura di una finestra e quell’immediata partecipazione attraverso l'urlo ha testimoniato una volontà di non sottrarsi e, con una presenza attiva, ha salvato presumibilmente una vita. La camminata e l’incontro delle donne col quartiere ha voluto così sottolineare, suggerire e riproporre l’importanza di coinvolgersi, scegliendo più spesso e consapevolmente di reagire, evitando di voltare la testa per non avere problemi e facendosi forti di quel “io non m’impiccio” motivato spesso da paura, persino comprensibile, ma molto di più da quel crescente atteggiamento di menefreghismo dilagante.
“La passeggiata rumorosa” come hanno voluto chiamarla le camminatrici al Pigneto, la modalità di esserci da loro proposta e realizzata, ha voluto sollecitare, invitando a superare la solitudine, il distacco, la distanza e anche la pur legittima paura della gente. L’invito è stato di far leva sull’ indignazione, scegliendo di coinvolgersi per far sentire tutti meno soli e a rischio.
“Lasciamo le finestre aperte!” si presenta come slogan tanto semplice quanto potente perché evoca la vita condivisa, l’utilità e il bisogno di una comunità che si vuol bene e si riconosce in quanto tale.
Sono passati quasi sei anni eppure è impossibile dimenticare - e utile ricordare - cosa abbia significato durante il Covid salutarsi e comunicare dalle finestre, dai balconi, dalle terrazze. Quelle finestre divennero l’unica via per ritrovarsi di casa in casa, di persona in persona, condividendo le comuni ansie e paure, scambiando sorrisi, pensieri, canzoni, giochi e rumori che rompessero la solitudine e aprissero all’ottimismo e alla fiducia di farcela stando lontani ma vicini.
Lasciare le finestre aperte è simbolo della scelta di partecipare per comprendere e dare comunque un proprio contributo d’aiuto alla vita della comunità di cui siamo parte, di volta in volta ovviamente rispetto alle proprie possibilità e utilità senza in nessun modo sottovalutare le difficoltà.
Ed è tra l’altro, tornando alla Camminata del Pigneto, proprio la cronaca nera di morte e violenza che è seguita ancora una volta subito dopo a Roma e non solo, è quella che ci spinge a rilanciare il richiamo a ”militare” la solidarietà in quella casa comune che sono i quartieri, le strade i caseggiati, per vivere meglio e meno soli, anche sottolineando una specifica attenzione rivolta alle donne di fronte alle violenze che subiscono, ma anche alla condivisione di quanto di positivo possiamo sottoporre, proporre, risolvere col nostro atteggiamento disponibile e dialogante.
Paola Ortensi

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