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 Semi di Pace: XX edizione

Semi di Pace: XX edizione

Dal 9 al 15 aprile 2018 si tengono gli incontri programmati nell'ambito del progetto della rivista 'Confronti'

Lunedi, 02/04/2018 - Semi di Pace è un progetto promosso dalla rivista Confronti (edita dalla Cooperativa Com Nuovi Tempi a r.l.) con il sostegno dell’8 per mille della Chiesa valdese (Unione delle chiese valdesi e metodiste), per dare voce a israeliani e palestinesi impegnati nell’educazione alla pace e al dialogo interreligioso.
Il progetto si propone di mostrare la complessità della situazione in Medio Oriente attraverso la viva testimonianza di persone che lavorano quotidianamente per il dialogo nelle diverse realtà in Israele e nei Territori palestinesi.
Semi di Pace è, infatti, un programma di incontro tra testimoni di pace, opinion leader, rappresentanti di comunità religiose, intellettuali, studiosi e rappresentanti di organizzazioni, israeliani e palestinesi, che vengono in Italia sia per mettere a confronto le proprie esperienze, sia per condividere con il pubblico italiano le loro analisi.
La formula che caratterizza il progetto è la divisione dei testimoni in coppie composte sempre da un israeliano e un palestinese, che si mettono a disposizione per incontrare i gruppi, le associazioni e le istituzioni che richiedano la loro testimonianza.
In virtù di questa caratteristica, Semi di Pace rappresenta per il pubblico italiano un’occasione unica per venire a conoscenza e confrontare i diversi punti di vista sulla situazione e sulla politica in Israele e nei Territori palestinesi così come vengono formulati e esplicitati dai diretti interessati, senza che ad essi venga posto il filtro di un’interpretazione “altra”. È altresì un modo per entrare in diretto contatto con
rappresentanti di movimenti, organizzazioni e istituzioni che scelgono la via del dialogo e della riconciliazione.
Semi di Pace è un progetto giunto alla XX edizione e a cui hanno partecipato, nel corso degli anni, testimoni di pace, opinion leader, rappresentanti di comunità religiose, intellettuali, studiosi e rappresentanti di organizzazioni, fra cui: Parents Circle, Neve Shalom – Wahat al-Salam, Interfaith Encounter Association, Givat Aviva, “La via di Abramo”, NAFS, Windows for Peace, International Centre di Betlemme, Open Hause di Ramle, Peace Now, Hand in Hand, Al-Liqa, Hagar: jewish-arab education for equality, Road to Recovery…

La XX edizione di “Semi di pace”, che si svolgerà dal 9 al 15 aprile 2018, vedrà il coinvolgimento di:
Parents Circle - Families Forum (PCFF) è un’organizzazione pacifista composta esclusivamente da famiglie israeliane e palestinesi che hanno avuto in comune la sorte di vedere i propri familiari morire a causa del conflitto. Sono anche famiglie che non hanno voluto reagire al trauma del lutto con la volontà di vendetta e di odio, ma hanno preferito ricercare il dialogo e la riconciliazione con l’altro, per arrestare lo spargimento di sangue e operare a favore della pace.
Parents Circle è nata nel 1995, per iniziativa di Yitzhak Frankenthal, il cui figlio Arik era stato rapito e ucciso da affiliati ad Hamas l’anno precedente. Oggi ne fanno parte seicento famiglie israeliane e palestinesi che conducono un’azione comune per la costruzione della pace. Molte le attività promosse dall’associazione: incontri di dialogo per giovani delle due comunità, meeting pubblici tra le famiglie delle vittime, azioni di solidarietà e programmi educativi con il coinvolgimento delle due parti, sito internet in versione araba ed ebraica. La comunità di Facebook “Crack in the wall”, che conta oltre 28.000 membri, agisce per creare una crepa nel muro, impegnando palestinesi e israeliani nel dialogo e fornendo una piattaforma per esprimersi nella propria lingua, poi tradotta all’altro. Informazioni: www.theparentscircle.com

Road to Recovery è un’organizzazione binazionale fondata da Yuval Roth (già membro di Parents Circle Families Forum) al fine di fornire supporto medico alla popolazione palestinese, con particolare attenzione ai bambini che necessitano di cure e assistenza impossibili da trovare nei Territori palestinesi e a Gaza. Per questi bambini e per i propri genitori, infatti, i costi per il trasporto in ospedale sono proibitivi, specialmente nei casi in cui le cure devono essere reiterate. Questo importante lavoro è fatto perlopiù su base volontaria ed è portato avanti da israeliani che riconoscono l’importanza nella missione dell’associazione e hanno deciso di donare il proprio tempo e l’utilizzo dei personali mezzi di trasporto per trasportare palestinesi bisognosi. Uno dei compiti più delicati, in tal senso, è “scortare” i palestinesi dai propri luoghi di abitazione attraverso i checkpoint fino agli ospedali israeliani. Questo lavoro, chiaramente, non potrebbe essere possibile senza il supporto di palestinesi che svolgono il lavoro di facilitatori con i pazienti. Road to Recovery è affiliata ad altre organizzazioni attive nel dialogo fra israeliani e palestinesi, fra le quali: Doctors for Human Rights, Basmat el Amal, Rabbis for Human Rights.
Informazioni: http://www.roadtorecovery.org.il/
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Biografie partecipanti alla XX edizione
PARENTS CIRCLE FAMILIES FORUM
Piera Edelman , israeliana, ha 56 anni ed è madre di 3 figli. Originaria del Sud Africa, Piera è emigrata in Israele nel 1979, all'età di 17 anni. È assistente sociale in case di cura per anziani e vive nel nord di Israele. Piera sul piano religioso si definisce osservante con una visione pluralista. Piera ha sposato il suo primo marito, Chovav Menachem Landau quando aveva 20 anni. Erano sposati da 6 mesi e aspettavano il loro primo figlio quando Chovav è stato ucciso in battaglia il 10 giugno 1982, nella prima guerra del Libano. Aveva 23 anni. Il suo funerale si è tenuto nel 21° compleanno di Piera, il 17 giugno 1982. Un anno dopo è nato Menachem (che significa in ebraico "conforto"). Piera si è risposata quando Menachem aveva quasi 2 anni e ha avuto altri due figli. Diversi anni dopo è nato in lei l’interesse di conoscere gli arabi presenti nel quartiere, per capire chi fossero e quale fosse la loro visione del mondo. Si è unita a diversi gruppi interreligiosi, ma presto
si fatta strada in lei la volontà di incontrare i palestinesi della Cisgiordania.
Dopo aver partecipato a uno degli incontri di dialogo fra israeliani e palestinesi, Piera si è unita al Parents Circle - Families Forum sentendo di aver finalmente trovato quello che cercava. Piera crede fermamente nel messaggio di tolleranza, dialogo e riconciliazione del PCFF: "Mi sento
sempre ispirata quando sono con i miei amici palestinesi, e in particolare quando condividono i loro percorsi individuali, che dimostrano con certezza che abbiamo un partner per fare la pace".
Rasha Obeid, palestinese ha 31 anni e ha ottenuto un bachelor in amministrazione aziendale e contabilità. Vive e lavora a Betlemme. Rasha ha perso suo nonno, Zein Aldein, nella battaglia di Al-Karameh nel 1968. Zein a quel tempo faceva l’autista e lavorava tra Giordania e Palestina, trasportando cibo e merci a favore dei rifugiati palestinesi. La famiglia di Rasha non sapeva che Zein fosse impegnato nei luoghi della battaglia e quando sparì senza dare notizie o informazioni. Dopo aver cercato nei vari ospedali si ebbe la speranza potesse essere stato arrestato dal governo israeliano ma ben presto anche questa ipotesi fu da scartare. Solo alla fine degli anni '90 è stato rilasciato un certificato di morte ufficiale per Zein Aldein, senza che fossero consentite ulteriori indagini riguardo alle circostanze della sua morte o luogo di sepoltura. Rasha è diventato membro di PCFF dopo aver partecipato alle sessioni di narrazione parallela. Sebbene inizialmente Rasha fosse riluttante ad aderire al PCFF, si è presto sentita parte di una grande famiglia: "La nostra storia non finisce mai, in ogni famiglia palestinese c'è una storia e ogni storia è una nuova vita per una nuova generazione".

ROAD TO RECOVERY
Eli Sahar, israeliano, è diventato membro di Road to Recovery cinque anni fa e oltre alle mansioni ordinarie dirige il comitato delle risorse finanziarie. Eli è un fisico di formazione ed è stato professore di biotecnologie presso l'Università di Tel Aviv. È molto impegnato nel campo della diagnostica medica e attualmente è consulente di varie start-up nel settore sanitario, sia in Israele che in Europa. Eli è sposato con Ilona, un alto dirigente nel settore della filantropia, e insieme hanno avuto due figli, Jonathan che studia medicina e Tomer che attualmente serve nell'esercito.
Naim Albaidah, palestinese, svolge il ruolo di coordinatore di Road to Recovery in Cisgiordania dal 2011. Durante il suo mandato, date le sue qualità personali e la sua grande dedizione al progetto, il numero di pazienti che in Cisgiordania hanno potuto usufruire del supporto di Road to Recovery è aumentato di tre volte. Naim è sposato con Saamir e insieme hanno avuto 7 figli. Vivono tutti insieme nel villaggio di Jayous, vicino a Kalkilya (Cisgiordania), dove la famiglia di Naim vive da generazioni. Per sostenere la famiglia, Naim lavora come a operaio edile in Israele, il che significa doversi svegliare ogni giorno alle 3 del mattino, per poter attraversare il muro e i vari checkpoint e arrivare in tempo sul posto di lavoro. Naim è anche molto attivo nei progetti di welfare nel suo villaggio e crede fermamente nella possibilità che palestinesi e israeliani possano vivere fianco a fianco in pace. Per promuovere una mitigazione dei conflitti sulla base delle radici comuni Naim ha istituito un progetto chiamato "Naeem Lehakir" (in ebraico "piacere di conoscerti" usando un gioco di parole con il suo nome) attraverso il quale invita due volte al mese a casa sua gruppi di 10-20 israeliani per avere momenti di convivialità e di dialogo.

Info: tel: +39 06 482 0503 Fax: +39 06 482 7901 - E-mail: programmi@confronti.net Web: www.confronti.net

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