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Lanciaspezzata, un trio con tanto fiato e tanto amore per la musica

Lanciaspezzata, un trio con tanto fiato e tanto amore per la musica

Oretta Orengo (oboe e corno inglese), Teresa Spagnuolo (clarinetto) e Cristina Majnero: tre musiciste e una armonia molto, molto speciale

“Ciò che non si può dire e ciò che non si può tacere, la musica lo esprime”. Le parole di Victor Hugo riemergono dai meandri della memoria mentre le note calde del trio Lanciaspezzata si diffondono nella sala.
Sedute, le musiciste accarezzano i loro strumenti contaminando il pubblico con una passione capace di parlare attraverso armonie e accordi. Sono tutt’uno con gli strumenti, oltre che con le note, Oretta Orengo (oboe e corno inglese), Teresa Spagnuolo (clarinetto) e Cristina Majnero (clarinetto basso), professioniste di livello che parlano al pubblico senza ricorrere alle parole e articolando un discorso con l’eloquenza di note alte e basse, con la logica di vuoti e pieni, con la compiutezza di volute armoniche.
Il concerto si tiene a Ardea (24 novembre 2017), antica capitale dei Rutuli vicina a Roma, nell’elegante cornice del Centro di cultura "Domus Danae"; l’iniziativa dell’associazione 'Oltre il Ponte' regala alla comunità ben più che un’esibizione musicale.
L’avvio è subito magico, con uno scrigno che, aprendosi, inonda l’anima di chi sa lasciarsi andare. Il viaggio è entusiasmante: dagli echi magiari (La danza dei vasai e Odessa Bulgarish) alla nostalgia portoghese (Repasseado tradizionale) fino alla raffinatezza delle note di Astor Piazzolla (Adios noninno), tanto grande che “è inserito nel repertorio classico anche se non è un classico”. Affascinante il volo sulle armonie di colonne sonore imponenti (‘Star wars’), sognanti (‘Il fantastico mondo di Amelie’) o ironiche (‘La pantera rosa’).
Gli arrangiamenti, contributo decisivo alla bellezza delle interpretazioni, sono dovute alla maestrìa di Cristina Majnero “perché non ci sono pezzi scritti per gli strumenti del nostro trio e, quindi, tutto quello che vogliamo suonare va rielaborato e interpretato” e si avvalgono anche della sapienza e generosità di Teresa Spagnuolo e Eugenio Colombo; inoltre sulle composizioni originali lavorano Cristina Majnero e Raffaele Mallozzi.
Probabilmente è qui la straordinarietà di questo trio di professioniste che, cresciute nella famosa scuola di musica romana di Testaccio, hanno percorso strade e generi differenti per poi condividere la ricchezza delle loro esperienze e vissuti musicali. 
Insieme da oltre venti anni, si ritrovano a metà strada tra Roma e Terni per provare, sperimentare e scrivere la musica che amano. “La Cina è vicina” (video), composto da Cristina Majnero, è un esempio della loro voglia di esprimere gioia e gioco con i fiati e con il fiato. Le voci nasali, nell’attacco, sorprendono e immediatamente catturano. Sono in perfetta sintonia con l’andamento del concerto, che ha voluto essere, riuscendoci, narrazione di “ciò che non si può dire e ciò che non si può tacere”. Appunto.



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