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VitArte, la mostra nell'ambito del Festival di Bioetica

VitArte, la mostra nell'ambito del Festival di Bioetica

Maria Galasso ha ideato e organizzato VitArte. Il Festival a Santa Margherita Ligure non è 'solo' Bioetica

Martedi, 08/08/2017 - Maria Galasso, critica d'arte e giornalista pubblicista, è ricercatrice in ambito educativo e ha redatto pubblicazioni finalizzate all'educazione allo sviluppo. Nell’ambito del Festival di Bioetica (programma) ha organizzato la mostra VitArte e le iniziative correlate che nei tre giorni, oltre all’esposizione di quadri, vedranno anche le presentazioni  degli e delle artisti con accompagnamenti musicali. (depliant)





Professoressa Maria Galasso lei è ideatrice e curatrice della mostra di pittura VitArte allestita nell'ambito del Festival di Bioetica. Da cosa è stata ispirata questa iniziativa?

Credo sia importante che nell'ambito del festival di Bioetica si possa dialogare anche con il linguaggio artistico, uno dei linguaggi che preannuncia e stimola molti cambiamenti nella società. Il titolo della mostra è appunto Vitarte perché l'arte è vita, è cambiamento di vita, di comportamenti, che si esprimono attraverso una inarrestabile libertà degli artisti.





Quale è, secondo lei, l'intreccio tra arte e bioetica?

Tra Bioetica e Arte ci può essere un rapporto soprattutto di ricerca, che necessita di indagini ocumentative, ma anche di indagini cognitive legate alle reciproche innovazioni. L'Arte ci orienta oltre il noto e la Bioetica, studiando la condotta umana nell'ambito della scienza della vita, può avvalersi dell'arte per esplorare, attraverso le tappe più significative, legate soprattutto all'arte contemporanea, quali pratiche della vita possano essere prese in considerazione.





Chi sono gli artisti e le artiste che espongono e quali criteri hanno guidato la scelta delle opere?

Gli artisti che parteciperanno alla mostra sono: Luisa Conte, Franco Gorlero, Mauro Martini, Enrico Merli. Le loro opere sono state scelte seguendo due criteri. Uno è quello di saper comunicare attraverso varie, flessibili finestre percettive i legami con l'ambiente, gli animali e l'uomo. L'altro è quello di attivare anche attraverso diverse modalità e tecniche espressive, varie interpretazioni da parte degli spettatori, che possono entrare nell'opera per divenire possibili protagonisti trasformatori-contaminatori di nuovi scenari. Le loro interconnessioni relazionali tra codici rappresentativi possono contribuire a potenziare quel legame sociale, condiviso, in senso lato.







Didascalie e note sulle tre opere nelle foto, tutte di Franco Gorlero:

BERSAGLIO. Figura umana vista da dietro e seduta, con il volto semiprofilato, che guarda all'infinito.

Il concetto del bersaglio e la sua rappresentazione pone l'attenzione sulla "devianza" a considerare il corpo e non la mente. Il volto è triste e il capo è glabro.



NUMERI PRIMI. Tabula con i numeri primi più noti, collegati tra loro ad indicare l'infinito, ancora da dimostrare, che essi rappresentano. Colore e logica racchiusi e concatenati in modo materico e istintuale.



TRANSIZIONE NEL MONDO SOTTILE. Due vasi di fiori appena raccolti e capovolti, piccole figure che sorgono e che ci guardano da un'altra dimensione, quella del mondo sottile, oltre la percezione visiva. Tra queste una madre centrale con due figli in parte nascosti a simboleggiare la vita prima di noi, quella del mondo delle idee. Un palcoscenico con i quattro numeri del destino, le quattro moire, e un sole geometrico, chiuso in un esagono, che rappresenta l'aldilà.







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