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VENEZIA 76: Hedy LAMARR, splendida, recensita da ANTONIONI di M.Cristina Nascosi Sandri

VENEZIA 76: Hedy LAMARR, splendida, recensita da ANTONIONI di M.Cristina Nascosi Sandri

Hedy LAMARR, attrice e scienziata 'ante litteram': magnifico esempio di bellezza ed intelligenza nel mondo del business non solo cinematografico

Lunedi, 29/07/2019 - Extase (Estasi, 1933), il film-scandalo del 1934, scritto e diretto da Gustav Machatý, con la splendida Hedy Kiesler (ribattezzata poi a Hollywood come Hedy Lamarr), è il film scelto per la serata di pre-apertura di martedì 27 Agosto della 76a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia che si terrà nella Sala Darsena (Palazzo del Cinema) al Lido. Il film, vietato in alcuni paesi (in Italia venne presentato l’anno dopo, nel 1934, alla da poco nata Mostra del Cinema di Venezia), fu uno dei primi film erotici della Storia del Cinema. Fritz Mandl, marito dell’attrice all’epoca del film, spinto dalla gelosia, cercò (inutilmente) di comprare tutte le copie esistenti al mondo del film per toglierle dalla circolazione.
Donna semplicemente stupenda, la Lamarr fu anche una grande inventrice: gettò le basi dei nostri wi-fi e Gps.
Al Lido Extase, proiettato il 7 Agosto 1934, fu premiato per la regia con la Coppa Città di Venezia, insieme agli altri tre film cecoslovacchi presenti a quell’edizione della Mostra. Nel referendum fra il pubblico, Extase fu giudicato il miglior film straniero e Gustav Machatý il miglior regista.
Il giovane poco più che ventenne Michelangelo Antonioni, allora ancora e ‘solo’ in veste di critico cinematografico alla Mostra – collaborò con il Corriere Padano di Nello Quilici e con Cinema, la rivista diretta da Vittorio Mussolini - scriveva: “Nel giardino dell’Excelsior, quella sera, si udiva il respiro degli spettatori attentissimi, si udiva un brivido correre per la platea“.
Il restauro è realizzato dal Národní filmový archiv (Cineteca di Praga) grazie al sostegno di Milada Kučerová e Eduard Kučera e alla collaborazione con Film Servis Festival Karlovy Vary. Le lavorazioni sono state effettuate presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata di Bologna. L’obiettivo del restauro era quello di ricostruire una versione del film che fosse il più possibile fedele all’originale in lingua ceca, cioè quella presentata a Venezia nel 1934. Poiché nessun elemento di questa versione originale si è conservato, il Národní filmový archiv ha dovuto ricorrere a versioni in altre lingue e in lingua ceca successive. I partner che hanno contribuito al restauro sono British Film Institute, Cinémathèque16, Cinémathèque suisse, CNC, Danish Film Institute, Filmarchiv Austria, Gaumont e Slovak Film Institute.

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