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TINTORETTO a PALAZZO DUCALE ed alle GALLERIE dell’ACCADEMIA di M. Cristina NASCOSI SANDRI

TINTORETTO a PALAZZO DUCALE ed alle GALLERIE dell’ACCADEMIA di M. Cristina NASCOSI SANDRI

Dal 7 settembre 2018 al 6 gennaio 2019, due mostre splendide per festeggiare i 500 anni dalla sua nascita

Giovedi, 06/09/2018 - Jacopo Robusti in arte il Tintoretto, artista veneziano rinascimentale per eccellenza, a 500 anni dalla nascita viene ricordato nella sua città natale grazie alle varie celebrazioni che stan iniziando in questi giorni.
Da domani apriranno al pubblico due magnifiche esposizioni collocate in sedi altrettanto splendide: Palazzo Ducale (che ha in parete "Tintoretto 1519-1594") e le Gallerie dell’Accademia di Venezia (con "Il giovane Tintoretto").
Tintoretto si può ritenere, mutatis mutandis, l’erede di due grandissimi: Tiziano e Michelangelo.
Non a caso le parole riportate nel suo studio: “Il disegno di Michel Angelo e ’l colorito di Titiano”.
Ma pur portando avanti le loro due grandi lezioni, Tintoretto fu di essi innovatore, precorrendo col suo segno, la sua potenza, la sua luce ed il suo cromatismo prospettici, non solo l’epoca Barocca, ma, addirittura, se si passa il volo pindarico, il Preraffaellismo. Guardando con attenzione uno dei suoi capolavori in mostra, Susanna ed i vecchioni, del 1557c.a., conservato al Kunsthistorisches Museum, si noterà a sinistra un excerptum del quadro che fra stralci e fogliame, ricorda proprio i motivi di quel molto più tardo movimento.
La sua modernità sta anche nell’aver compreso, ancora una volta molto ante litteram, come tutte le grandi personalità artistiche, che Cultura ed Imprenditoria posson ben andare a braccetto e…produrre.
Riuscì, infatti, a scalzare letteralmente tutti i ‘colleghi’ dell’epoca, offrendo prezzi bassi, tempi di lavorazione ristretti, regali ad hoc, divenendo così il più grande pittore meglio pagato dell’epoca.
Poteva contare anche su molti giovani che ‘tirava su’ a bottega: ancor oggi, son difficili o, per lo meno ambigue, alcune attribuzioni di opere.
Da dire, però, che come le grandi personalità era estremamente ‘sfaccettato’: strettamente credente, osservante – pur con una vita vivace – ebbe figli anche more uxorio – per i meno abbienti o le congregazioni religiose lavorava a prezzi molto più ragionevoli, insomma un genio e sregolatezza, ma anche …regolarità, potremmo dire, ma pur sempre genio.
Tra i molti figli, si diceva, una, illegittima, amò particolarmente, Marietta, morta poi a soli 36 anni, dolore immenso per Tintoretto che fu poi sepolto accanto a lei.
Da piccola la vestiva da maschietto e la portava con sé; essendo dotata, le insegnò a dipingere. Il suo talento venne apprezzato dal re di Spagna e dall’Imperatore del Sacro Romano Impero che l’avrebbero voluta come Pittrice di Corte.
Nota come ritrattista, probabilmente lavorò anche ai grandi dipinti di Palazzo Ducale.
Tintoretto morì, quattro anni dopo Marietta, nel 1594.
Ancor oggi i suoi eredi son considerati degli stranieri, tra cui Velasquez, El Greco, Rubens.

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