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SISTERS - Come stelle nel buio

SISTERS - Come stelle nel buio

Come in Che fine ha fatto Baby Jane? anche in Sisters le donne sono forti e Come Stelle nel buio risplendono di luce propria

Lunedi, 12/02/2018 - SISTERS - Come stelle nel buio
di Adriana Moltedo esperta di Comunicazione e Media

Sisters. Come stelle nel buio, è una black comedy scritta da Igor Esposito, poeta e drammaturgo napoletano,

Le due Sorelle sono magistralmente interpretate da Isabella Ferrari e Iaia Forte dirette da Valerio Binasco‚Ä®.
Chiara e Regina, che vivono rinchiuse in casa. la prima, paralizzata in seguito ad un incidente nel quale è morto il padre, è stata una diva popolare, misantropa che colleziona banali lettere di ammiratori, figura buia da film horror, prototipo di certi personaggi femminili dannati, la seconda interprete di pellicole di serie b, adesso alcolizzata, è tutrice e carceriera della sorella.

Sisters richiama alla memoria Che fine ha fatto Baby Jane? con la grande Bette Davis e Joan Crawford, thriller psicologico del 1962 diretto da Robert Aldrich e basato sul romanzo di Henry Farrell.

Il film a suo tempo venne criticato per la regia che risultò troppo vincolata a schemi teatrali che si diceva appesantiva notevolmente l'azione senza nulla aggiungere alla psicologia dei personaggi.

Ma questa volta siamo a teatro e tutta l’enfasi ha motivo di esserci.

Come Bette Davis e Joan Crawford, e non è un accostamento arbitrario, Isabella Ferrari e Iaia Forte danno vita a una strana coppia domiciliata, o meglio, blindate in una villa/lager, unite da un affetto morboso di odio/amore. Danno vita ad uno spettacolo grottesco e sprezzante, un copione a base di continuo gioco al massacro

In una villa immersa da ricordi, dunque le due sorelle rivivono un passato ormai svanito con una ossessiva presenza paterna, specialmente per Regina che aveva con lui un rapporto privilegiato.

Assieme al padre, le due sorelle da piccole avevano formato un trio musicale di scarsissimo successo, che fu sciolto quando Chiara intraprese la sua carriera nel cinema.

Regina nasconde il suo dolore nell’alcool, mentre Chiara ne porta i segni visibili su di sé. Gli esiti dell’incidente, si ripercuotono fortemente sulle due donne.

Regina veste un personaggio scomodo, un'antieroina che non può che suscitare antipatia, mentre Chiara nonostante il suo corpo e di conseguenza la sua carriera, siano state distrutte, il vissuto glorioso di celebre attrice la fa in qualche maniera sopravvivere se non altro ricordando i tempi migliori che la sorella non ha mai avuto.

Il rapporto di convivenza tra le due è combattuto fra la disperazione e la speranza, l’odio e l’amore, il coraggio e la paura.

Regina, si occupa di Chiara, ma è alcolista, in più il suo squilibrio mentale e la sua gelosia sfrenata, fa si che invece di proteggerla come avrebbe voluto, la fa sua prigioniera.

Momenti di pazzia e normalità sono la base di questo spettacolo, con bizzarra esaltazione data anche dai costumi di Sandra Cardini, orientato da una messa in scena semplice, a cura di Carlo De Marino, che, aiutato dalle luci di Pasquale Mari, lascia spazio alle attrici di trasmetterci il rancore e l’incomprensione dello scorrere della vita di queste due sorelle, facendo del palcoscenico un campo di gioco estremo.

Dolore e acidità alla Tennessee Williams questo è davvero un match fuori dal comune.

Un lavoro, "Sisters" prodotto da Nuovo Teatro, dove Valerio Binasco ha proiettato immagini di un delirio sociale e artistico, incubi che devono dar luogo a pratiche di violenza, con coltello, letto con cinghie, alla maniera delle Serve di Jean Genet.

La pazzia è tutt'una con la disperazione, la sedia a rotelle è uno strumento di terapia quanto lo è la bottiglia di alcol. Eppure c’è una messinscena sempre umana e paradossalmente comica e a tratti commovente nell'incontro-scontro tra Isabella Ferrari e Iaia Forte.

Le due sorelle si trovano spesso a parlare di denaro. Qui e là si accenna alla crisi del nostro Paese. In questo periodo in cui vede protagonista il caso Weinstein e le molestie sessuali in cambio di prestazioni lavorative, i dialoghi iniziali in cui il personaggio di Iaia Forte ricorda alla Ferrari quanto abbia dovuto "dare" in cambio della fama, cadono più che mai appropriate.

"Sisters. Come stelle nel buio" è un esempio ben riuscito di metateatro in cui due delle migliori attrici italiane danno prova di grande capacità attoriale e presenza scenica.

Come in Che fine ha fatto Baby Jane? anche in Sisters le donne nonostante tutto sono forti e affrontano il dramma della vita con carica emotiva che non ha uguali. Come Stelle nel buio risplendono di luce propria

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