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Salute del perineo, benessere della donna

Salute del perineo, benessere della donna

Nuovo appuntamento di DonnaeSalute a Salsomaggiore Terme (4 e 5 marzo 2016) per iniziativa di AVO Emilia Romagna Onlus

Lunedi, 14/03/2016 -
Una due giorni interamente dedicata al perineo quella che si è tenuta a Salsomaggiore Terme (Hotel Valentini Terme, 4 e 5 marzo 2016) (programma) e organizzata da AVI Emilia Romagna Onlus (depliant) nell’ambito della rassegna DonnaeSalute. Un ponte tra buone pratiche.



‘Salute del perineo, benessere della donna’ il titolo, a voler indicare l’importanza della cura di una parte del corpo femminile che è ancora un tabù.

Non a caso, infatti, tutti gli interventi hanno ribadito come l’informazione sia un punto essenziale se si intende avere un approccio corretto all’argomento. Dunque, è stato sottolineato, c’è ancora molto da fare per sfatare delle false credenze: che quello dell’incontinenza o di altri disturbi del pavimento pelvico siano problemi legati alla menopausa e ad un’età avanzata.

In realtà parecchi disturbi infastidiscono anche donne giovani, solo che non se ne parla. Per vergogna o per una strana idea - ancora molto radicata - che li fa pensare come inevitabili compagni della vita delle donne. Alla passività femminile non pone rimedio neppure una adeguata competenza del mondo medico, in generale poco informato.

Questo aspetto è stato molto ripreso da quasi tutti i medici intervenuti. Riportiamo un passaggio del chirurgo Giuseppe Dodi (videointervista): “Sono venti anni che parlo di pavimento pelvico in ottica multidisciplinare e interdisciplinare. Purtroppo ci sono molti luoghi comuni e si crede di sapere ma in realtà non se ne sa molto e parecchi aspetti vanno approfonditi dal punto di vista scientifico”.

Il concetto è stato ripreso dal prof Paolo Di Benedetto, fisiatra e neurologo (videointervista). “Per approccio interdisciplinare e multidisciplinare Intendo che i vari specialisti che si occupano del perineo anteriore e posteriore siamo insieme per fare delle diagnosi precise in modo di poter programmare un iter terapeutico corretto. Questa è la risultante di tanti anni di lavoro nello specifico settore, poi il cuore del problema è la ginnastica perineale, che dovrebbe essere fatta non solo nel trattamento per evitare il peggioramento dei sintomi, ma anche a seguito di un parto o in caso di disfunzioni”.

E a proposito di stereotipi e scarsa informazione, il prof Raffaele Felice, ginecologo all’ospedale Buzzi, Università di Milano (videointervista), è intervenuto sulla vulvodinia, “una patologia che è ed è molto più frequente di quanto non si pensi, poco conosciuta e difficile da diagnosticare ma che è curabile”.

Efficace lo slongan di Lodovica Cugini, ostetrica: ‘un perineo rispettato è un perineo ritrovato’ (videointervista), una sollecitazione ad attivare una corretta prevenzione, anche senza aspettare di avere dei disturbi, soprattutto dopo un evento intenso come quello del parto. Un’attenzione che può aiutare “il perineo a ritrovare le sue funzioni”.

Del resto il perineo è un “muscolo che svolge importanti funzioni in tutto l’arco della vita delle donne” ha spiegato Enrica Bertola, uro-ginecologa ospedaliera, (videointervista) sottolineando la necessità di informare le popolazione. Antonella Cavalieri, ostetrica ed esperta della riabilitazione del pavimento pelvico (videointervista), ha parlato degli effetti dei disturbi alimentari sul pavimento pelvico e spiega che “chi soffre di disturbi alimentari ha problemi alle visceri o al sistema ano-rettale e non li mette in relazione tra loro”.

Luigina Baistrocchi Allodi, ostetrica, presidente AVI Emilia Romagna Onlus (videointervista), aggiunge alcune considerazioni. “Dal menarca alla menopausa, il perineo è il fulcro della vita e della salute della donna, quindi è essenziale che ci sia un’attenzione da parte di più specialisti e, purtroppo, bisogna ammettere che la conoscenza di questa parte del corpo femminile non è soddisfacente. Secondo la medicina ufficiale sono sei gli specialisti che possono occuparsi del perineo (ginecologo, neurologo, geriatra, fisiatra, urologo, pediatra) ma sarebbero anche di più: penso all’ortopedico, al fisioterapista, all’ostetrica, agli infermieri. Una sofferenza perineale può essere anche molto invalidante e non va trascurata. Tra le cause della scarsa conoscenza e attenzione per questa parte del corpo della donna, certamente, c’è anche un tabù: il perineo è la zona dei muscoli segreti, parte da difendere e nascondere, perché legata alla sessualità. L’obiettivo della nostra associazione è aiutare le donne a scoprire il perineo, a conoscerlo. Il nostro motto è ‘insegna alle mamme perché possano insegnare alle loro bambine’!”.

Il progetto ‘Farfalla’ è stato ideato proprio per affrontare il problema della scarsa informazione e Nicoletta Mestieri, vicepresidente AVI Emilia Romagna Onlus (videointervistaspiega che il progetto è dedicato all’ambiente lavorativo perché raggiunge “le donne nelle aziende allo scopo di sensibilizzarle sul tema dell’incontinenza e sul pavimento pelvico. L’azione informativa e formativa coinvolge anche le stesse direzioni e arriva ai medici del lavoro”. Il progetto è stato avviato con successo con “un’esperienza pilota: risposte al questionario molto interessanti, adesione completa. Moltissime lavoratrici hanno rivelato di avere problemi di incontinenza e si sono dette disponibili a parlare con esperti per saperne di più. Abbiamo in programma di fare analoga rilevazione in ditte nel nostro territorio e pensiamo di istituire un riconoscimento alle aziende ‘amiche delle donne’ che si sono impegnate per la salute e il benessere delle lavoratrici”.

La Senatrice Emilia Grazie De Biasi, presidente Commissione Sanità del Senato (videointervista), intervenendo al convegno ha osservato che “il servizio sanitario nazionale deve occuparsi della salute delle donne di più e meglio” e ha ipotizzato di “stilare delle linee guida nazionali e fare in modo che le Regioni, che hanno la potestà di occuparsi della programmazione e gestione sanitaria, studino protocolli di intervento e azioni volte oltre che alla cura anche ad una corretta informazione” sollecitando i suggerimenti e una collaborazione con gli esperti presenti. Ha inoltre ricordato che “bisogna potenziale le strutture territoriali come i consultori affinché le donne siano accolte con un approccio umano e non solo tecnocratico, non trascurando i bisogni psicologici. Questo si deve intendere per medicina di genere: una medicina più umana e personalizzata che, partendo dalla consapevolezza che esistono uomini e donne, tenga conto delle differenze”.



PROGRAMMA Salsomaggiore Terme (4 e 5 marzo 2016)

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