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Quando una  donna non fa la differenza

Quando una donna non fa la differenza

Risposta inaccettabile quella espressa dalla Ministra della Salute circa la necessità di inviare qualche consulente per un aiuto psicologico ai 47 migranti a bordo della nave Sea Watch

Lunedi, 04/02/2019 - La Ministra Giulia Grillo, con il suo comportamento, sconfessa chi, come la leader dei Verdi e premier designata  del nuovo governo islandese  Katrìn Jackobsdòttir,  afferma che c'è bisogno di  più leadership femminile, per una politica di giustizia sociale,  perchè  i valori di uguaglianza, giustizia e umanità sono maggiormente ad appannaggio delle donne.

Le parole che la Ministra della Salute ha espresso  sui 47 migranti  a bordo della nave Sea Watch: “La situazione è sotto controllo e comunque quando mandiamo i medici è il Paese che paga e non mi pare il caso”  sono di una violenza e disumanità inaudite, ancor più se pronunciate da una medica, che è tenuta, per il giuramento di Ippocrate  a " perseguire la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell'uomo e il sollievo della sofferenza, cui ispirerò con responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni mio atto professionale"

Affermare inoltre che “In pochi giorni non possono sorgere malattie croniche dal punto di vista psicologico né traumi acuti come nel caso di terremoti o guerre”  fa capire che non si hanno neanche le più elementari cognizioni da un punto di vista  medico e si ignora una branca della psicologia, che è quella dell'emergenza,  che si occupa oltre che di  calamità naturali, disastri tecnologici ,conflitti fra stati o etnie,   proprio di problemi  sociali  come le migrazioni con la presenza di rifugiati.

Credo che lo capirebbe anche un bambino che la sofferenza e il dolore di quelle persone saranno cicatrici aperte per tutta la vita: paura di annegare in mare, freddo e gelo per giorni e giorni, dopo essere partiti avendo subito  torture, sevizie, violenza, senza una meta sicura, per raggiungere luoghi lontani, sconosciuti.   Alleviare  anche solo minimamente   queste angosce e  queste disperazioni  è un dovere morale di tutti noi, ma è un dovere  legale per una Ministra di uno stato civile e democratico che ha fra   i  suoi valori, quelli  di accoglienza, di apertura e convivenza garantiti dalla Carta Universale dei Diritti Umani e dalla nostra Costituzione.

Non ci sentiamo rappresentate da una donna così! Essere donna, in questo caso, come in altri, contraddice un principio in cui crediamo: la forza delle donne. La saggezza, l'umanità, il prendersi cura delle persone sono prerogative femminili che riscontriamo in tante donne che  si occupano di famiglia, di lavoro, di associazionismo, di sindacato e della cosa pubblica e che lo fanno con uno sguardo ed una visione che vuole cambiare le leggi che sino ad oggi hanno regolato il mondo,  le leggi  che hanno privilegiato prima il profitto che le persone.

E' di sabato la grande manifestazione  con l'appello a  restare umani.

E' un invito che rivolgiamo alla Ministra Grillo!

Laura Onofri

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