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Prima Assemblea del Comitato Torinese per il ritiro della proposta di legge Pillon

Prima Assemblea del Comitato Torinese per il ritiro della proposta di legge Pillon

Prima Assemblea del Comitato Torinese per il ritiro della proposta di legge Pillon, con ampia partecipazione della società civile preoccupata di una riforma ideologica, iniqua e ingiusta

Giovedi, 25/10/2018 - Affollatissima ieri sera la prima Assemblea del Comitato Torinese per il ritiro della proposta di legge Pillon, proposta che sta riuscendo nell’ impresa di riunire e risvegliare la società civile che crede nei diritti e nei valori democratici.

Per contrastare una riforma ideologica, iniqua e ingiusta si stanno infatti mobilitando in tutta Italia e anche qui a Torino associazioni femminili, femministe, quelle in difesa dei minori o in generale in difesa dei diritti e anche singole persone preoccupate di quanto questa riforma possa minacciare l'impianto del nostro diritto di famiglia e pregiudicare i diritti dei minori.

Dopo un’ampia relazione dell’avvocata Michela Quagliano, Presidente dei Giuristi Democratici, che ha sottolineato come questa sia una riforma altamente ideologica, schierata a difesa del genitore più forte economicamente e quindi iniqua e ingiusta, che ignora l’interesse dei minori, si sono alternati interventi di avvocate, giuriste, psicologhe, assistenti sociali e coordinatrici delle associazioni che sin dal primo momento hanno aderito al Comitato Torinese.
Tutti gli interventi hanno sottolineato che questo disegno di legge è destinato ad aumentare la conflittualità tra le coppie che si vogliono separare e che tutto l’impianto e il principio che lo sostengono sono inaccettabili concludendo che il ddl va ritirato perché non è emendabile.

Le tante avvocate delle associazioni che si occupano di violenza contro le donne hanno evidenziato, come in un Paese come l’Italia, in cui le donne sono quelle che guadagnano di meno e si occupano dell’accudimento dei figli, spesso rinunciando al lavoro o scegliendo il part-time per conciliare tutto, questa riforma non considera tutto questo, aumentando la disparità economica. Se questa legge fosse applicata, sarebbe ancora più difficile per le donne vittime di violenza, in particolare per quelle con minori risorse economiche, chiedere la separazione, mettere fine a relazioni violente e tutelare i figli.

Anche la politica locale sta facendo la sua parte: sono arrivate adesioni da molti esponenti locali, primo fra tutti il Presidente della Regione Chiamparino e dalla Assessora ai Diritti, Monica Cerutti, da consigliere e consiglieri regionali e comunali, molti dei quali presenti in sala. Le consigliere Eleonora Artesio e Silvana Accossato hanno illustrato due ordini del giorno, per il Comune e la Regione che sono stati presentati invitando il Comitato a richiedere l’audizione quando saranno trattati.

Elena Petrosino, parlando a nome della CGIL e della UIL di Torino, ha ricordato che così come nella stagione di conquista dei diritti dentro e fuori dai luoghi di lavoro che portò all’emanazione di leggi come la 194, quella di istituzione del Servizio Sanitario Nazionale, lo Statuto dei lavoratori, la legge sul diritto di famiglia e quella sul divorzio, anche oggi è necessario rinsaldare la rete per affermare i diritti per tutte e tutti, per rendere esigibili i valori della nostra Costituzione e per contrastare proposte di legge e modello di società lontani da questi principi.

Presenti anche coordinatori ed esponenti delle associazioni aderenti al Coordinamento Torino Pride che ribadiscono la loro netta opposizione alla proposta di legge che fa riferimento alla cosiddetta «famiglia tradizionale», formata da padre e madre con il chiaro intento di cancellare così le famiglie omogenitoriali e i loro figli.

Il Comitato ritiene che questa sia solo la prima di future riforme legislative che tenteranno di scardinare leggi faticosamente conquistate negli ultimi 40 anni, soprattutto dalle donne e quanto

sia strumentale lo si capisce considerando che oggi nel 90% delle separazioni l’affido condiviso è già una regola e quindi non c’è affatto bisogno di questa riforma.

Ma forse i firmatari della proposta di legge ed anche i 148 sottoscrittori dell’ intergruppo parlamentare “Vita, Famiglia e Libertà” (già dal nome tutto un programma!), non si sono resi conto che hanno alzato l’asticella troppo in alto e stanno facendo un grosso errore: la società civile, infatti, preoccupata del forte arretramento dei diritti, dell’inasprimento delle disuguaglianze sia tra le persone, sia tra uomini e donne, del grave attacco alla libertà di stampa, dell’ aumento delle discriminazioni e ad inquietanti rigurgiti di fascismo e razzismo, si sta attrezzando e lo dimostrano le tante mobilitazioni , le piazze, gli appelli ,le raccolte di firme.

Per questo l’Assemblea ha deciso di indire una mobilitazione per il prossimo 10 novembre, data in cui in tutta Italia si manifesterà contro questa proposta di legge.

Per coordinare ed organizzare l’iniziativa il Comitato si ritroverà martedì 30 ottobre alle 20,30 presso LAADAN via Vanchiglia 3.

E’ iniziata una nuova stagione di lotte: dobbiamo essere pronte e pronti! Il Comitato Torinese per il ritiro della proposta di legge Pillon c’è!

Chi vuole aderire al Comitato può farlo inviando una mail a comitatotorinese.nopillon@gmail.com

Laura Onofri

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