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Paola Boldrini: per la prima volta la Medicina di Genere è nel Piano Sanitario Nazionale

Paola Boldrini: per la prima volta la Medicina di Genere è nel Piano Sanitario Nazionale

Con l'approvazione di una nuova norma la Medicina di Genere é riconosciuta ufficialmente. Intervista a Paola Boldrini, che ha redatto la proposta

Mercoledi, 24/01/2018 - Con l'approvazione del DDL Lorenzin in Senato, la Medicina di Genere entra per la prima volta in Italia, nel Piano Sanitario Nazionale. L'articolo 3 del DDL Lorezin, tratto dalla proposta di legge di cui la deputata ferrarese Pd, Paola Boldrini, è stata prima firmataria, contiene infatti l'attuazione e la diffusione della Medicina di Genere. L'abbiamo intervistata.

Onorevole Boldrini, lei si è molto impegnata sul tema della salute delle donne e questo esito, noi immaginiamo, rappresenta un traguardo. Come sente di commentarlo?
È stata una soddisfazione indescrivibile, sotto il profilo umano e professionale, perché i due aspetti sono sempre strettamente legati. Ci lavoravo dal mio ingresso in Parlamento, tre anni fa, facendomi portavoce di una sensibilità diffusa. Da decenni infatti se ne parlava. Io ho raccolto e fatto sintesi di istanze provenienti dal mondo scientifico e da una cultura accademica che in certi territori, come quello di mia provenienza, stava dando un grande contributo. Per questo non manco mai di ringraziare l'Ausl, Unife e l'Istituto superiore di Sanità. Come ho scritto nel mio rendiconto parlamentare, la proposta di legge è nata a Ferrara, e questo è testimonianza di come esperienze di avanguardia locali possano dare risposte al Paese. Ammetto la commozione, anche, di fronte alle recenti parole di ringraziamento ricevute da Livia Turco, già Ministra della Sanità, che aveva posto le fondamenta per edificare un approccio diverso. Un approccio attento al genere appunto, capace di tenere conto delle differenze dell'essere uomo o donna nella predisposizione, nella diagnosi e nella cura di determinate patologie. Quello raggiunto era un obiettivo ambizioso e in quanto tale affatto scontato. La sfida più grande è stata superare il pregiudizio di chi voleva relegarla a medicina delle donne. Detto questo, ho sempre avuto a cuore la salute delle donne. E lo conferma la mia collaborazione, tra le altre, con le Associazioni Europa Donna, Onda e Onconauti. Il mio impegno, se sarò confermata in Parlamento, sarà completare percorsi iniziati in questa legislatura e oggi a buon punto. Penso all'approvazione della legge per l'istituzione della rete nazionale dei registri dei tumori; all'attivazione di una rete nazionale di Beast Unit, ossia centri disciplinari specializzati nel tumore al seno; all'introduzione a livello nazionale del test BRCA per individuare la famigliarità di tumore al seno e ovarico; al presidio per il reinserimento lavorativo e sociale delle donne che hanno subito un intervento.

Quali sono le aspettative, con l'entrata in vigore della legge? Che tempi prevede?
La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dovrebbe avvenire il prossimo febbraio, dopo di che c'è tempo un anno per l'approvazione dei decreti attuativi. Io sono fiduciosa che i tempi siano inferiori. Certamente nel 2019 la Medicina di Genere sarà regime. Nel frattempo però nulla rimarrà fermo. Ricordo infatti che nell'anno accademico 2017-2018, grazie a un accordo sottoscritto nel 2016 con la Conferenza nazionale permanente dei Presidenti dei Consigli di corso di laurea in Medicina e Chirurgia, è partito in una cinquantina di Università italiane il progetto pilota 'Genere Orientato', che prevede l'orientamento al genere in almeno un insegnamento.

Attraverso gli incontri pubblici che ha avuto modo di fare in questi anni, che tipo di sensibilità ha riscontrato tra le persone? E nel mondo della sanità?
Gli incontri pubblici cui ho partecipato, su tutta la Penisola, davvero non si contano. E' inutile negare la presenza, spesso, di perplessità, anche solo per mancata conoscenza della materia. Talvolta diffidenza. Eppure, questi sentimenti sono sempre stati superati dalla curiosità di comprendere. E dalla sensazione, addirittura, di potersi sentire più protetti sul fronte salute. Nel mondo della sanità ho incontrato professionisti esperti, che supportati dalla ricerca credevano fortemente nella Medicina di Genere. Lavorare con loro è stato un privilegio anche per me. E' una vittoria di tutti e per tutti.


La norma, secondo lei, riuscirà a modificare l'approccio scientifico e medico che ancora 'resiste'?
Siamo di fronte a una rivoluzione e alle resistenze che ad ogni rivoluzione si accompagnano. Il tempo farà la sua parte. Oltre alla formazione universitaria degli studenti, con l'entrata in vigore della legge ci sarà l'aggiornamento obbligatorio del personale medico e sanitario. Posso immaginare che non tutti - soprattutto chi ha già compiuto una lunga carriera - abbiano piacere di mettere in discussioni prassi consolidate, di rivedere le proprie posizioni. Ma l'idea di una medicina più appropriata, soprattutto grazie ai giovani professionisti, oggi studenti, che non dovranno recuperare gap culturali e lacune, diventerà la norma.

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Biografia
Nata nel 1960. Laureata in Pedagogia. Già responsabile amministrativa del Dipartimento di Studi Umanistici all'Università degli Studi di Ferrara, è stata Presidente della circoscrizione Nord Ovest dal 2004 al 2009 e della Circoscrizione 3 dal 2009 al 2014. Ruoli che le hanno consentito di conoscere da vicino le esigenze dei cittadini. Nelle primarie Pd del 2012 ha ottenuto oltre 3mila 500 preferenze. Alle successivi elezioni politiche del 2013 è stata candidata, nella lista Pd, nella circoscrizione Emilia Romagna, risultando terza dei non eletti. Da maggio 2014 a gennaio 2015, ossia fino all'ingresso in Parlamento, è stata Presidente Asp di Ferrara, il Centro Servizi alla Persona. Fa parte dell'Intergruppo parlamentare per le donne, i diritti e le pari opportunità, che istituito nel 2015 pone le questioni di genere al centro del dibattito politico-legislativo. È tra le parlamentari che hanno aderito all'Associazione Onda, il cui obiettivo è la tutela e la corretta informazione sulla salute delle donne e di genere. 


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