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Nicola Lagioia pone il tema delle donne assenti in questa fase della politica

Nicola Lagioia pone il tema delle donne assenti in questa fase della politica

Nicola Lagioia, Direttore editoriale del Salone Internazionale del Libro di Torino si interroga sull'assenza delle donne in questa grave fase politica del nostro Paese. E allarga la considerazione al tema sempre attuale delle discriminazioni di genere, a

Mercoledi, 30/05/2018 - Nicola Lagioia, il Direttore editoriale del Salone Internazionale del libro di Torino ha pubblicato il post che riporto di seguito.

La sensibilità di Lagioa su questi temi per noi di SeNonOraQuando? non è una novità!

Ancora una volta siamo qui ad interrogarci perchè le donne non ci sono.

Come scrivevamo in un manifesto intitolato #Adessoledonne, non è che le donne non ci siano: ce ne sono state e ce ne sono tante, forti, autorevoli, competenti, giovani e meno giovani. Davvero tante.

Un illusorio riequilibrio tra i generi sana solo in apparenza un'organizzazione sociale che continua pervicacemente, col persistere di una cultura patriarcale e maschilista, a penalizzare in ogni ambito le donne, quando addirittura non le vittimizza sino ad ammazzarle. Le donne non sono vittime, sono molto forti, soprattutto quando sono unite. Sono portatrici di cambiamento, hanno la cultura e la pratica della cura, che spesso però le ha segregate e rese subalterne. E ci sono le donne libere, disobbedienti, che non si fermano di fronte ai no, che non si lasciano intimidire dalle violenze verbali e dai roghi mediatici e reali.

Ma il Paese, la politica sembra che quasi non se ne accorga, proprio in un momento in cui ci sarebbe un grande bisogno di una visione diversa, più pragmatica, di un'eccellenza femminile che in Italia c'è, è reale.

Non perchè le donne in assoluto siano migliori (anche se ormai l'abbiamo detto e ridetto sono molto più brave all'Università e si laureano prima e meglio, e qualcosa vorrà dire...), ma perchè ormai una serie di ricerche dimostrano che in politica quando a governare è una donna i crimini legati alla corruzione scendono mentre l’efficienza della cosa pubblica sale.

Senza arrivare a ipotizzare quello che propone Aristofane nel suo "IL GOVERNO DELLE DONNE" in cui le protagoniste, le donne di Atene , con astuzia ed abilita', riescono a farsi assegnare il governo della polis per portarvi concordia, prosperita' e uguaglianza o Gioconda Belli nel suo "NEL PAESE DELLE DONNE" in cui a Faguas, un paese immaginario del Centro America, si consumano giochi di potere e corruzioni politiche che saranno sconfitti dal Partito femminista della Sinistra Erotica, che stravince le elezioni e ribalta la vita, la società e l'economia del paese, noi ci accontentiamo di meno....vorremmo che il nostro sguardo femminile e femminista fosse utilizzato per ri-vedere e costruire una realtà politica diversa incisiva ed inclusiva che possa realmente aiutare il nostro Paese ad uscire da una crisi politica, forse la più complicata della nostra Repubblica.

Laura Onofri


Ecco il post di Nicola Lagioia:
"Il Presidente Mattarella, il segretario Salvini, il capo politico Di Maio, il non più Presidente del Consiglio Conte, il non più Ministro delle Finanze Savona, il forse Presidente del Consiglio Cottarelli, il Governatore Visco, il segretario Renzi, il garante Grillo, il presidente Berlusconi, il californiano Di Battista... e nemmeno una donna.
Siamo insomma nel 2018, e in una delle crisi più complicate della nostra Repubblica (istituzionale, politica, finanziaria) tra i giocatori che potrebbero risultare determinanti per provare a risolverla non è stato fatto uno, dico un solo nome di una donna. C'è la Meloni, ma non mi pare abbia un ruolo così di rilievo. A me sembra abbastanza ridicolo, rispetto a quello che succede in atri paesi. Eppure la maggioranza degli elettori sono elettrici.
Si è molto parlato negli ultimi mesi di questione femminile, c'è stato il #metoo, ma non vorrei che i sacrosanti discorsi su chi ha abusato di chi gettino nel cono d'ombra le questioni che riguardano la gestione del potere e le stanze dei bottoni.
I problemi sulla discriminazione di genere mi pare vengano fuori in questi giorni (e durante la campagna elettorale) in modo veramente molto più brutto e straniante che in passato. Non sono un sostenitore delle quote rosa, posso arrivare a ragionare sul fatto che smontare un sistema maschile dall'oggi al domani può (come tanti cambiamenti violenti) causare più danni di quelli che vuole emendare. Però a vedere quello che succede in questi giorni (tanti autoproclamatisi salvatori della patria, nessuna donna) mi sembra abbastanza umiliante per un paese che voglia navigare degnamente nel mare mosso del XXI secolo.
Mi chiedo cosa ne pensano le donne. E i maschi."

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