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Mosaici come “Tessere d'identità”

Mosaici come “Tessere d'identità”

A Forlì la mostra “Tessere d'identità”, visitabile dal 23 novembre al 2 dicembre. Iniziativa in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza sulle donne

Martedi, 20/11/2018 - Si inaugurerà venerdì 23 novembre 2018 ore 17,30 a Forlì, presso l'Oratorio San Sebastiano, la mostra “Tessere d'identità”, mostra che raccoglie le opere delle artiste Dusciana Bravura, Silvia Naddeo, Sara Vasini, Takako Hirai e Roberta Grasso. L'iniziativa, programmata in occasione della  Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza sulle donne, è dell'Associazione culturale Il Glicine, realizzata in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura e alle Pari Opportunità del Comune di Forlì e con il contributo del Tavolo delle Associazioni contro la violenza sulle Donne, UDI Forlì – Archivio UDI Forlì – Cesena e dal Forum delle Donne. Alla cerimonia inaugurale è prevista la partecipazione dell'Assessora alla Cultura e Pari Opportunità Elisa Giovannetti e della Consigliera regionale Valentina Ravaioli.
Angelamaria Golfarelli, responsabile eventi culturali ed artistici dell'Associazione Il Glicine, e Linda Kniffitz, curatrice Collezione Mosaici Contemporanei del Mar di Ravenna, sono le curatrici della mostra che, attraverso le tessere del mosaico, intende significare la pluralità dell'identità femminile e la diversità come valore aggiunto "sottolineando che il principio di appartenenza ad un genere, proprio in quanto peculiare alle piccole e grandi differenze che contraddistinguono le persone, le rende tutte uniche ma al tempo stesso partecipi del grande disegno sociale della cittadinanza".
All'interno della mostra, come ogni anno, si terrà in data 2 dicembre 2018 ore 17, l'evento “Ribellioni segrete” che consisterà nell'aprire l'apposito contenitore posto all'Oratorio San Sebastiano durante tutto il periodo della mostra e leggere tutti i messaggi lasciati dal pubblico, anonimi o firmati, per riflettere sul tema della violenza sulle donne.

In mostra anche la scultura dell'artista Otello Turci dedicata al tema della mostra offerta all'Associazione Il Glicine come esempio di solidarietà maschile (e di sensibilità) verso il problema della violenza sulle donne.

L'esposizione resterà aperta dal 23 novembre al 2 dicembre 2018 dal martedì al venerdì dalle ore 9,30 alle 12 e dalle 15,30 alle 18,30 – sabato e domenica dalle 10 alle 12,30 e dalle 16 alle 19 – Lunedì chiuso - Ingresso libero
Per informazioni cell. 3489508631


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Linda Kniffitz 
Forme dell’avanguardia artistica contemporanea: il Mosaico

“Nel corpo dell’arte contemporanea, quanto mai multiforme, osmotica e aperta a linguaggi diversi, alcuni artisti perseguono l’intento di esperire una tecnica complessa e antichissima come quella musiva, in un contesto di soluzioni compositive fresche e insolite. Non più pelle sontuosa per maestose decorazioni architettoniche ma creazioni nate da assemblaggi di materiali multiformi, naturali e artificiali, da objets trouvés, da tagli, da leganti. Il livello di concentrazione che un tempo potevamo avere di fronte a una parete musiva non è più recuperabile, ecco allora che le opere si fanno autoportanti, le dimensioni si riducono e ci chiamano a una visione ravvicinata, a un ascolto… (…)… Le artiste che qui si presentano hanno tutte in comune una perizia tecnica impeccabile e un ductus virtuosistico, applicato a forme diverse”. 

Takako Hirai utilizza il cànone tradizionale e materiali naturali (frammenti di marmi e pietre) per marcare la propria comunione spirituale con la natura: un sentimento cosmico che sottolinea nascondendo spesso piccole figure femminili negli andamenti delle tessere.
Dusciana Bravura predilige invece i materiali artificiali, tessere di preziose murrine e vetro filato, che applica su vasi anni ’60 alla massima estroflessione, per assecondare una fantasia di generazione “spontanea” di organismi alieni da oggetti forgiati dal fuoco.
Silvia Naddeo trova ispirazione nell’arte pop per rappresentare in maniera perfettamente mimetica vari cibi, crudi e lavorati. Ma ad una visione ravvicinata si coglie la vertigine della frammentazione, e la freddezza rigorosa e perfettamente regolare delle tessere.
Roberta Grasso ha un approccio caldo al processo musivo, ne fa scoprire paradossalmente la morbidezza e la duttilità, con il ricorso a filamenti di silicone che sostengono la trama di ampi drappi, leggeri e simili a ricchi corredi da sposa.
Sara Vasini usa con estrema perizia la tecnica per riempire e costipare al massimo di tessere dei contenitori preesistenti o creati da lei. Ama servirsi di tessere ricavate da materiali organogeni e fa a meno degli interstizi, per una resa quasi brulicante, viva, dell’opera.

Angelamaria Golfarelli 
Una metafora necessaria

"..(...).. In questa mostra le Tessere d'Identità sono metaforicamente quelle musive che compongono le opere delle artiste invitate e che evidenziano di quante multiformi essenze l'umanità sia composta. Identità che a volte (come le tessere musive) possono essere spezzate ma che sono necessarie, come quelle integre, alla piena riuscita dell'opera. ...(...).. Tessere che, seppur violate, non devono lasciare che il vuoto e la paura consentano di dimenticarle. Perché solo una vera solidarietà può allontanare dall'indispensabile bisogno di consolazione che ogni dolore reclama (pur necessitando del giusto tempo per essere agito). E l'opera musiva compone, in questa mostra voluta in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, il dialogo silente attraverso cui il tempo e la bellezza leniscono l'orrore e la paura ed esortano a vivere nel rispetto delle donne".


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