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MARY SHELLEY -  Un amore immortale

MARY SHELLEY - Un amore immortale

Haifaa Al-Mansour prima regista donna dell’Arabia Saudita prosegue con Mary Shelley la sua ricerca personale sull'esclusione di genere

Mercoledi, 12/09/2018 - MARY SHELLEY - Un amore immortale
di Adriana Moltedo esperta di Comunicazione e Media

Mary Wollstonecraft Godwin ha vent'anni quando, nel 1817, termina Frankenstein. Nonostante l'età, ha già molto vissuto.

Questo film di Haifaa Al-Mansour regista e sceneggiatrice con Emma Jensen, racconta la relazione sentimentale tra il grande poeta Shelley e la diciassettenne Mary Wollstonecraft che divenne anche lei una famosa scrittrice.

Mary, figlia del filosofo William Godwin, si innamorò di uno dei discepoli del padre, il poeta inquieto che la sedusse, crescendo così in bellezza e cultura. Sposato con figli, Percy nascose a Mary la verità.

Appassionata di letteratura gotica e di fantasmi, lei si rifugiava spesso in un cimitero e sognava di scrivere un giorno il suo romanzo.

E’ di Mary Wollstonecraft “il romanzo”.
E’ scritto da Mary Wollstonecraft il famoso per sempre Frankenstein.

Non sorprende che la regista saudita Haifaa Al-Mansour abbia realizzato un film su di lei su Mary Wollstonecraft Shelley.

Mary riuscì scrivendo Frankenstein a emanciparsi dai suoi uomini. E’ ciò che si evince dal film di Haifaa Al-Mansour

Haifaa Al-Mansour prima regista donna dell’Arabia Saudita prosegue con Mary Shelley la sua ricerca personale sull'esclusione di genere.

Dopo aver denunciato il fondamentalismo e la poligamia in Arabia Saudita e aver girato il primo film saudita della storia, La bicicletta verde, in cui narra di una ragazzina decisa a guadagnarsi una bicicletta in un paese che impedisce alle donne di condurle, nel film su Mary Shelley fa altrettanto, dato che il vissuto è quello di in un'epoca altrettanto oppressiva per il suo genere.

In quel mondo opprimente, secondo la regista, Mary trova la sua voce intima e la mette su carta, firmando il primo romanzo di science-fiction.

Haifaa Al-Mansour racconta la vita di una donna emancipata e l'origine di uno straordinario mito letterario.

Mito dell’horror e figlio 'mostruoso' di una relazione vulcanica e di uno sporco gioco di società.

Sopraffatti dai paesaggi alpini, l'immaginazione è l'unica risorsa per un gruppo di giovani artisti 'in collera.

Mary deve scegliere se vivere o negarsi quell'amore. Il desiderio ha il sopravvento e i due amanti fuggono insieme, trascinandosi dietro la sorella minore di Mary.

Tra i tre nasce un singolare ménage che conosce alti e bassi, miseria e nobiltà. Quella predicata ma mai applicata da Lord Byron, celebre e vanesio drammaturgo che li sfida sulla pagina e nella vita. Mary accetta e scrive "Frankenstein", vincendo con la sfida l'eternità.

Interpretata da Elle Fanning, Mary Shelley è una anti-eroina che si fa strada tra elaborazione dei lutti e segregazione creativa di genere, alimentando il rapporto conflittuale con il futuro marito (Douglas Booth,tenendo testa a Byron (Tom Sturridge) e consolando la sorellastra Isabel (Maisie Williams).

La storia è un racconto esemplare.

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