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L'Europa dei Muri e Recinti non è la nostra

L'Europa dei Muri e Recinti non è la nostra

Il secondo incontro promosso dalla Casa delle donne di Milano, di Roma, di Ravenna, di Reggio Emilia e da alcune associazioni di donne migranti rilancia il bisogno di una iniziativa forte delle donne su diritti, razzismo, guerre, femminismi

Martedi, 16/02/2016 -
“Non è questa l’Europa che vogliamo!”. Quello a cui da tempo stiamo assistendo nel mondo e in Europa sta rimuovendo nel profondo la voglia e il bisogno delle donne di prendere parola: la costruzione di muri, le stragi di rifugiate e rifugiati,l’ondata di disperazione che ci arriva, oramai quasi nell’indifferenza, nelle case attraverso immagini di migliaia di corpi sottoposti ad ogni genere di sofferenze per i bombardamenti, le guerre, la fame, l’estendersi in tante parti del mondo di regimi liberticidi. Dall'altra parte le risposte e soprattutto le non risposte dei paesi occidentali , i tentativi di depistare questi grandi problemi sul terreno del sentimento razzistico, il gioco cinico con cui si stanno confrontando varie potenze, in cui la giusta guerra al terrorismo sta diventando ombrello sotto cui si nascondono guerre diverse per predomini politici ed economici di pochi, e insieme l’aggravarsi nel mondo della situazione dei diritti e delle libertà individuali delle donne non possono non richiamare oggi, anche in uno scenario così complesso e difficile, la coscienza e i principi che hanno mosso da sempre le lotte delle donne. Da mesi girano parole, si fanno incontri, si discute, si scrivono documenti e appelli, si tessono reti. Tra queste quella partita a novembre dello scorso anno dalla Casa delle donne di Milano, con lo slogans “Muri e Recinti. Non è questa l’Europa in cui vogliamo vivere” che ha trovato subito altre Case aderire, (Ravenna, Roma, Reggio Emilia) e insieme alle Case reti e associazioni di donne immigrate in Italia.

Sabato 13 febbraio si è tenuto il secondo appuntamento a Roma alla Casa Internazionale delle donne, dove a partire anche dagli elementi usciti dall’incontro di Milano si è continuato a confrontarsi con vari intenti : allargare ulteriormente la rete con altri nodi di donne, approfondire la riflessione e l’informazione sui temi che si ritengono più importanti, di individuare risposte e azioni di impatto più immediato. Questi alcuni dei principali nodi/ terreni di discussione emersi: il legame e il conflitto che si sta determinando tra la questione dei diritti in Europa così come sono stati posti alla base della costruzione europea e quello che sta avvenendo in relazione al problema immigrazione e accoglienza che ogni giorno contraddicono e negano tali diritti; la necessità sempre maggiore di costruire punti di vista, iniziative ,attraverso ponti e forme permanenti di dialogo con la pluralità delle donne e dei femminismi dei diversi paesi del Mediterraneo, oltre i confini e le appartenenze anche religiose; la esigenza di ridare chiavi di lettura e di impegno come donne a temi come guerra e pace, razzismo, inclusione e al loro nesso con l’essere e sentirsi femministe; la ricerca di gesti comuni al "femminile" facilmente leggibili; la ripresa di battaglie su obiettivi specifici come la lotta contro il reato di clandestinità, per i diritti civili e politici delle immigrate; il bisogno di rideclinare nella fase attuale il binomio/conflitto tra femminismo, diritti e contrasto alle politiche neoliberiste. Tra le proposte più condivise uscite è quella di portare queste voci delle donne ad un confronto con il livello europeo e un primo passo in questa direzione la Casa delle donne di Milano l’ha annunciato: un incontro il 1 marzo con alcune Parlamentari europee per aprire una diretta interlocuzione.

Accanto al bisogno di confrontarsi tra realtà diverse di movimenti e realtà di donne è emerso e sta emergendo sempre di più il bisogno di creare reti permanenti tra le buone pratiche che si stanno facendo in Italia e non solo proprio per dimostrare che un altro modo è possibile di concepire, vivere e costruire dialogo, diritti ,inclusione, comunità di donne che si riconoscono nel confronto e nelle differenze. Di qui anche l’idea di costruire percorsi di scambio e visibilità tra esperienze e percorsi attivati in questi anni soprattutto dalle donne in termini di una autodeterminiazione femminile declinata sempre di più al plurale di soggettività, appartenenze, culture, religioni. Chi vuole sapere di più su questo percorso e sulle iniziative che verranno fuori può collegarsi a: Casa delle donne di Milano (www.casadonnemilano.org), Casa Internazionale delle donne di Roma (www.casainternazionaledelledonne.org).



Costanza Fanelli

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