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LEONARDO da VINCI e Firenze.  Fogli scelti dal CODICE ATLANTICO di M.Cristina Nascosi Sandri

LEONARDO da VINCI e Firenze. Fogli scelti dal CODICE ATLANTICO di M.Cristina Nascosi Sandri

Una mostra a cura della storica dell'arte Cristina Acidini dedicata al grande Genio umanistico-rinascimentale le cui celebrazioni, per ricordare i 5 secoli che ci separano dalla sua scomparsa

Lunedi, 15/04/2019 - Aprono oggi, 15 aprile 2019, compleanno di Leonardo che era nato nel 1452, le celebrazioni per ricordare i 5 secoli che ci separano dalla sua scomparsa.
Cinquecento anni fa, infatti, il 2 maggio 1519, nel castello di Clos-Lucé, ad Amboise, in Francia, moriva Leonardo da Vinci. Aveva lasciato Firenze da oltre dieci anni, ma alla sua città era rimasto profondamente legato.
Per tutta la vita si definì ‘pittore fiorentino’, chiese nelle volontà testamentarie di essere sepolto nella ‘giesia de sancto Fiorentino de Amboysia’ e dedicò uno dei suoi ultimi ricordi scritti, l’anno prima di morire, al serraglio dei leoni che si trovava dietro Palazzo Vecchio. Il foglio dedicato all’animale totemico di Firenze, testimonianza di un ricordo ancora vivissimo, porta la significativa data del 24 giugno 1518, giorno del patrono cittadino, San Giovanni Battista.
E proprio nel nome di questo legame, la sua città lo celebra con la mostra “Leonardo da Vinci e Firenze. Fogli scelti dal Codice Atlantico” che presenta, in Palazzo Vecchio, allora come adesso il luogo più rappresentativo della città, dodici carte vergate da Leonardo che appartengono al leggendario Codice Atlantico, eccezionalmente prestate dalla Biblioteca Ambrosiana di Milano, provenienti dalla veneranda Biblioteca Ambrosiana e proposte in un percorso a cura di Cristina Acidini, proprio fino al 24 giugno 2019.
Il Codice Atlantico, conservato nella storica biblioteca di Milano, è composto da 1.119 fogli, contenenti per lo più scritti e disegni di Leonardo da Vinci.
I dodici fogli scelti, che non sono naturalmente gli unici in cui si trovano richiami a Firenze, sono "come fili d'Arianna al contrario, che indirizzano il visitatore nei profondi meandri del Labirinto, anziché indicarne l’uscita. E come Labirinto si devono considerare i tantissimi aspetti del rapporto sfaccettato e molto spesso contraddittorio tra Leonardo e la città, nel cui dominio nacque e nella quale trascorse gli anni fondamentali della sua formazione”.
L’esposizione, a cura, come detto, della storica dell'arte Cristina Acidini, presidente dell'Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, che nell'introduzione al catalogo definisce l'immenso Artista "Ingegno eccelso, poliedrico e dispersivo", si propone di ritrovare in quei fogli sublimi i tanti richiami al luogo d'origine di Leonardo, mai veramente lasciato e, comunque, mai dimenticato.
Aggiunge poi la Acidini: "Non solo Leonardo a Firenze, ma anche Firenze con Leonardo, sempre presente nella sua mente, ovunque egli si trovasse, sia nella rete di protezioni, conoscenze e amicizie che lo ha accompagnato per tutta la vita, sia nella corrispondenza che ha continuato sempre a tenere, sia nel bagaglio che si è portato appresso sino alla fine, di esperienze e ricordi".

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