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La sfilata delle emozioni con le creazioni di Gianfranco Venturi al S. Spirito di Roma

La sfilata delle emozioni con le creazioni di Gianfranco Venturi al S. Spirito di Roma

L’Associazione “Progettiamo il presente” parla alle donne colpite dal cancro. E non solo a loro. Quando la sanità pubblica funziona

Sabato, 25/05/2019 - Roma, 24 maggio 2019: una grande iniziativa per la vita rivolta alle forze del cuore, con la collezione stupenda dello stilista Gianfranco Venturi nello splendido Chiostro dei Frati dell’Ospedale S. Spirito di Roma, dove hanno sfilato 70 donne, tutte pazienti del centro senologico. Dopo la sfilata, la riffa con i premi e un gradevole snake drink.
La presentatrice della serata è la giornalista RAI, Paola Aristodemo, che intervista lo stilista Venturi, insieme ad Alfonsina Corradi, coordinatrice del Centro e referente dell’Associazione “Progettiamo il presente”, per la quale ha dato un fondamentale impulso. L’Associazione nasce dalla voglia delle donne già passate per l’esperienza del cancro di aiutare le altre raccogliendo anche i fondi per la ricerca. Con l’Evento della serata si cerca di comprare i caschi refrigeranti per evitare la caduta dei capelli alle donne in trattamento chemioterapico. Lo stilista pone l’accento sulla grande emozione provata quando una donna di Bracciano gli chiese di fare un calendario sulle donne affette da cancro. “Io sono morto”, racconta Venturi ma poi si fece e in seguito gli venne l’idea di fare le sfilate per far divertire le donne in trattamento, sfilate già realizzate in varie città italiane.
Tutti sono visibilmente commossi e l’emozione è accompagnata dal suono dell’Arpa della musicista Gina Capone. Il Dott. Pier Luigi Bonatti, responsabile del Centro senologico -chirurgo con più di tremila interventi alle spalle-, pone l’accento sulla collaborazione tra più competenze con numerosi presidi, con l’intervento indispensabile di ogni specialista per ogni fase del percorso della malattia. “Parlare di tumore durante queste manifestazioni ed eventi quando una comunità intera si raccoglie attorno a queste meraviglie artigianali, che fanno vibrare il corpo della propria anima, è quanto di più naturale. La solidarietà si fonde questa sera, in questo incantevole complesso monumentale, con i suoni di un’arpa, con i colori e le forme degli abiti lussuosi felicemente indossati da comuni, normali, eccezionali donne. Parlare di tumore vuol dire confrontarsi con quel legame imprescindibile di gioia-dolore, così presenti in ogni storia personale nel contesto attuale di una società multietnica e policulturale. Vuol dire lottare insieme affinché per ogni tumore si realizzino le migliori strategie di prevenzione, giungendo alla diagnosi prima possibile, curandolo sempre meglio. Vuol dire anche condividere con chi sta vivendo questa esperienza presente o passata sperimentando quanto sia importante essere felici, essere vivi, essere veri, avere speranza senza ignorare che per esserlo bisogna donarsi. Parlandone e perseverando con queste convinzioni, ci accorgeremo che tutto questo si può realizzare, perché le donne sono coraggiose, perché le donne hanno un’anima che combatte per vocazione, perché le donne hanno mai smesso di manifestare con coraggio le proprie speciali ed esclusive buone qualità”. Il chirurgo conclude: “E tutte sappiate che noi ci prendiamo cura di ognuna di voi”!
Chi ha conosciuto questa figura angelica del dott. Bonatti sa che in corsia è sempre presente, anche più volte al giorno dopo un intervento e ogni parola, ogni pensiero e azione nasce da una peculiare empatia verso ogni essere del creato, così la sua équipe, come la chirurga Dalila Serafini. Anche altri medici dell’Unità Multidisciplinare di Senologia fanno parte del Comitato Scientifico dell’Associazione “Progettiamo il presente”.
La sfilata si svolge in un clima di emozionante divertimento e sono tutte bravissime come modelle di punta! C’è un pubblico molto numeroso e variegato al quale Venturi consiglia di vestire con colori vivaci e abiti comodi per l’estate, colori che richiamano la gioia di vivere, come il dipinto che arreda lo sfondo della passerella di Ramón Soberon. Lo stilista aiuta ogni “modella” a salire e scendere dalla pedana e considerando l’assenza di formazione e di prove, dimostrano di essere veramente eccezionali, come una giovane mamma di due meravigliosi bambini, Giulia, la quale sta ancora affrontando esperienze molto dure quali la chemio e la radio, che possono anche segnare la vita di una quarantenne solo se si resta isolati con il proprio dolore.
Vedendo sfilare -in un clima di gioia per la vita- le donne che hanno affrontato con estremo coraggio e forza la prova durissima del cancro, si nota l’autentica bellezza di essere “donna”.
Da un’intervista recentissima di Colm Tóibín intitolata “Il cancro non è maestro di vita”, lo scrittore puntualizza l’estrema solitudine che l’ha portato ad aspettare soltanto la morte come momento di liberazione da un male che non gli ha insegnato nulla. Al di là del principio del piacere assoluto, che non si può perseguire nella dimensione adulta, la stessa vita è malattia e il cancro è quel tipo di malattia che insegna moltissimo. Il primo passo relativizzante rispetto al proprio dolore è accorgersi che altri esseri umani esistono e stanno soffrendo. Guardando il dolore dell’altro si prende coscienza di essere umani e pronti ad affrontare qualsiasi prova.
Pensare alla salute delle altre donne è anche pensare alla propria, con quel senso artistico e amore verso la bellezza che fanno la differenza. Essere donna è bello anche quando la vita t’impone delle prove molto dure come l’esperienza del cancro, “un organo di senso nel posto sbagliato”. Il cancro è una malattia che sembra condurre nel freddo imprigionante della solitudine ma che allo stesso tempo richiederebbe soltanto calore, soprattutto da altri esseri. Il cammino sulla Terra a contatto con altri simili può risvegliare la coscienza dell’essere umano, con quel calore che risveglia l’anima dalla solitudine.
L’Associazione “Progettiamo il presente” compie il miracolo dell’ascolto: donne che risvegliano altre donne dalle loro solitudini. Insieme alle donne in lotta per la vita ci sono anche uomini che comprendono a fondo l’approccio cristiano per la vita. Uno di questi è lo stilista Gianfranco Venturi, sono i medici che hanno affiancato con professionalità empatica la battaglia, tutto il personale paramedico fino alla donna delle pulizie che con la sua bontà e freschezza faceva sorridere le degenti. Accanto alle donne ci sono innanzitutto i loro compagni o compagne di vita che hanno retto con dignità entrambi i dolori.
Tutto ciò si realizza nella Sanità Pubblica Italiana, come nella Regione Lazio, sensibile ai problemi delle donne ma una sanità troppo spesso mortificata da tagli pesanti e ingiuste valutazioni.

L’Associazione Onlus “Progettiamo il Presente” nasce nel 2015
dalla vitalità delle donne curate nel Centro di Senologia del Santo Spirito di Roma. Le donne, avendo affrontato il percorso chirurgico, radio e chemioterapico, desiderano aiutare le altre nello sconcerto della diagnosi assicurando una presenza durante il viaggio verso la guarigione. All’Associazione aderiscono non solo pazienti ma medici, amministratori, esperti di diritto e sostenitori per un atteggiamento positivo sul senso della vita durante e dopo la malattia. Al di là di un aiuto umano e psicologico, entrambi fondamentali, l’Associazione collabora con il centro di Senologia ASL Roma 1, sostiene anche tutte le persone affette da disabilità, diffonde la cultura della prevenzione e l’adesione allo screening mammografico, organizza eventi, come questa serata, per reperire fondi da destinare a progetti che tutelino i diritti di tutti i pazienti oncologici. L’Associazione agisce con idealità e con molto senso pratico indicando alle donne le agevolazioni previste dalla legge aiutandole con l’espletamento delle pratiche d’invalidità civile, legge 104 e pensioni d’invalidità; stimola inoltre gli Amministratori Sanitari Locali ad azioni rivolte al buon funzionamento delle strutture oncologiche esistenti, sollecita l’aggiornamento tecnologico e l’acquisto di apparecchiature di diagnosi e di cura, vigila sul miglioramento dei servizi sanitari e l’attivazione di quelli mancanti. Informa le donne sulle agevolazioni per prodotti sanitari specifici alla malattia come corsetteria, parrucche, deambulatori e altro.
Il reperimento di fondi, come in questo divertente evento, oltre ai contatti con Altre Associazioni tese a organizzare altre attività ricreative, ludiche e didattiche non agonistiche, serve a raggiungere gli scopi benefici dell’Associazione.
Entrare a far parte dell’Associazione è semplice, si può fare un abbonamento online annuo di 50 euro oppure una donazione molto utile a tutta la comunità.
Si può utilizzare il conto corrente 1036144465 intestato a Progettiamo il presente Onlus, oppure a: IT 86 G 07601 03200 00103614465.

Sostieni questa importantissima iniziativa donando il 5 per 1000 inserendo il codice fiscale nello spazio dedicato alle associazioni sul tuo 730 CU o Modello Unico: CF 97917500585


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