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La Conseguenza

La Conseguenza

Tema fondamentale della storia è la necessità di ricominciare a vivere, anche dopo una guerra o un dolore insormontabile.

Lunedi, 25/03/2019 - La Conseguenza
di Adriana Moltedo esperta di Comunicazione e Media

La conseguenza è un melodramma ambientato nell'immediato dopoguerra, diretto da James Kent, con Keira Knightley e Alexander Skarsgård, Jason Clarke, Flora Thiemann, Jannik Schümann, basato sul best seller "The Aftermath" di Rhidian Brook coosceneggiatrice del film.

Tema fondamentale della storia è la necessità di ricominciare a vivere, anche dopo una guerra o un dolore insormontabile.

Tra due uomini è la donna che spinge verso la vita.

Rachael e Lewis Morgan si sono appena trasferiti in Germania dopo la sconfitta tedesca. Lewis è un alto comandante dell'esercito inglese, e gli viene assegnata una dimora di grande prestigio, la villa di Stefan Lubert, un celebre architetto tedesco ora ridotto a lavorare come operaio alla pressa.

Lubert subisce l'esproprio con dignità, ma sua figlia quattordicenne Freda non riesce a nascondere la sua offesa. Lewis decide di comportarsi con clemenza verso il suo ospite tedesco e gli propone di coesistere sotto lo stesso tetto, i Morgan nelle stanze di rappresentanza, i Lubert in soffitta.

Rachael non riesce a capire la generosità del marito, anche perché i tedeschi sono stati responsabili di un grave lutto nella loro famiglia. Ma la convivenza con il "nemico" le riserverà grandi sorprese.

La conseguenza tratta un aspetto interessante, e meno cinematograficamente esplorato, i tedeschi non sono qui rappresentati come uniformemente devoti al nazismo, e si fa il necessario distinguo fra gente comune e combattenti imbevuti di propaganda hitleriana.

La conseguenza alterna i lussuosi interni di villa Lubert alle macerie di una Amburgo rasa al suolo dai bombardamenti alleati, i cui abitanti scavano in cerca dei corpi dei loro cari.

Lewis Morgan si muove fra questi universi paralleli con eguale pietas, sopraffatto da un dolore sordo cui non sa dare voce, mentre sua moglie Rachael cerca il modo di superare il lutto che ha subito.


A sottolineare e valorizzare questo meticoloso lavoro di scrittura, regia e recitazione sono proprio i costumi scelti per i protagonisti dalla costumista Bojana Nikitovic, che ha rivelato, quando ha saputo che nel cast c’era Keira Knightley, -“ ho accettato subito! Lei è il sogno di ogni costumista, per la sua eleganza, la sua pelle candida, le linee del suo viso e delle sue spalle. Non è certo un caso che un brand come Chanel l'abbia voluta come sua testimonial!".

Raccontare lo stato d’animo di un personaggio attraverso gli abiti che indossa è il vero talento di Bojana Nikitovic, perché anche questa è un’arte. “Inizialmente Rachel indosserà abiti accollati, abbottonati perché quello è il suo stato psicologico- dice la costumista- è chiusa in se stessa, è ostile. A poco a poco, man mano che si accende la sua passione per Lubert, anche il suo guardaroba cambia. Fino all’abito giallo oro di seta.

Il look dei personaggi contribuisce, insieme alle luci, alla fotografia, alle musiche a farne una storia coinvolgente.

Nell'adattamento firmato James Kent c'è anche altro, a cominciare da una vicenda di rabbia e perdono, di rimosso che affiora e di nuovi inizi.

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